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Vini orange e macerati, una realtà trendy da scegliere con oculatezza

gennaio 2, 2020

di Luigi Salvo
I bianchi macerati hanno indubbiamente un gran fascino anche se non tutti hanno caratteristiche di pregio, la moda per questa tipologia di vini ha spinto, chi fino a ieri produceva vini insignificanti o addirittura non aveva mai prodotto alcun vino, a produrre spesso vere e proprie ciofeche enoiche.
La macerazione consiste appunto nel fermentare le uve con le bucce e i vinaccioli mantenuti a contatto con il mosto durante la fermentazione alcolica e anche dopo per periodi da alcuni giorni fino a mesi.
Il vino Orange è un vino bianco macerato sulle bucce che mostra al gusto un chiaro tannino estratto dalla buccia durante la macerazione e che acquisisce una tonalità intensa, spesso tendente proprio all’aranciato.
I vini bianchi brevemente macerati che hanno colore meno intenso e con assente tannino vengono indicati nella stessa tipologia.
Il termine Orange è stato per la prima volta introdotto nel 2001 per descrivere un vino di Oslavia prodotto nel Collio Goriziano, questa tipologia ripercorse le antiche tradizioni vitivinicole della Georgia, qui i vini erano macerati in anfore di terracotta interrate allo scopo di mantenere una certa temperatura costante con spesso uso limitato o assenza di SO2 (anidride solforosa) e la fermentazione coi lieviti indigeni.

La macerazione sulle bucce innesca velocemente la fermentazione spontanea, il vino che ne risulterà sarà ricco di tannini e flavonoidi che influiranno sulla sua conservabilità svolgendo azione antiossidante.
I flavonoidi danno colore alla buccia, non tutti i vini macerati assumono la colorazione aranciata, dipende dal vitigno utilizzato e dai tempi di macerazione, più è lunga la macerazione maggiore sarà il caratteristico colore giallo-arancio nel bicchiere.
Attenzione però, chiaramente ci sono uve le cui caratteristiche le rendono più portate per una macerazione, in ogni caso se le uve non sono di ottima qualità e se le macerazioni sono tropo profuse tendono a scomparire del tutto i classici riferimenti all’uva di origine, si omologa e si appiattisce il quadro aromatico e gustativo nel bicchiere.

In Italia la valorizzazione di la tipologia si deve al produttore friulano Josko Gravner, l’annata 1996 fu per lui disastrosa con la perdita quasi totale del raccolto, Gravner decise allora di sperimentare la vinificazione con macerazione prolungata, nel 2000 dopo il suo viaggio in Georgia alla riscoperta del vino in anfora, perfezionò la sua produzione.

In un approfondito tasting di macerati ed orange wine  insieme ad un gruppo di amici tutti di settore (giornalisti, sommelier, produttori) abbiamo analizzato ben quattordici vini.
Tra questi, due buoni campioni di vasca 2019, alcuni vini di medio livello ed altri davvero insignificanti, invece cinque hanno mostrato caratteristiche di assoluto interesse.
Eccoli:

Barracco Catarratto 2017
Le uve sono prodotte in territorio di Mazara del Vallo (Tp), nel bicchiere bel colore ambrato di classica torbidità, l’impatto olfattivo è intrigante, pot pourri di fiori secchi, frutta a polpa gialla di buona maturazione, sensazioni di fragole e note speziate piccanti. Sorso pieno dall’attacco tannico, di ottima lunghezza e poliedricità.
Nella sua tipologia un vino godibile.

Bressan Pinot Grigio 2016
La terra friulana di Gorizia ricca di ferro dona le uve di pinot grigio che nel calice danno colore ambrato splendido, il naso poliedrico spazia da note floreali di tiglio e sambuco, agli agrumi, alle spezie orientali, fino al mallo di noce e mandorle tostate. La bocca è tesa, dal tannino calibrato, ricca la lunghezza del frutto e persistenza terrosa. Affascinante.

Possente Cinque Inverni Catarratto 2013
Nell’agro collinare di Salaparuta(Tp) nascono le uve catarratto. Dal colore ambrato luminoso, ha naso di grande piacevolezza, albicocca candita, spezie dolci, naso di aghi di pino e inconfondibile nota fumè.
All’assaggio è fresco e opuento e si dipana lungo tra frutto e alcolicità. Unico.

Enira Marsanne, Roussanne e Viognier 2007
Macerato di nicchia dell”azienda bulgara della Bassa Valley, si presenta dal colore giallo paglierino splendente, il naso è ricco di frutta a polpa bianca e gialla matura, note speziate dolci e balsamiche. Sorso pieno, di freschezza e invidiabile persistenza aromatica intensa. Intrigante.

Josko Gravner Ribolla Gialla 2004
Nel bicchiere è ambrato carico di gran luminosità, il naso è pieno di frutta matura, pesca e albicocca, miele di castagno, frutta secca di mandorle e nocciole, sensazioni mentolate.  La bocca è di stessa pienezza e lunghezza, con in primo piano freschezza, alcol e tannino. Un vino che ha fatto la storia degli Orange.

 

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