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La storia si ripete, sequestrati 160 mila litri di falso Brunello di Montalcino

settembre 9, 2014

sequestro brunello montalcinodi Luigi Salvo
Ancora una volta è il vino italiano più conosciuto al mondo, il Brunello di Montalcino, a subire un grande smacco. Grazie ad una segnalazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza senesi hanno potuto scoprire una clamorosa frode a danno dell’immagine della Docg.

Un consulente tecnico di svariate aziende agricole produttrici di vino della zona di Montalcino, coadiuvato da collaboratori a vario titolo e con diverse funzioni nell’ambito dell’intera filiera della produzione e messa in vendita d’uve e vino, in corso d’identificazione, dal 2011 al 2013 è riuscito a commercializzare, spacciandolo come vino Brunello e Rosso di Montalcino, un enorme quantitativo di vino di modesta qualità.

Il professionista, abusando del rapporto lavorativo e della fiducia confinatagli anche in virtù di dimostrate elevate capacità professionali, s’impossessava di documentazione e di materiale genuino attestante la D.O.C.G. (contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture etc.) ovvero ne riproduceva di ulteriore in maniera artefatta.

I documenti contabili gli consentivano di accompagnare partite di uva e di vino comune – acquistate, presumibilmente in nero – che vendeva alle cantine durante la fase della vendemmia e dell’invecchiamento, mentre i contrassegni gli avrebbero permesso, invece, di “vestire” da Brunello in modo perfetto e impossibile da scoprire bottiglie di qualunque vino rosso.

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 160 mila litri di vino, pari a oltre 220 mila bottiglie tra Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino. Una parte del vino sequestrato all’esito delle delegate perquisizioni, infatti, era ancora nella fase dell’invecchiamento in botte: in quei casi l’acquirente avrebbe conservato per anni quel prodotto convinto di ottenere, alla fine del ciclo previsto dal disciplinare, un prodotto eccellente.

Roba da restare senza parole, ma come è possibile che questo sia avvenuto per tanti anni e che nessuno degustando questi vini se ne sia accorto?

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