Giovanni Manetti:”Malgrado i dazi il Chianti Classico aumenta le vendite negli USA”
di Luigi Salvo
Si è appena conclusa la 33a edizione della Chianti Classico Collection alla stazione Leopolda di Firenze, grande interesse della stampa con quasi 400 giornalisti accreditati all’anteprima, da 23 paesi di tutto il mondo. L’interesse per il Chianti Classico è sempre alto, ottima la risposta degli operatori di settore
italiani, 1500, cui si sono aggiunti quest’anno anche professionisti del trade dal Nord America, che ha rappresentato il 49% delle vendite di Gallo Nero nel 2025, e dal Nord Europa, secondo una strategia di lungo periodo di consolidamento della denominazione sui mercati maturi.
La stampa mondiale è alla Leopolda
Il Presidente del Consorzio Giovanni Manetti:
“Siamo estremamente orgogliosi dell’entusiasmo che genera questo evento, senza alcun dubbio diventato iconico nel panorama mondiale: la nostra denominazione si presenta al mondo in questa due giorni appassionante, in cui portiamo in assaggio il frutto di un anno di lavoro in vigna e in cantina oltre alle ultime annate di Chianti Classico già presenti sul mercato.
Non posso quindi che esprimere gratitudine per l’amicizia che ci mostrano i professionisti del settore e gli opinion leader, che anno dopo anno, si uniscono a noi a Firenze per il più importante evento di degustazione dedicato alla nostra denominazione.

Il Claim di questa edizione è “Il Vino è Cultura”
Cultura è una parola che deriva dal verbo latino “colere”, coltivare la terra, trasposto in senso metaforico alla coltivazione dello spirito. Vino è cultura perché è grazie al vino se si salvaguardano le risorse naturali e la bellezza del paesaggio. Il vino contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei territori di produzione. Inoltre il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità.
Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi e cerniera fra le due capitali Siena regina del Medioevo e Firenze culla del Rinascimento. Il vino che produciamo da secoli è il frutto di conoscenze tramandate nel tempo con sapienza e passione e da sempre vera bandiera dell’Italia nel mondo”.
Lo stato dell’arte del Chianti Classico
“La Chianti Classico Collection è come ogni anno l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della denominazione. Navighiamo in acque agitate e stiamo vivendo un periodo pieno di criticità e incertezza:il perdurare dei conflitti, gli attacchi salutisti che criminalizzano il consumo di vino, la diminuzione del potere di acquisto dei consumatori etc. Nonostante questo scenario critico il Chianti Classico gode di buona salute e i numeri lo dimostrano: aumento delle vendite in volume di oltre 1% e del 2,6% in valore rispetto al 2024.
Aumento delle vendite negli USA, da sempre il mercato più importante per il Chianti Classico con volumi che passano dal 36 al 37% nonostante i dazi aumentati al 15%. Risultato altamente significativo considerato che le vendite di vino italiano negli USA sono diminuite di oltre il 10% e solo 3 denominazioni sono in positivo e una di queste è il Chianti Classico.
Segno tangibile di attaccamento del consumatore americano che non ha rinunciato a comprare il nostro vino. Rimanendo in Nord America segnalo anche il forte aumento delle vendite dei vini del Gallo Nero in Canada che passa dal 10 al 12% delle vendite totali. Usa + Canada fanno il 49%: una bottiglia su due attraversa quindi l’oceano Atlantico”.
La forza del marketing
“Mi piace pensare che queste ottime performance del Chianti Classico sul mercato siano da attribuire ai grandi sforzi e investimenti fatti da tutti i viticoltori per incrementare la qualità dei propri vini sempre più apprezzati anche dalle nuove generazioni e anche dalle riforme introdotte e dal grande lavoro del Consorzio in campo di marketing e comunicazione con eventi e attività in presenza ogni anno sui mercati più importanti. Non dobbiamo però accontentarci ma fare sempre meglio e di più perché il momento è difficile e non è ammesso alcun rilassamento. Dobbiamo mantenere la barra dritta nella direzione della qualità e dell’autenticità continuando a lavorare tutti insieme in modo coeso, con passione e sono sicuro che il futuro del Chianti Classico sarà sempre più ricco di successi.”



















