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Beviamo diverso: la Tintilia del Molise

ottobre 4, 2012

di Antonio Carullo
“Tintiglia”, allora conosciuta come “le Tenturier d’Espagne”, era il nome originario del vitigno Tintilia, in una citazione contenuta in una memoria del 1810. Da Giugno 2011 il Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine dei Vini ha riconosciuto la Doc Tintilia del Molise, basata sull’omonimo vitigno. Un altro piccolo successo che rafforza il fermento vitivinicolo regionale dell’ultimo ventennio, stimolato inizialmente dai positivi risultati della famiglia Di Majo Norante.

La Tintilia è un vitigno che si è acclimatato in altura e che ha di bisogno di più attenzioni rispetto a Montepulciano e Trebbiano (per citare i campioni della produttività spinta quando permessa). Le certezze offerte dalle ricerche scientifiche sono diventate punti fermi per i produttori illuminati che anche pungolati dalla voglia di riscatto dell’anonimato produttivo, negli ultimi trent’ anni hanno investito fortemente nella Tintilia, ottenendo sin dalle prime uscite risultati superiori alle aspettative.

Il Giornalevinocibo ha intervistato Claudio Cipressi, titolare delle omonime cantine di San Felice del Molise, che si è prodigato per la rinascita di questo vitigno.

La riscoperta della Tintilia a quando risale?
Circa 20 anni fa girando nell’entroterra molisano sono riuscito ad individuare alcuni vigneti dove ho selezionato per alcuni anni delle viti di Tintilia. Il progetto vero è proprio è iniziato nel 1998 quando ho impiantato i primi vigneti di Tintilia. Dal 2003 iniziando con la costruzione della cantina è iniziata contestualmente la produzione del vino.

Quanta superficie vitata a Tintilia possiede Cantine Cipressi?
Sono 12 gli ettari che producono Tintilia, abbiamo quasi il 30% della produzione totale di tutto il Molise (55ha circa).  Anche se il disciplinare ci impone massimo 80 quintali di resa, noi non siamo mai arrivati a quei quantitativi, nelle annate buone siamo intorno ai 50/55 quintali per ettaro, nelle annate come il 2011 e il 2007 intorno ai 30/33 quintali per ettaro.

Secondo lei cosa differenzia la Tintilia da altri vitigni?
Noi abbiamo notato che la Tintilia risente molto del microclima, quello che i francesi chiamano “terroir”. Quando assaggi la Tintilia in purezza la riconosci dal colore e dalle speziature. Già dalla vinificazione questo autoctono del Molise, assume un colore diverso, si diversifica dal classico rubino impenetrabile, assumendo sfumature di colore granato, e con l’invecchiamento che per adesso svolgiamo soltanto in acciaio, tiriamo fuori delle note di speziatura molto riconoscibili, quali il pepe nero, la liquirizia, e la cannella.

Quali sono i mercati in cui distribuite la vostra Tintilia?
Il Grosso della nostra produzione va all’estero, Europa Settentrionale, quindi Svizzera, Germania, Olanda. Negli ultimi due anni stiamo cercando di portare il nostro prodotto verso l’oriente quindi l’est asiatico, quali Cina e Giappone

Secondo lei La Tintilia può ricucirsi un ruolo importante tra i grandi rossi D’Italia?
Sicuramente, mi rendo sempre più conto che nelle varie manifestazioni e nei vari concorsi dove partecipiamo, la nostra Tintilia, riesce a portare a casa apprezzamenti positivi, e punteggi che forse un tempo neanche immaginavamo.

Abbiamo testato queste due belle espressioni del vitigno:

Tintilia del Molise Macchiarossa 2009 Cantine Cipressi
Appartiene a quest’azienda la migliore interpretazione che possiate trovare sul mercato
Colore rubino intenso, al naso esprime sensazioni fruttate /speziate, e ribadisce la sua originalità. Mirtilli e lavanda, poi cardamomo e more. Ottima tessitura tannica al gusto, nonostante il suo carattere selvatico. Un vino che esprime corpo e calore. Chiusura ricca di spezie, quali il cumino.

Tintilia Del Molise 2008 Di Majo Norante
6 mesi in acciaio e in grandi botti di diversa capacità. Scuro e compatto al colore, al naso sensazioni di frutta quali mirtilli, prugne, impreziosite da richiami di menta e liquirizia. Grintosa per acidità e tannini, questi ultimi ancora non ben legati alla massa, di ricco frutto.

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2 commenti leave one →
  1. ettore scalzi permalink
    ottobre 6, 2012 5:01 pm

    Grazie per essersi interessato alla nostra Tintilia.

  2. Antonio permalink
    ottobre 12, 2012 10:22 am

    Di Tintilia ne sentiremo parlare……

    Antonio Carullo

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