Sicilia en Primeur 2026, enoturismo in crescita in un mercato globale complesso
di Luigi Salvo
Presentata oggi a Palermo in conferenza stampa Sicilia en Primeur 2026, l’anteprima dell’ultima annata del vino siciliano rivolta alla stampa italiana ed estera. L’evento ha lo scopo di far conoscere le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano attraverso degustazioni e
incontri con i produttori, ed anche attraverso enotour in diverse aree dell’isola.
Il settore vitivinicolo siciliano affronta un panorama internazionale segnato dall’incertezza, puntando sull’enoturismo come asset fondamentale per lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio. È quanto emerge dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata in occasione di Sicilia en Primeur.
L’Enoturismo: un Asset strategico
L’enoturismo non è più un’attività secondaria, ma un pilastro strategico per le aziende. Con un valore generato in Italia di circa 3,1 miliardi di euro, in Sicilia assume una connotazione peculiare:
Internazionalizzazione: il pubblico enoturistico in Sicilia è a prevalenza straniera (soprattutto da USA, Germania e Regno Unito), con un’età compresa tra i 40 e i 55 anni.
Opportunità di conversione: la mancanza di una profonda competenza tecnica di molti turisti non è un limite, ma un’opportunità: l’esperienza in cantina permette di creare “ambasciatori del brand” e del territorio.
Il Contesto internazionale: un 2025 Difficile
Il vino mondiale soffre una contrazione generalizzata. Il 2025 ha segnato un calo per tutti i principali esportatori (Francia -4,4%, Spagna -5,1%, Australia -14,6% e USA -36%).
Export Italiano: registra una flessione del 3,6% a valore, con un impatto severo in Nord America (-204 milioni di euro). La tenuta del mercato europeo ha parzialmente mitigato le perdite.
Il Caso Sicilia: luci ed ombre nelle esportazioni
Nonostante la crisi globale, la produzione siciliana mostra dinamiche contrastanti:
Il successo dei bianchi: i bianchi fermi Dop siciliani crescono del 2,4% a valore. Risultato notevole negli USA, dove registrano un +8,4% controcorrente rispetto al calo generale dei vini italiani.
La difficoltà dei rossi: i rossi Dop siciliani perdono l’11%, pesantemente influenzati dalla frenata della domanda negli Stati Uniti.
Nota metodologica: i dati ufficiali Istat potrebbero sottostimare l’export reale, poiché non conteggiano il vino che parte da porti fuori regione.
Analisi dei consumi e del mercato locale
Il mercato interno riflette una crisi strutturale legata al cambio di abitudini:
Calo dei consumi: la “base” dei consumatori quotidiani si assottiglia. Gli over 60 che bevono vino abitualmente sono passati dal 70% di quindici anni fa al 54% odierno.
Focus sul territorio: il legame con l’origine geografica rimane centrale: il 40% dei consumatori sceglie il vino in base alla provenienza (regionale o Dop/Igp).
Produzione siciliana: con circa 2,7 milioni di ettolitri annui, la Sicilia eccelle nel comparto delle denominazioni (80% della produzione contro il 72% della media nazionale) e punta sui bianchi, che costituiscono il 64% del totale regionale.

“Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territori” ha affermato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit. “UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica”.
“Assovini Sicilia scommette sull’enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino – ha commentato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia-. Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie”.



















