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Verticale Brunello di Montalcino Riserva Le Chiuse ’07-’06-’04-’00-’99

giugno 18, 2012

di Antonio Carullo
Il termine Brunello identifica in tutto il mondo l’Italia e la Toscana, molti però, pur avendolo bevuto, sanno ben poco di questo grande vino e della sua storia. La nascita del vino che oggi tutti ammirano, il Brunello di Montalcino, risale, infatti, alla metà dell’Ottocento, quando alcuni dei più attenti viticoltori montalcinesi s’impegnarono in sperimentazioni tecniche. Nelle loro fattorie Clemente Santi e Tito Costanti avevano già da tempo abbandonato i sistemi tradizionali e dato inizio ad una produzione esclusivamente ottenuta da Sangiovese con un metodo di vinificazione del tutto sconosciuto in Toscana, dove per la maggioranza si produceva Chianti o vini similari, unendo al Sangiovese altri vitigni.

Giornalevinocibo ha effettuato un’interessante verticale di cinque annate di Brunello di Montalcino dell’Azienda Le Chiuse.
L’origine dell’azienda  Le Chiuse è molto antica, faceva parte dei possedimenti della famiglia Biondi Santi: fu, infatti, portata in dote alla fine del 1700 da Maria Tamanti quando si sposò con Clemente Santi. La figlia Caterina sposò Jacopo Biondi ed il loro figlio Ferruccio, bisnonno di Simonetta Valiani rispettando il volere della madre aggiunse il cognome materno “Santi” al suo.
Fu lui che dopo aver combattuto al fianco di Garibaldi ha continuato l’opera del nonno Clemente valorizzando e selezionando i vitigni fino ad ottenere questo particolare clone di Sangiovese (grosso).



Tancredi Biondi Santi, figlio di quel Ferruccio che capendo le potenzialità del Sangiovese di Montalcino inventò in qualche modo il Brunello, si raccomandò: “Non vendete Le Chiuse, lì nasce il Brunello famoso per le riserve”. L’enologo dell’azienda, Luigi Casagrande da Conegliano, è l’antitesi esatta del winemaker superstar. Idee solide, vicine al buon senso e per lungo tempo andate fuori moda, ma che ora stanno tornando d’attualità: se il Brunello di Montalcino perde la sua tipicità perde il suo mercato, specialmente oggi che le ultime generazioni che si avvicinano al mondo del vino non sono state toccate dalla moda della morbidezza a tutti i costi. Il Sangiovese va sì ammorbidito, ma lentamente e senza scorciatoie, un po’ come il ragù della nonna, che ha bisogno di cotture molto lunghe altrimenti è un’altra cosa.
L’azienda Le Chiuse è in regime biologico ed ha una superficie di 18 ha, di cui 6 vitati a Brunello e 1 a Rosso di Montalcino; 6 ad uliveto e 5 ha di bosco e pascolo. E’ situata nel versante Nord Est di Montalcino di fronte a Montosoli, a circa 300 slm. Il Brunello di Le Chiuse trascorre complessivamente quattro anni  in botti grandi di capacità variabili da 11 a 24 ettolitri, la Riserva è impostata non per essere più potente, ma per tenere meglio il tempo attraverso un’acidità più alta, e questo la rende inizialmente più ostica dell’annata corrispondente.

Ecco la Verticale:
Le Chiuse Brunello di Montalcino 2007
Benché l’annata 2007 sia stata presentata a cinque stelle, è davvero difficile giudicare bene i vini di questo millesimo che avrebbero bisogno di più tempo in bottiglia per esprimersi al meglio. Frutta matura e spezie a portare avanti un naso di grande intensità. Si riconoscono la marasca, la mora, la cannella tocchi smaltati e qualche accenno di humus in divenire. Bocca ricca e definita, tannino ancora non allineato con le altre componenti ma d’ottima fattura. Da fissare nel calendario un appuntamento per il 2022 .

Le Chiuse Brunello di Montalcino 2006  Riserva
Il 2006 è a mio parere la miglior annata per il Brunello, almeno degli ultimi vent’anni: un fuoriclasse d’austerità e finezza assolute che ci regalerà grandi gioie nei decenni. Colore granato, naso territoriale, di grana finissima con prevalenza della ciliegia sotto spirito, fave di cacao, tabacco biondo e spezie dolci. In bocca è perfettamente coerente, la sua polpa è d’intensità soverchiante, raggiunge volumetrie da capogiro nel palato, è quasi pungente per l’intensità e chiude estremamente lungo.

Le Chiuse Brunello di Montalcino 2004 Riserva
Ha un colore granato di media concentrazione, con alone aranciato. Inizialmente un po’ ridotto, quando si apre spara un frutto intensissimo, languido, carnoso, molto 2004. All’assaggio lo troviamo ben definito, caldo e intenso, potente e di buona persistenza. Chiude il conto con un’asciutta eleganza.

Le Chiuse Brunello Di Montalcino 2001 Riserva
Intenso nel richiamare la frutta rossa matura, l’humus, la radice di liquirizia, il cafè tostato e il tabacco. Ha una grande materia, e una certa esuberanza alcolica, il finale è particolarmente austero, tuttavia finiamo per trovarlo territoriale, con l’acidità e l’alcool un po’ slegati. Il tannino, esce fuori in chiusura piuttosto ruvido.

Le Chiuse Brunello Di Montalcino 1999 Riserva
Un vino intenso e profondo, molto balsamico, con un frutto ancora ben vivo, bella ciliegia dolce e succosa e richiami di cuoio, sottobosco, abete e pelliccia. Va acquistando precisione con il passare delle ore. La bocca è fresca e con tanta mineralità. Non ci stupiamo del fatto che sia decisamente più lungo dei vini che l’hanno preceduto e che tuttavia non cede sul piano dell’armonia portando in meta tutte le sue componenti.

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