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Vinitaly 2012 indicazioni di percorso tra piccole denominazioni e territori alla ribalta

marzo 23, 2012

di Antonio Carullo
Girare tra i padiglioni del Vinitaly è un’esperienza sempre stimolante per via della ricchissima proposta enologica offerta al visitatore, ma è necessario che si possiedano capacità d’orientamento e tanta pazienza, il rischio è perdersi ad osservare enorni stand e centinaia di bottiglie senza una logica d’assaggio. Un itinerario attraverso una selezione di territori meritevoli e vini interessanti può costituire un progetto destinato ad occupare piacevolmente ore di degustazione. Giornalevinocibo.com ha scelto per voi alcune proposte seguendo un percorso mirato per denominazioni affermate ed per altre che stanno emergendo con successo nel panorama enologico mondiale.

La  Franciacorta  rappresenta la più importante realtà del territorio italiano per gli spumanti Metodo Classico, i comuni che la costituiscono con le loro differenze nei terreni di composizione conferiscono ai vini differenti caratteristiche. I terreni totalmente marnosi non cosi comuni in Franciacorta segnano una crescita qualitativa nei Satén del comune di Passirano(BS), a differenza dei comuni di Adro (BS) ed Erbusco (BS) c’è più equilibrio e meno acidità.  Il Mosnel con il Franciacorta Satén 2007 dai profumi di pasticceria lievitata, pan dolce e cedro rappresenta la massima espressione del comune.

Le bollicine più accattivanti per il pubblico giovane sono quelle cedevoli del Prosecco che ha la sua zona d’elezione sulle colline di Valdobbiadene.  E’, infatti, in questo territorio che il vitigno ha offerto da sempre il meglio di sé, qui si è sviluppata quella qualità ormai universalmente riconosciuta che ha nel superiore di Cartizze la punta di diamante. Ci sono aziende fondate a fine Ottocento, come Bisol oggi con centinaia di ettari di terreno e chicche nate da poco come Marsuret che producono un Valdobbiadene Prosecco Superiore brut San Boldo 2010 dal buon rapporto qualità/prezzo, con rinfrescanti note di salvia e pera, adatte all’ora dell’aperitivo.

La zona del Carso D.O.C in Friuli-Venezia Giulia è rappresentata da alture che delimitano la pianura Friulana a sud-est, da Gabria in Provincia di Gorizia, fino a raggiungere il confine nord-est con la Slovenia, in territorio triestino. Qui si coltivano i vitigni Malvasia Istriana, Vitoska e Terrano.Le nuove generazioni credono in queste piccole realtà e i reimpianti stanno dando risultati incoraggianti. Sandi  Skerk con il suo Carso Malvasia Istriana 2009 è “l’enfant prodige” fra i viticultori del Carso.

Altra zona interessante per vini bianchi è il territorio delle Marche con le zone del Verdicchio di  Matelica e i Colli Maceratesi , che rappresentano una vasta zona di produzione .Coltivato praticamente solo in questa zona, il Maceratino è un clone del Verdicchio, è molto interessante sotto il profilo qualitativo tanto da spodestare il Trebbiano Toscano. Meno famoso del Verdiccio dei Castelli di Jesi, il Verdicchio di Matelica  nel quale la componente in acido malico di queste uve è consistente ed ha portato all’abitudine di favorire la fermentazione malolattica, proprio per ottenere una maggior morbidezza, assaggiate il Verdicchio di Matelica Mirium Riserva 2009.

In provincia di Cuneo, le Langhe rappresentano una delle zone collinari più note di tutto il contesto nazionale. Lungo la sponda sinistra del Tanaro si trova la zona del Roero che comprende 23 comuni. In questa zona, dal vitigno Nebbiolo si ottiene un prodotto con caratteristiche diverse da quelle di altri vini ottenuti da questo vitigno, ovvero un vino non molto strutturato e beverino che può essere proposto ed apprezzato per la sua immediatezza. Con le Langhe, oltre a condividere la coltivazione del Nebbiolo, il Roero deve la sua notorietà anche all’uva a bacca bianca Arneis, un tempo utilizzata per ingentilire i vini rossi. Oggi è vinificata in purezza con ottimi risultati. Malvirà Roero Mombeltramo Riserva 2007 e Roero Arneis Perdaudin 2009.

Passando per gli stand del territorio  della Toscana non si può che rimanere attratti dai vini storici come il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico o dai vini di Bolgheri, ma se avete tempo fermatevi a bere un D.O.C  Val D’Orcia. La denominazione si snoda tra Montepulciano e Montalcino, particolarmente bella e suggestiva, con produzione di vini bianchi, rossi, novelli e vin santi.  Il vitigno utilizzato non è il clone del Sangiovese utilizzato a Montalcino, ne il Prugnolo Gentile coltivato a Montepulciano. Anche qui comunque il Sangiovese ha alcune caratteristiche basilari simili ai più blasonati cugini. Come il colore rubino brillante, una buona acidità unita ad un corpo sempre soddisfacente, dove la compente tannica è importante e marca il prodotto al palato. Attualmente le aziende aderenti al Consorzio sono 33, degusterete sicuramente vini diversi.

Altra zona di rilievo è in provincia di Grosseto, Montecucco D.O.C. Il comprensorio maremmano è sovrastato dal monte Amiata, che con i suoi 1,738 m di altezza presenta un apparato collinare vocato alla viticoltura. Assaggiate Castello Colle Massari Montecucco Sangiovese Lombrone Riserva 2007

Il comprensorio settentrionale della provincia di Bari da vita alla zona del Castel del Monte. E’ un’area degradante dalla Murgia verso la costa. Presenta vigneti interessanti in un paesaggio che si alternano olivi e mandorli. Condizioni climatiche ottimali per varietà internazionali, ma soprattutto per i vitigni autoctoni Uva di Troia, Bombino Bianco e Nero. Volete il meglio Castel  Del Monte Il Falcone Riserva 2007 Rivera e Vigna Pedale 2006 Torrevento.

Un territorio unico e inimitabile quello dell’Etna la cui potenza è ricordata in modo costante dalla colata lavica sulla quale generazioni di viticoltori hanno coltivato la vite su terrazze. Anche il microclima è unico, con grandi sbalzi di temperatura,  assaggiate l’ Etna Rosso San Lorenzo 2010 Girolamo Russo

 

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