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Le Contrade dell’Etna 2012: ecco i migliori vini assaggiati

marzo 23, 2012

di Luigi Salvo
Le “Contrade dell’Etna” al loro quinto anno mettono in luce alcune interessanti novità e tantissime conferme. Il successo di questa manifestazione che Andrea Franchetti ha pensato e realizzato è evidentissimo, oltre che per la gran quantità d’appassionati che giungono sull’Etna, soprattutto per il numero crescente di produttori che aderiscono all’evento e per la nutrita presenza di colleghi della stampa estera arrivati in Sicilia per l’occasione. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nel grande salone della cantina di Passopisciaro sono stati quest’anno 55 ed hanno presentato i loro vini non ancora imbottigliati delle diverse contrade annata ’11 insieme con alcuni d’annate precedenti. La sera antecedente al 19 Marzo, giornata dedicata alle “Contrade”, Franchetti ha invitato la stampa italiana e straniera, alcuni  importatori e qualche produttore presso l’agriturismo “Quota Mille”.

 Lo scambio di opinioni nel corso della cena ha ancor più evidenziato un dato che ormai è chiaro, ovvero la grandissima attenzione che ripone il mondo enologico mondiale su questa straordinaria fetta di territorio siciliano in grado di dare elevatissime eccellenze enologiche. Forza innanzi tutto del ricco terreno vulcanico sul quale sono allevati il Nerello, il Carricante e gli altri vitigni dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, gli affascinanti alberelli hanno densità che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi. Le caratteristiche climatiche sono davvero uniche, caldo sole e grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza.

Ecco i migliori vini assaggiati quest’anno:

Tra gli Spumanti: il Brut da uve Chardonnay ed il Rosè da uve Pinot Nero dell’azienda Terrazze dell’Etna entrambi freschi e profondi al punto giusto,  il Brut da uve Carricante di Planeta ricco di frutta e mineralità, ed il classico Brut Murgo da uve Nerello Mascalese mix di fragranza e ritorni sapidi.

Tra i Bianchi 2011: l’Etna Salisire di Vivera viva espressione territoriale al naso ed in bocca, l’Outis di Biondi fragrante e succoso,  l’Etna ’10 Millemetri Feudo Cavaliere conferma di grande qualità, l’Etna  ‘10 Don Michele Moganazzi piacevole e suadente , l’Etna ’10 di Cottanera di lunga scia frutto sapida e l’Etna ‘A Puddara ’09 di Tenuta di Fessina ricchissimo al naso e dalla bocca importante.

Tra i Rossi: di livello il Munjebel ’11 Frank Cornelissen d’affascinante freschezza di frutto, le due contrade ’11 del Tascante di Tasca d’Almerita con Sciaranova più sottile e composta e Bocca d’Orzo più d’estratto, il nuovo “entry level” ’10 di Fattorie Romeo del Castello  in uscita ad Aprile pieno di note floreali e fruttate, l’Etna ’10 Quota 1000 Graci che a Novembre lascerà la cantina conquista già il palato confermando il caratteristico olfatto. Una sicurezza l’Etna Feudo ’10 di Girolamo Russo dal gran carattere ed eleganza, l’Etna Erse ’10 Tenuta di Fessina intenso e piacevolmente lungo, il Feudo Vagliasindi ’10 dal frutto giovane e dalla piacevole nota erbacea. Primo assaggio anche per il Nerello Mascalese ’10 di Planeta pieno di frutto ed avvolgente eleganza.

L’assaggio dei vini delle varie Contrade ’11 di Franchetti, così come gli altri vini dello stesso millesimo, hanno evidenziato un’annata molto interessante e di grandissima prospettiva. All’assaggio il  Passopisciaro ’09 è vivo di ribes e macchia mediterranea, al palato è di freschezza e sapidità, mentre tra i quattro Cru di Franchetti il Porcaria ’09   è il più concentrato prodotto tra i 700 e gli 800 metri s.l.m. si esprime al naso con intense sensazioni minerali completate da note di ciliegie e lamponi, in bocca è pieno e di lunga scia. Il Franchetti ’09 ottenuto da Petit Verdot e Cesanese di Affile è un vino di particolare espressione, intrigante connubio tra finezza, intensità e consistenza gustativa.

Piacevole il Primaterra ’09 ricco di frutto e spezie, è al debutto l’Etna Capo Chiurma ’08 di Filippo Grasso dal gran naso e dal bocca decisa, infine sempre di grande eleganza e territorialità l’ Outis ’08 di Biondi nel quale la magia del vulcano è toccabile in punta di lingua.

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One Comment leave one →
  1. giorgio permalink
    marzo 23, 2012 5:33 pm

    Molto interessante. Spero di poter trovare qualchuno di questi Vini a Pisa

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