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Vino Novello 2013, novità solo sulla carta e il consumatore lo snobba

novembre 5, 2013

novello giornalevinocibodi Luigi Salvo
Anche se da quest’anno il vino Novello ha anticipato al 30 Ottobre l’arrivo sul mercato per decreto legge, anziché il tradizionale 6 Novembre, diciamo la verità, l’appeal sul consumatore non vede alcun segno di rilancio. Il Novello è stato oggetto di nuove disposizioni che prevedono anche che il periodo di vinificazione non può essere inferiore a 10 giorni dall’inizio della vinificazione stessa, il processo di fermentazione con macerazione carbonica dell’uva intera deve riguardare almeno il 40% del vino (in precedenza era il 30%), inoltre udite udite, si ricorda che deve essere ottenuto interamente con prodotto della stessa annata e non è consentito il taglio con il 15% di vino proveniente da altra vendemmia.

Prodotto dai vitigni più diversi: Merlot, Barbera, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Marzemino, Teroldego, Primitivo, Nero d’Avola, Montepulciano, Aglianico, nel 2002 ha raggiunto il più alto consumo in Italia con la produzione che ha sfiorato i 18 milioni di bottiglie, ma già nel 2006 ha iniziato tendenzialmente a calare con 15,5 milioni di bottiglie prodotte, proseguendo sempre in calo negli anni successivi.

Il vino Novello non è più di tendenza ed è una logica conseguenza dato che spesso in bottiglia è stato possibile ritrovare prodotti per lo più scadenti, ottenuti con vini di annate precedenti rimasti in cantina ed appositamente rifermentati, invece che derivati da uve appena vendemmiate e vinificate attraverso il particolare metodo della macerazione carbonica.

In questi ultimi anni le cantine produttrici sono diminuite vertiginosamente proprio perché il consumatore lo cerca sempre meno, è diventato più attento ed esigente.

vino novello giornalevinocibo

Il rito di stagione del Novello è quindi snobbato dagli eno-appassionati, mentre i giovani restano il target privilegiato, francamente preferirei ancora una netta riduzione della produzione a favore dell’innalzamento della qualità media, lo scorso anno ne ho assaggiati una ventina, nessuno che mi abbia soddisfatto a pieno, solo un paio piacevoli. Queli assaggiati fin ora in questi giorni non mostrano segnali di differenza, magari sono stato poco fortunato.

La franchezza in un novello è una delle caratteristiche fondamentali da ricercare, così come la corrispondenza al vitigno d’origine, francamente due parametri difficilmente riscontrabili.
L’ideale è ritrovare un colore brillante, un profumo fragrante, con assenza quasi totale di tannini, che lo rende bevibile anche alla basse temperature di servizio. Buona fortuna!!

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  1. Marilyn permalink
    novembre 6, 2013 9:17 am

    Come sempre i “soliti furbi” hanno agito, rovinando quel bel momento conviviale dell’assaggio del vino novello.

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