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Mascarello il suo Barolo Monprivato ed i campioni da botte

maggio 2, 2013

mascarello homedi Antonio Carullo
La Famiglia Mascarello si occupa di viticoltura nella bassa Langa da oltre 150 anni. Mauro Mascarello l’abbiamo incontrato in occasione del Vinitaly e tra le degustazioni dei sui vini, i suoi racconti di dinamiche parentali intrecciate, di vinificazioni per Cru abbandonando gli assemblaggi, di liti padre figlio, ci ha fatto respirare un po di storia della sua azienda.

Nel 1967 Mauro Mascarello figlio di Giuseppe Mascarello detto “Gepin”, dopo aver seguito per molti anni il padre, assume la responsabilità della cantina di Monchiero e nel 1979 alla morte dello zio Natale rileva la sua parte riunificando la proprietà.

Oggi, l’Azienda Agricola Mascarello e Figlio, ha una superficie di circa 15 ettari di vigneti tra quelli di Castiglione Falletto e Monforte D’Alba, la conduzione è sempre a carattere familiare, Mauro con la gentile consorte Signora Maria Teresa e il figlio Giuseppe.

La filosofia di questa famiglia di vignaioli è fatta di regole severe, di cure artigianali, Mascarello ultimo dei “Mohicani del barolo”, è bene noto e apprezzato soprattutto dai tenaci cultori della tradizione, (ovverosia vinificazioni lunghe, ma senza esagerazioni), e soprattutto niente botticelle di rovere francese, ma solo grandi fusti di rovere di Slavonia.

mascarello giornalevinocibo
                                                                                 Mauro Mascarello
Il Suo Barolo Monprivato ha fatto innamorare molti addetti ai lavori, possono forse non piacere al grande pubblico, cosi complessi e ricercati nei profumi, ma rappresentano per i puristi del Barolo sparsi in tutto il mondo , un punto fermo, un riferimento su come deve essere un grande Nebbiolo con le sue finezze e la sua nobiltà. Quelli di Mauro Mascarello sono vini d’autore straordinari esempi d’eleganza e armonia. Veronelli preferiva racchiudere il Concetto con “Il fiato del Barolo”.

Mauro Mascarello però, merita ampio rispetto, e vasta considerazione, anche per gli altri vini “minori”, per la Freisa Toetto, per i Barbera (Cru Codana, Santo Stefano, e Scudetto), ma soprattutto per i suoi Dolcetto D’alba, il Bricco ed il Santo Stefano, che esprimono al meglio, la più fedele natura e identità dolcettasca.

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Ecco i vini assaggiati al Vinitaly in compagnia di Mauro Mascarello e di suo figlio Giuseppe:

Barbera Santo Stefano Campione da vasca Bel colore vivido, dai bordi porporini, ricco di estrazione. Al naso emergono profumi fruttati di bacche, erbe di montagna ricche di finezza, frutta rossa ottima e succosa. Bocca ricca di acidità e molto persistente nel regalare sensazioni floreali ed eleganti.

Barolo Villero 2009 Campione da botte Colore vivido e brillante. Intensità, e freschezza olfattiva a contraddistinguere questo campione di botte. Profondo e floreale, speziato dolce, e trascinante nei sentori di ciliegia e menta. Al gusto stessa bella espressione, bocca succosa, proporzionata, eccellente nel tannino un Barolo di notevole godibilità, che sarà pronto per grandi appassionati.

Barolo Monprivato 2009 Campione da botte.Naso più intenso del Villero e colmo di profumi floreali di bell’espressione, violette, camomilla, erbe medicinali, fieno e spezie dolci, il sottofondo è resinoso. La bocca è ricca di freschezza, eleganza e sapore al gusto, si conferma con timbro Mascarelliano, ha il passo dei grandi.

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Barolo Monprivato Cà D’Morisso Riserva 2004 Si conferma una Riserva importante e giustamente celebrata. Vino d’alta classe, un omaggio al vitigno Nebbiolo. Il colore è granato di grande lucentezza, esibisce un tono olfattivo di foglie secche, bacche piccole, resina di pino, lamponi maturi, poi si allunga in sensazioni minerali e quasi affumicati di polvere di caffe, grafite. Tutto cosi ingentilito con nessuna nota fuori posto. Al gusto gode dell’equilibrio della grande Riserva, ha corpo, freschezza, tannino preciso ed impeccabile. Un vino non facile da dimenticare.

Barolo Monprivato Cà D’Morisso Riserva 2003 Anche questo eccezionale come campione di personalità. Il Monprivato Cà D’Morisso Riserva 2003 è un vino complesso e finissimo dotato di superba eleganza. Al naso nasce dolce con sentori di erbe officinali, liquirizia poi si stende su note fascinose di rose, fiori appassiti, note di radici, fragole sotto spirito e speziatura dolce, in un’espressione di fascinosa finezza. Al gusto è superbo,dà il meglio, non perde mai l’eleganza, resta in stretto contatto con note minerali e speziate. Un Barolo di grande valore, ma ancora giovanissimo. Complim

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2 commenti leave one →
  1. anna lisciandrello permalink
    maggio 7, 2013 5:58 pm

    lascia perdere non è per te scrivere

  2. Antonio Carullo permalink
    maggio 12, 2013 1:14 pm

    Posso chiederle cosa non è stato di suo gradimento?

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