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Il vino venuto dal ghiaccio, Icewine Vidal Blanc Peller Estates

ottobre 14, 2015

icewine peller giornalevinocibodi Marialina Bommarito
Un dono veramente speciale, quel vino regalatomi da una coppia di amici. La bottiglia aveva fatto un lungo viaggio di migliaia di chilometri, ben protetta nel suo cartone distinto ed elegante. Estraggo la bottiglia e rimango estasiata dal colore e dalla brillantezza del prezioso vino, si trattava di un prestigioso Icewine canadese.

L’Icewine è un vino molto particolare in quanto viene prodotto soltanto nelle regioni più fredde, dove le condizioni pedoclimatiche lo permettono. Viene prodotto in Germania, Austria, Svizzera ed altri paesi ma il Canada è l’unico paese vinicolo con un clima sufficientemente freddo da consentire alle sue aziende vitivinicole di ottenere ogni anno un prodotto di eccellenza.

Questo metodo produttivo fu scoperto accidentalmente in Germania circa duecento anni fa, quando una gelata inattesa provocò il congelamento delle uve ancora sulle  vigne. I viticoltori della zona, per salvare il raccolto, decisero comunque di pigiare quelle uve congelate, e dal poco un mosto che ne ricavarono produssero un eccellente vino dolce.

La produzione dell’Icewine è un processo lungo e laborioso che richiede le condizioni climatiche adeguate e particolari procedure di vinificazione. Le uve vengono lasciate sulle viti durante i mesi invernali in modo che l’alternarsi del gelo ed il disgelo disidratino l’acino in modo naturale.
Questo processo concentra gli zuccheri, gli acidi e gli estratti dell’uva conferendo al vino un ampio corredo aromatico e grande complessità.

Le uve vengono raccolte a mano durante le ore più fredde della notte con temperature che scendono sino a -10° C. La raccolta deve avvenire nel più breve tempo possibile e l’uva deve venir pigiata prima che scongeli. Così facendo, l’acqua all’interno degli acini rimane congelata in cristalli di ghiaccio che non sarà estratta, il solo succo che si ricava dalla pigiatura  è un mosto estremamente concentrato, ricco di zuccheri (dai 180 ai 320 grammi per litro) ed acidi.

La fermentazione del mosto è molto lenta e può durare anche alcuni mesi. La vinificazione e l’affinamento del vino viene fatto sia in serbatoi in acciaio inox che in barriques o botti di rovere.

icewine vigneti giornalevinocibo

Gli Eiswein o Icewine vengono generalmente prodotti con varietà d’uva a bacca bianca come il Riesling ed il Vidal, tipica delle produzioni canadesi, ma anche Chardonnay, Chenin Blanc, e Gewurztraminer. Fra le uve a bacca rossa utilizzate la più tipica è il Cabernet Franc, seguita dal Cabernet Sauvignon, il Merlot ed il Pinot Nero.

Tornando alla nostra esperienza degustativi si tratta di un Icewine Vidal Blanc della Peller Estates dell’Ontario, provincia fra le più vocate alla viticoltura del Canada. L’azienda vinicola Peller si trova tra il fiume Niagara ed il Lago Ontario dove un micro clima molto particolare determina una produzione vinicola fuori dal comune. L’influenza mitigatrice delle acque del lago e dei fiumi circostanti, in primavera mantengono basse le temperature ritardando il germogliamento delle viti in modo che questo avvenga quando non vi sia il pericolo delle gelate, in autunno invece, le temperature vengono mantenute tiepide in modo che il periodo di crescita e maturazione delle uve venga prolungato fino a dicembre quando si svolge la vendemmia.

La Peller Estates produce vini da tre generazioni ed aderisce al VQA (Vinters Quality Alliance), una denominazione che ne garantisce l’alta qualità e l’origine controllata. La bottiglia ha una forma molto allungata ed il prezioso nettare scende  elegantemente nel calice, mostrando già alla mescita, una bella consistenza.

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Nel bicchiere il vino è brillante per la vivace luminosità emanata ed il colore è di un ambrato che ricorda il sole che tramonta. Roteando il bicchiere si forma un imbuto che lascia sulla parete del bicchiere una serie di archetti fitti e lacrime interminabili.

Al naso il vino ci inebria per la sua intensità e complesso bouquet aromatico dove riconosciamo sentori fruttati di pesca, albicocca, frutti tropicali ma anche di miele e caramello.

La dolcezza del vino viene sostenuta da una bella spalla acida che rende il sorso molto gradevole con un delicato finale. Indubbiamente un vino da meditazione servito ad una temperatura alta, fra i 14 ed i 18° C che ne esalta l’alcol e la complessità dei profumi.

Questo vino comunque, ben si presta per accompagnare formaggi erborinati, patè e foie gras, ma anche piatti speziati della cucina indiana ed asiatica. In questo caso, per mitigare la dolcezza del vino, favorendone la freschezza, è necessario servirlo ad una temperatura più bassa compresa tra i 10 ed i 14° C.

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