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Giuseppe Russo racconta le sue vigne, ecco dove nascono i Cru di Nerello Girolamo Russo

aprile 22, 2015

girolamo russo cru giornalevinocibodi Luigi Salvo                    speciale sicilia en primeur
La Sicilia del vino, quella che assaggi e che non puoi scordare, ha miriadi di sfaccettature, tra queste quelle del Nerello lasciano segni profondi nel solco della memoria gustativa. La sensibilità e la nobiltà d’animo di un produttore di vino sono due elementi che spesso riescono a riflettersi nel bicchiere.
Giuseppe Russo, pianista e dottore in lettere, nel comprensorio dell’Etna lungo il versante nord-est a Castiglione di Sicilia a Passopisciaro alleva il suo Nerello in quindici ettari sparsi in tre diverse contrade.

Giuseppe coltiva le vigne seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, i vini sono frutto di vinificazioni spontanee con lieviti autoctoni e sono affinati in piccole botti di rovere usate. La sua avventura è iniziata nel 2005 e nel breve volgere di questi anni i suoi vini sono diventati un punto di riferimento per il vulcano.
Sicilia en Primeur è occasione per chiaccherare con Giuseppe.

Giuseppe, conosco i tuoi vini dalla prima ora e li ho sempre apprezzati, racconta come nascono ‘A Rina, Feudo, San Lorenzo e Feudo di Mezzo?
‘A Rina è un assemblaggio di diverse contrade, nasce da varie microvinificazioni, quasi un vino sperimentale, mi ha permesso di studiare le mie vigne e le mie contrade facendo una vendemmia frammentata.
Feudo, San Lorenzo e Feudo di Mezzo sono la selezione delle tre diverse vigne delle diverse contrade.

giuseppe russo a sicilia en primeur giornalevinocibo

Che differenze vi sono di terroir?
Vi sono differenze di altitudini e di terreni, a Feudo di Mezzo siamo a 670 mt. vicino Passopisciaro, Feudo è più a nord leggermente più in basso a 640 mt, San Lorenzo ancora più a nord vicino Randazzo a 750 mt.
I terreni pur essendo tutti lavici hanno evidenti differenze, la zona a nord è la  più vocata per i rossi interessantissimi quelli del San Lorenzo, qui vi sono delle micro aree dove affiorano lave più antiche, la roccia è più porosa e si sgretola più facilmente anche se restano i sassi sono più leggeri,  ricordano la pomice e  favoriscono un drenaggio perfetto e la pianta è agevolata.
Le tre vigne hanno altitudine leggermente diverse, vendemmio prima a Feudo, in genere due giorni dopo Feudo di Mezzo e poi San Lorenzo.

In cantina differenzi le vinificazioni?
Piccolissime differenze, se vuoi capire cosa ti da una vigna di peculiare rispetto ad un’altra devi vinificare allo stesso modo, le variazione possono essere minime.
Feudo di Mezzo, è una vecchia vigna ad alberello di un ettaro, inizialmente nel 2005 pensavo fosse la mia vigna di riferimento, le prove di vinificazione però non mi convincevano, finiva nel ’A Rina, perché, i tannini erano duri e secchi, con il tempo si sono addolciti, la tendenza è stata quella di fare qualche follatura in meno, Feudo di Mezzo lo vinifico in vasche aperte perché la quantità è poca.

Il tuo vino del cuore?
Amo il San Lorenzo credo che spesso ha una personalità maggiore che viene fuori con il tempo, il San Lorenzo è stato spesso penalizzato dalle guide, certo la 2012 è stata la migliore annata possibile, fresca, di buona concentrazione, uva sanissima e matura, nessuna malattia dovuta alla siccità di primavera e tanta acqua in inverno che ha alimentato le piante, la 2013 è stata un’annata più difficile ma comunque sono soddisfatto dei miei vini che assaggi in anteprima e che usciranno nei prossimi mesi.

cru girolamo russo giornalevinocibo

Le mie impressioni all’assaggio:
Girolamo Russo Etna Rosso ‘A Rina 2013
Dal bel naso compatto di marasca, prugna e more, spezie e grafite, ha ingresso in bocca succoso,fresco e dinamico, con richiami di frutto e rabarbaro.

Girolamo Russo Etna Rosso Feudo di Mezzo 2013
Dal corredo olfattivo più importante del precedente, sorprende per il susseguirsi di toni frutti di bosco, amarena, corteccia, spezie dolci e sbuffi minerali. Al gusto è di gran piacevolezza, con tannini finemente estratti e spina acidica in primo piano.

Girolamo Russo Etna Rosso Feudo 2013
Austero e profondo sia naso sia al palato, sventaglia fiori rossi macerati, note fruttate di ribes, macis, spunti mentolati, poi rabarbaro e tabacco dolce. Il sorso fresco e la trama tannica decisa allungano la scia finale.

Girolamo Russo Etna Rosso San Lorenzo 2013
Legato profondamente alla sua terra d’origine, ha naso di grandissimo stile, note di rosa, bacche rosse, chiodi di garofano, spezie dolci e vibranti, caratteristiche sensazioni terrose e minerali. Palato d’elegante freschezza, tannino serrato e lunghezza minerale.

L’Etna!!!

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