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Il vino più caro al mondo è Henri Jayer Richebourg Grand Cru

settembre 15, 2012

di Luigi Salvo
Un lungo ed approfondito studio effettuato da Wine-Search ha permesso la realizzazione di una precisa ed attendibile classifica dei 50 vini più costosi al mondo. Il risultati sono stati ottenuti facendo per ogni bottiglia una media tra le varie annate in vendita su oltre cinquanta siti che commercializzano vini di pregio di tutto il mondo.
Al primo posto spicca Henri Jayer Richebourg Grand Cru, prezzo medio 11.150 euro per una bottiglia da 750 ml., al secondo posto Romanee Conti, prezzo medio 9.160 euro; al terzo si posiziona Henri Jayer Cros Parantou Vosne-Romanee valutato 4.211 euro.
Quelli francesi, com’è logico attendersi, sono i vini più cari al mondo, le prime 10 posizioni vedono la presenza di otto vini di Borgogna, uno di Bordeaux ed un tedesco piazzatosi al quinto posto, Egon-Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling TBA Mosel, prezzo medio 4.065 euro. In totale 7 rossi e 3 bianchi. Il Pinot Nero è il vitigno più caro, il primato dello Champagne spetta al Clos d’Ambonnay di Krug.
La vera sorpresa è che un vino del grande Henri Jayer toglie il primo posto a Romanee Conti. E’ innegabile che dal 2006, anno della scomparsa dell’enologo francese, i suoi vini sono aumentati enormemente di valore.

Chiunque ami profondamente il vino non può non conoscere la storia di un uomo il cui lucidissimo genio ha contribuito ha scrivere la storia del vino. Nato nel 1922, Henri Jayer è sicuramente il vignaiolo che più ha influenzato la viticoltura della Borgogna nella seconda metà del secolo scorso, uno straordinario lettore del territorio, un profondo conoscitore del microclima di ogni sua particella di vigneto, un precursore ed innovatore delle pratiche enologiche.
Con forza ha affermarto nell’enologia moderna l’importanza del “terroir”, sintesi perfetta d’equilibrio fra terreno, vigna e clima, che riesce a determinare l’unicità e la riconoscibilità di un vino.

 Henri iniziò ad occuparsi delle vigne di famiglia nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale, studiò alla facoltà d’enologia di Digione e tra il 1945 e il 1988 si dedicò alle vigne del Domaine Méo-Camuzet a Vosne-Romanée, ma allo stesso tempo riuscì a trarre il meglio dalle sue parcelle di Echézeaux, Richebourg e Vosne Romanée Cros-Parentoux.

Unico suo credo espressivo il Pinot Nero in grado di tradurre la complessa e variabile natura dei suoli, Jayer grande assertore del lavoro in vigna e dei tempi di raccolta precisi per non superare l’adeguata maturazione, in cantina introdusse importanti novità, fu il primo ad utilizzare il 100% di fusti nuovi.
Jayer ha anche inventato la tecnica del “freddo-immersione” che è una pre-macerazione che evitava, dopo la diraspatura e pigiatura delle uve, fermentazioni spontanee a temperatura di circa 10 ° C per 1-4 giorni. Mise a punto questo metodo per estrarre nei suoi vini più di frutta, colore e tannini meno aggressivi.
Nel 1995 le sue vigne entrarono a far parte del patrimonio viticolo dell’azienda del nipote, Emmanuel Rouget, in realtà Henri Jayer continuò a lavorare fino al 2001.
Oggi il riconoscimento per un suo vino del primato assoluto del valore commerciale,  ben due nei primi tre. Li chiamerei a ben donde veri “vini reliquia”.

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8 commenti leave one →
  1. francesco di stefano permalink
    settembre 16, 2012 5:46 pm

    Il solo guardare il volto di quest’uomo mi emoziona. Grazie di averne parlato.

  2. franchino lorenzi permalink
    settembre 17, 2012 7:42 am

    Henri Jayer è un mito per tutti noi che coltiviamo il Pinot Nero.

  3. simona faldini permalink
    settembre 17, 2012 7:44 am

    Magari un giorno riuscirò a bere un suo vino!!!

    • antonio giuseppe erroi permalink
      luglio 30, 2017 4:19 pm

      Anch’io ho questo sogno cara Simona, quale: degustare un Pinot Noir di questi livelli stratosferici. antonio erroi

  4. giuseppe permalink
    settembre 17, 2012 6:48 pm

    lesagerazione non ha limiti sono un bevitore di vino da pasto vino sincero e questi prezzi non hanno senso vergogna

  5. loris f. permalink
    settembre 17, 2012 8:31 pm

    Henri Jayer è un incredibile conoscitore delle potenzialità del Pinot Nero. Ho avuto la fortuna di assaggiare qualche suo vino, estasi PURA.

  6. Enzo Giorgi permalink
    novembre 30, 2012 6:32 pm

    un ulteriore esempio di quanto il vino sia cultura, passione, esperienza, amore, capacità e rappresenti il carattere dell’uomo che lo produce

  7. angelo messenzani permalink
    novembre 16, 2014 11:38 am

    Ho girato in lungo e in largo la Borgogna per ben 3 volte e ho avuto la grande fortuna di aver visitato il Domaine de la Romanèe-Conti e conoscere _Aubert de Villaine è stata una benedizione, ma ogni volta che mi viene in mente il Cros Parantou del compianto Jayer, mi viene un colpo al cuore. Grandissimo Henri!! Peccato non averti conosciuto.

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