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“Sannio coltiviamo emozioni”, uomini e vini di un comprensorio in crescita

marzo 17, 2017

di Luigi Salvo
Ci sono press tour che focalizzano perfettamente un territorio e le persone che vi operano, mettendo in luce la voglia di crescere ed affermare la propria storia proiettandola verso un futuro ricco di qualità ed organizzazione. E’ questa la chiara sensazione dopo essere tornato da “Sannio coltiviamo emozioni”, l’evento che ha coinvolto me ed altri colleghi di settore per una tre giorni intensa nelle terre beneventane, terre nelle quali la vite è identità culturale, economica e sociale delle comunità.

Il volume del vino del Sannio è oltre il 50% dell’intera Campania, il costante impegno sta portando alla trasformazione di questa bellissima area da zona di lunghissima tradizione viticola ad importante zona vinicola, la nascita sin dal 1960 delle cooperative, che oggi riuniscono duemilacinquecento viticoltori, nuovi imprenditori insieme ad adeguate tecniche agricole e di cantina stanno riqualificando il settore con produzione di vini davvero interessanti.

Percorrendo le colline sannite si comprende a pieno come i vigneti ne caratterizzino la vita e ne scandiscano il tempo, dalle straordinarie viti prefillosseriche di quasi duecento anni, ai tanti vigneti di varie età con sistemi d’impianto e potature diverse, fino ai nuovi impianti che nascono in ogni dove.

I numeri di oggi del Sannio sono di rilievo, 10.000 ettari vitati, quasi 8000 imprenditori viticoli, circa 100 aziende per più di 1.000.000 di ettolitri di vino prodotto, 1 Docg, 2 Doc e 1 Igp, e 15.000.000 di bottiglie certificate.
Il patrimonio di uve sannite è variegato, dalle principali falanghina ed aglianico, alle note fiano, greco, coda di volpe, malvasia, piedirosso, barbera, fino alle semisconosciute sommarello, sciascinoso, agostinella, moscato di Baselice, cerreto, passolara di San Bartolomeo, olivella, carminiello, palombina.

Il Consorzio di tutela vini Sannio, con il presidente Libero Rillo, il direttore Nicola Matarazzo e Pasquale Carlo, da qualche anno sta facendo un gran bel lavoro con un’attività di vigilanza valorizzazione e promozione del comparto, mettendo in campo iniziative tra virgolette classiche, ovvero una comunicazione supportata da pubblicazioni di gran livello, ed anche innovative come la campagna che vede protagonisti il binomio Pizza&Falanghina, l’uva più coltivata nel Sannio in abbinamento al prodotto gastronomico principe campano, testimonial il fenomeno assoluto della pizza Gino Sorbillo.

Crescono i vini sanniti a Denominazione di Origine grazie soprattutto al successo della Dop Falanghina del Sannio, che nel 2016 ha fatto registrare un incremento del 20% rispetto al 2015. Nei 3 giorni approfonditi di tasting ho riscontrato una qualità media elevata in tutte le denominazioni, non è male per un territorio che è cresciuto e che continua a crescere in fretta.
A breve, quindi, i resoconti e le considerazioni delle degustazioni su Falanghina, Fiano, Coda di Volpe e Aglianico.

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