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Uno straordinario Primitivo di 37 anni

aprile 20, 2012

di Roberto Gatti
La longevità del Primitivo è ormai accertata, l’ennesima riprova è un vino che ho avuto il piacere di degustare. E’ una mia “ vecchia “ conoscenza la famiglia Pichierri di Sava in Puglia, limitata fino ad oggi ai vini  in quanto non ero mai stato in visita direttamente in azienda, ma ne avevo scritto nel lontano 2003 forse tra i primi in Italia . Alcuni giorni fa ho avuto l’opportunità di una visita direttamente in azienda in procinto di trasferirsi nella nuova cantina di Sava i cui lavori sono iniziati da ben otto anni e solo oggi vedono la definitiva ultimazione. I Picchieri sono una famiglia di viticoltori da molte generazioni che con sacrificio ed abnegazione, e non da oggi, ha raggiunto vette qualitative inimmaginabili anni addietro.

Dopo una lunga chiacchierata con Vittorio Pichierri che mi ha illustrato la filosofia della sua azienda, con l’utilizzo della potatura tradizionale, assoluto divieto di utilizzo di pesticidi, la raccolta delle uve a maturazione avanzata sulla pianta, macerazioni non troppo lunghe sulle bucce, blocco della fermentazione con un leggero residuo zuccherino, ricerca di morbidezza e profumi nel vino, ho assaggiato questo particolare campione.

Primitivo di Manduria Savese 1975 Pichierri
Trentasette anni sulle spalle e non sentirli. Questo vino ha chiaramente dimostrato in degustazione che il Primitivo è un vino che può e sa invecchiare se ben conservato. Gli zuccheri residui presenti all’imbottigliamento hanno contribuito alla conservazione, unitamente alla ceralacca apposta a copertura del tappo, consentendo cosi’ solo minimi scambi di ossigeno con l’esterno.

Nel bicchiere è colore rubino scuro impenetrabile, ancora in perfetta tonalità, senza alcun segno di cedimento verso l’aranciato, impeccabile. Dal naso intenso gratificante e di grande qualità, da stare minuti ad odorarlo, ancora lontano dai profumi “ terziari “ dopo 37 anni. Al gusto è “ abboccato “, si percepisce un leggero residuo zuccherino, i tannini sono setosi e di grana nobile, molto piacevole ed accattivante. Un vino che ha stupito tutti i giornalisti presenti in cantina che hanno avuto “ la fortuna “ di esserci. Io personalmente ringrazio la Famiglia Pichierri per questo “ regalo “ che hanno voluto riservarci e per la loro passione che conservano nel Dna. E’un vino maestoso, superbo che ha vinto la sfida del tempo, oggi ( ma non da oggi) il Primitivo può essere annoverato tra i grandi vitigni d’ Italia e del Mondo. Da classificare Eccellente Top Wine ( 94-95 / 100 )
Grandi sono i prodotti della terra e gli uomini che li trasformano per il piacere dei nostri sensi.
Chapeau !!

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2 commenti leave one →
  1. Pierfrancesco permalink
    aprile 23, 2012 11:41 am

    Vera la longevità del primitivo. Purtroppo davvero poche volta ho potuto godere di tal privilegio, parlo di qualità ovviamente. Ottima cantina, adoro i loro prodotti, in particolare un primitivo “Don Anselmo”, se ricordo bene il nome, qualità elevata ed affinato in barrique, anche se i “puristi”
    del primitivo non concordano sul tipo di affinatura.

  2. aprile 24, 2012 10:02 pm

    @ Pierfrancesco
    Non hanno il Don Anselmo…ricordi male, quello è un Aglianico del Vulture di Paternoster. Comunque qui : http://www.vinipichierri.com/index.php?lang=it
    trovi l’elenco con tutti i loro vini. Il Primitivo regge bene anche la barrique se usata a dovere
    Ciao e grazie
    Roberto Gatti

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