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I francesi del vino hanno sempre ragione?

agosto 16, 2012

di Roberto Gatti
Un testo francese afferma: “Non si parla di vino come di una pressa idraulica. Il vino ha un suo vocabolario preciso, che dà un grande spazio alla poesia. E, di conseguenza, l’umanità si può classificare in due grandi famiglie. Quelli che sanno parlare del vino e quelli che non lo sanno fare. Ascoltiamo coloro che sono capaci, sanno che il vino non ha un odore, bensì degli aromi. Che non sono mai basici, ma evocano di volta in volta la freschezza dei mattini brumosi d’autunno, l’acidità di una caramella inglese. Intanto quelli che non se sanno parlare hanno già finito il loro bicchiere. E ne domandano ancora, accontentandosi di dire “che è buono”. Quels cons!
(Petit Dictionnaire Absurde & Impertinent de la Vigne et du Vin, Jean-Pierre Gauffre)

Alcuni anni addietro sono stato in visita, con un gruppo di commissari all’edizione francese del Concours Mondial di Bruxelles svoltosi per l’appunto a Bordeaux, ad un Chateaux famoso e rinomato che per riservatezza non citerò. Ma i prezzi d’ogni singola bottiglia  da 0,750 cl. viaggiavano dai 95 ai 110 euro. Abbiamo degustato 5 vini aziendali ed il risultato è stato questo ( vi sono almeno 5 testimoni e compagni di bevute che possono attestare quanto vi stò per scrivere ),  si avvicina un amico, direttore del corso d’enologia presso un’università italiana e mi dice testualmente : “Roberto ma hai sentito questi vini?“Si’ li ho sentiti e fanno una puzza di brettanomices.(ovvero odore sgradevole di cavallo brado)

“Ma come faranno mai a venderli a quei prezzi che personalmente non li berrei nemmeno se me li regalassero?“, continua il prof. universitario ” adesso chi glielo dice? “gli rispondo” io no di sicuro, sei tu il luminare prova a dirglielo” Evidentemente, essendo ospiti non glielo abbiamo detto, ma lo stesso odore è stato colto anche nella cantina sotterranea.

Concludo dicendo che, per decenni, i cugini francesi hanno propinato al mondo per ” tipicità” l’odore ed il gusto sgradevolissimo del  Brettanomices, beati loro che ci sono riusciti, ma credo(e spero) che andando avanti negli anni questo diventerà sempre piu’ improbabile

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3 commenti leave one →
  1. agosto 16, 2012 11:19 am

    Roberto, mi hai fatto ridere di gusto (in verità, mi sono sbelicato!). Mi trovi assolutament solidale con la tua esperienza e conclusioni.

    • agosto 16, 2012 8:07 pm

      Ciao Maurice, ho riportato una esperienza vissuta per fare capire come a volte ci facciamo condizionare da troppe variabili, estrenee al vino ( leggasi blasone dell’etichetta, fama, prezzo, guide ecc. ecc. )
      Un caro saluto e spero di incontrarti presto in Sicilia

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