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Trovato l’autore del criminoso atto vandalico a Gianfranco Soldera

dicembre 20, 2012

botti brunello soldera 2di Rocco Lettieri
La notizia fece il giro del mondo circa 20 giorni fa. Anche tutte le nuove tecnologie (internet, blogger, facebook, twitter, TV, giornali e riviste) ne diedero notizia. Riprendiamo alcuni passi di quei tragici giorni: “Atto criminale nella cantina di Gianfranco Soldera; distrutta tutta la produzione del Brunello di Montalcino Case Basse dal 2007 al 2012. Ignoranti bastardi sono entrati nella nuova cantina di G. Soldera e, senza ritegno, hanno commesso un vile atto: aprire tutti i rubinetti delle botti dove era in affinamento il Brunello di Montalcino. Oltre 600 ettolitri di vino…sono passati dalle botti alla fogna….questo è un atto criminale, un’intimidazione che ricorda certe pratiche mafiose fino ad ora estranee alla piccola città toscana…”.

gianfranco soldera rocco lettieri 2giornalevinocibo

 Soldera, 75 anni, definito il purista del Brunello, insieme ad altri produttori ha sempre lottato per evitare che venisse modificato il disciplinare del famoso vino rosso Brunello di Montalcino ottenuto con Sangiovese in purezza. Le bottiglie prodotte, circa 12 mila all’anno, vendute a prezzi non certo abbordabili per tutte le tasche. A prescindere dai numeri, l’atto è stato definito dai molti appassionati e cultori un “crimine senza precedenti”. Le parole del figlio Mauro sono state: “Abbiamo subito un danno gravissimo e non solo economico, ma non ci arrenderemo. L’azienda va avanti, abbiamo tutti la forza e il coraggio di non mollare”.

La buona notizia è arrivata oggi, come regalo di Natale, a tutto il mondo enologico: …il caso di Gianfranco Soldera si è risolto. E’ stato, infatti, arrestato, un ex dipendente dell’azienda, Andrea Di Gisi. Alla base dei reati contestatigli, violazione di domicilio aggravata e sabotaggio aziendale aggravato, al termine delle indagini dei Carabinieri di Siena e di Montalcino, coordinate dalla Procura di Siena, i cui risultati sono stati resi pubblici nella conferenza stampa. Alla base di tutto ci sarebbe uno screzio tra l’ex dipendente e lo stesso Gianfranco Soldera, che qualche mese fa aveva portato al licenziamento del Di Gisi, che avrebbe agito quindi per vendetta personale. Ad incastrarlo, “il fatto che chiunque abbia agito doveva conoscere bene l’azienda, sapere gli orari del custode ed essere a conoscenza dell’assenza di videosorveglianza. Poi ci sono i tabulati telefonici, un’intercettazione ambientale che lascia pochi dubbi, e i pantaloni, ancora impregnati di vino, rinvenuti durante la perquisizione nella casa del Di Gisi”.

“Le evidenze presentate dalle forze dell’ordine – ha spiegato in una nota congiunta il Presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, e il Sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità ilcinese e cioè che si è trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori del territorio montalcinese che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto ha colpito una delle sue eccellenze più conosciute; di fatto, ha danneggiato anche tutto il sistema dei produttori”.

In merito alle indagini sull’atto vandalico che ha colpito duramente Gianfranco Soldera e l’Azienda Case Basse, il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione del Consorzio – sottolineano come “ad oggi le evidenze presentate dalle forze dell’ordine confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità montalcinese e cioè che si sia trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori del territorio montalcinese che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto colpendo una delle sue eccellenze più conosciute di fatto ha danneggiato tutto il sistema dei produttori”.

“Ciò – prosegue Bindocci – mi porta anche a ribadire la nostra condanna  di coloro che, a vario titolo, in modo cosciente e del tutto arbitrario, hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori, danneggiando consapevolmente l’immagine di Montalcino  e, con essa, di uno dei più prestigiosi prodotti del Made in Italy nel mondo”.

Per il sindaco Franceschelli e il Presidente Bindocci “questo ovviamente non diminuisce la gravità della vicenda che, al di là di letture fantasiose e strumentali di cui nelle sedi opportune si chiederà conto, rimane un atto inaccettabile che ha colpito duramente un produttore stimato e conosciuto come Gianfranco Soldera, cui confermiamo tutta la solidarietà dei produttori, solidarietà che da sempre rappresenta un grande valore di questo territorio”.

“Desideriamo infine ringraziare le forze dell’ordine – concludono – per la celerità e competenza con cui hanno portato a termine le indagini, dissipando così ogni lettura tendenziosa dei fatti e ridando serenità al territorio che da sempre presidiano con grande efficienza”.

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