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Sensazioni vibranti indelebili nella cucina di Giovanni la Macchia al “Macchianera” di Milazzo

maggio 2, 2013

macchianera ristorante giornalevinocibodi Luigi Salvo
Giovanni La Macchia chef e proprietario del ristorante Macchianera di Milazzo è riuscito a far diventare la sua passione di sempre il proprio lavoro. Il piacere e la sperimentazione in cucina nascono tra le mura domestiche tanti e tanti anni fa, moltissimi gli amici che per anni si sono deliziati con le sue preparazioni, casa di Giovanni era costantemente aperta per riuscire a condividere ciò che realizzava.

Poi la svolta, all’inizio dell’estate 2010  Giovanni lascia il proprio lavoro e decide di iniziare a fare ristorazione di qualità, prende in gestione un ristorante in riva al mare in un posto splendido nei pressi di Milazzo, ricordo bene che pochi giorni dopo l’apertura andai a cena e già rimasi positivamente impressionato dalle sue preparazioni.

macchianera giovanna la macchia
                                                                                Giovanni la Macchia
Circa un anno fa si trasferisce in centro a Milazzo ed apre Macchianera, il ristorante è curato in ogni minimo dettaglio, ha meno coperti rispetto al precedente per poter meglio esprimere le sue doti di abile chef, vi sono 34 posti all’interno che si trasferiscono fuori con la bella stagione.

Arrivo al ristorante con Nicola e Pietro Caravello, ottimi amici di Giovanni, dal suo viso traspare mentre mi racconta del suo ristorante tutta la gioia e l’entusiasmo di un ragazzino anche se non lo è più: “Luigi dopo la spesa entro in cucina al mattino per iniziare le preparazioni, l’intero giorno al lavoro non mi pesa affatto, resto spesso a chiacchierare la sera con i clienti fino a tardi, è proprio vero che il lavoro che appassiona non può stancarti.”

La cena che Giovanni ci prepara è una sequela di piatti che hanno come matrice comune la materia prima di gran livello, alcuni più semplici altri davvero geniali ed articolati.
Iniziamo con delle arancinetti di sarde e finocchietto, panatura perfetta, equilibrio gustativo in souplesse, li accompagniamo con lo Spumante Almerita Brut che ci seguirà lungo il nostro excursus.

macchianera crostini di neonata

Deliziosi, freschi e piccanti i crostini di neonata, il fresco pesce prelibatezza del mar Mediterraneo fa da preludio al successivo piatto di rara raffinatezza e dalle sfaccettature sensoriali variegate.

macchianera insalata di stocco e carciofi

E’ l’insalata di stocco con carciofi, pomodori secchi e germogli di rafano, bellissimo a vedersi e sublime al gusto, è nel contempo fresco e di sostanza, nel quale si apprezzano la morbida consistenza del pesce con la sua naturale tendenza dolce che ben si amalgama con la durezza amaricante del carciofo, il tutto avvolto dall’aromaticità del pomodoro secco.

macchianera cupoletta tartar di gambero

La sorpresa è tutta dentro la cupoletta di tartar di gambero, incidendola con la forchetta appare un cuore di mozzarella di bufala, il piatto si articola con semi di coriandolo, olio e lime, concentrato di fresca acidità e dolcezza suadente.

macchianera panelle con nero di seppia e ricotta di bufala

Inventiva, gioco, contrasto e gran piacevolezza, c’è tutto questo nel piatto che Giovanni prepara appositamente per me, la struttura è costituita da tre panelle di farina di ceci, cibo povero palermitano, arricchita da pezzettini di seppia con il suo nero e agli angoli da una spuma di ricotta di bufala. Fantastica preparazione che al palato dona una miriade di percezioni gustative: c’è la tendenza dolce, la sapidità, la freschezza, gran succulenza.
Nel piatto c’è la storia, la Sicilia della terra e del mare, un viaggio che è una sintesi sensoriale.

macchianera ravioli

E’ la volta dei ravioli ripieni di stocco conditi alla ghiotta con scaglie di caciocavallo ragusano, piatto intenso e complesso, aromatico e di personalità, con percezioni sensoriali territoriali tipiche del comprensorio messinese.
Gli Spaghetti con vongole e bottarga di tonno al limone con mollica tostata, sono una deflagrante esplosione di profumi marinari e agrumati, in bocca si alternano le percezioni ruvide della mollica e morbide della pasta, lunghissima la persistenza gustativa tanto che anche il Brut che accompagna i piatti soffre in allungo.

macchianera pera cotta

Il finale riserva tre portate di dolci, la bavarese al Marsala nella quale si apprezzano tutte le sfumate dolcezze e le qualità di un gran vino siciliano, la panna cotta al caffè e cioccolato filante, e la pera cotta al Syrah, Marsala e Cointreu su biscotto morbido al cacao amaro, degno finale di un lungo trionfo del gusto.

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One Comment leave one →
  1. maggio 2, 2013 8:12 pm

    Tradizione (lo stock fish di lontana memoria, quando Messina era tra le città nobili del Mediterraneo) e modernità. Tutto sembra puntare a lasciare freschezza al palato, un lungo abbraccio che avvolge e lega i sapori della Sicilia mamertina a quella punica. Concrete le presentazioni

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