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Una grande opportunità il Concorso Mondiale 2018 in Cina, ecco le tendenze enologiche mondiali

febbraio 8, 2018

di Luigi Salvo
Il 25° Concours Mondial de Bruxelles si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2018, nel distretto di Haidian, a Pechino, in Cina, con il sostegno del Governo municipale di Pechino, del Distretto di Haidian e del Beijing International Wine and Spirits Exchange (BJIWSE). Da undici edizioni sono nel team dei giudici del Concours Mondial de Bruxelles, e da tante edizioni sono presidente di commissione, avendo partecipato a tanti altri concorsi in giro per il mondo posso con certezza affermare che il Concours è unico sotto tanti aspetti. Le medaglie conquistate sono una sorta di “guida” per la qualità e sono in grado, nei diversi mercati, di incentivare le vendite fino al 40% in più.

In Belgio, ad esempio, una medaglia d’Oro del Concorso può incrementare le vendite del 18%, in Spagna dal 20% al 30%, mentre in Portogallo e in Bulgaria può superare il 40%. A spingere maggiormente le vendite sono in particolare le medaglie “Gran Oro” e “d’Oro”, che denotano naturalmente ‘un’offerta migliore’, pur appartenendo alla stessa categoria di prezzo dei vini identificati con la medaglia “d’Argento”.

Il Concours ha un ruolo importante nel settore vitivinicolo, tra gli obiettivi c’è quello di informare sulle ultime tendenze del mercato enologico mondiale, nel 2018 il mercato cinese continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella filiera vitivinicola mondiale.
I vini biologici e biodinamici dovrebbero continuare a crescere. Stesso andamento per le categorie premium e i vini provenienti da paesi definiti “di nicchia

Nel 2017, l’Asia è rimasta attore principale del mercato enologico mondiale. La Cina ha il più alto tasso di crescita, sia in termini di produzione che di consumo, sta per diventare il primo importatore mondiale di vino, registrando vendite per un valore superiore a 2 miliardi di dollari, conseguenza di una crescita vertiginosa del 37% dal 2014. I consumatori di vino in Cina sono 38 milioni, una reale opportunità per i vignaioli!

La loro fascia di età si abbassa: il 40% degli amatori di vino cinesi hanno tra i 18 e i 29 anni.In termini di scelta, i vini francesi, cileni e australiani figurano tra i vini importati più richiesti. In effetti, la Cina è il primo mercato d’esportazione in assoluto dei vini di Bordeaux. Tuttavia, si percepisce un abbassamento del consumo dei vini francesi che si spiega con la ricerca di una qualità equivalente a un prezzo più abbordabile, criteri a cui rispondono i vini argentini, spagnoli e portoghesi.

Nel 2017, i campioni di vini cinesi presentati al Concours Mondial de Bruxelles (CMB) hanno conosciuto un incremento del 112,5% rispetto al 2016, e di quasi il 250% dal 2015.
Nel 2017, la Cina ha vinto ben 78 medaglie a fronte di 255 iscrizioni al CMB, posizionandosi 6ª nella classifica generale delle medaglie del CMB (in risalita rispetto al suo 8° posto nel 2016). La regione di Ningxia primeggia su tutte le altre per numero di vini premiati.

Nel 2017, la Cina ha riportato la vittoria vincendo diverse Grandi Medaglie d’Oro, preceduta soltanto da vincitori abituali quali la Spagna, il Portogallo, la Francia e l’Italia.
Nel 2018 la Cina potrebbe rimanere in cima alla classifica delle destinazioni per l’export dei principali paesi produttori di vino al mondo, grazie a tassi di crescita potenzialmente più alti rispetto a tutti gli altri mercati.

La rivoluzione del vino biologico continuerà anche nel 2018.
I consumatori sono più informati e curiosi rispetto alla composizione del vino che consumano. Proprio come i gastronomi si concentrano sull’elaborazione delle pietanze, gli amanti del vino andranno alla ricerca di vini prodotti con la più grande cura. Nel 2018, distributori e ristoratori dovranno trovare nuovi modi per attrarre i consumatori che accordano grande importanza alla “fabbricazione” del vino.

Negli ultimi 3 anni, si è registrato una crescita notevole nel numero di campioni di vini biologici e biodinamici al CMB. Questo picco nelle partecipazioni di quasi l’80% è il risultato di un forte interesse dei consumatori per entrambe le categorie.

Coscienti dell’evoluzione del mercato, nel 2017 sarà introdotta per la prima volta una nuova categoria dedicata ai vini biologici e biodinamici. I primi cinque paesi classificati nella categoria biologica sono stati Italia, Francia, Spagna, Cina e Portogallo, seguiti da vicino da 3 paesi dell’Europa orientale: Grecia, Bulgaria e Repubblica di Moldavia.
Nel 2017, la giuria CMB ha selezionato come una vera “Rivelazione” nella categoria biologica “Selendi Sarnic Shiraz 2013”, un vino della Turchia.

Gli esperti del settore stimano che nel 2018 diverse varietà meno conosciute provenienti da paesi meno noti possano attirare l’attenzione dei consumatori.Secondo l’Organizzazione internazionale del Vino e della Vigna (OIV), il 2017 ha conosciuto un minimo storico di produzione a causa di condizioni climatiche sfavorevoli. Tuttavia, due paesi dell’Europa orientale hanno registrato un aumento rispetto al 2016: la Romania (5,3 mhl) e l’Ungheria (2,9 mhl).

Tra il 2015 e il 2017, i campioni presentati al CMB provenienti dall’Europa orientale, che potremmo considerare come una zona di produzione “meno conosciuta”, sono aumentati del 42,9%. Nel 2017, due paesi dell’Europa orientale – la Bulgaria e la Repubblica Ceca – sono entrati nella top ten dei vincitori CMB.

Nell’intento di favorire l’eccellenza e l’innovazione, nel 2017 una sezione del concorso è stata dedicata a vini di vecchia annata definita eccezionale del secolo scorso, vale a dire le annate precedenti all’anno 2000. Nessun altro concorso ha offerto a vini così emblematici di venire alla ribalta.
Nel 2017, abbiamo attribuito 30 medaglie a vini d’annata. Indiscutibile “vincitore”, il Portogallo: su 16 campioni, il paese ha vinto ben 14 medaglie, con annate risalenti al 1929. Prevediamo, nel 2018, che un maggior numero di collezionisti scopra il carattere raro e unico di queste vecchie annate.

Disposti a pagare di più per la qualità?
Nel 2017, i produttori hanno investito di più per garantire la qualità dei prodotti. La partecipazione di campioni più costosi (oltre 70 €) nel CMB 2017, ad esempio, è passata dallo 0,5% allo 0,9% (2015 vs 2017). Stesso dicasi per le medaglie assegnate a questi vini: dallo 0,3% allo 0,5% (2015-2017). È interessante notare che nel 2015, 2016 e 2017, la maggior parte dei vini di categoria ultra premium (da 50€ a 70€ e oltre 70€) sono stati premiati con Gran Medaglie d’Oro e Medaglie d’Oro. Nel 2017, il CMB ha assegnnarato più medaglie alla fascia 70€+, rispetto alla fascia 50€-70€.

Nonostante la difficile situazione economica e una previsione in ribasso per il raccolto, ci si la crescita dei vini premium sembra certa. Se il volume si riduce, la qualità aumenta.

 

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