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Storica sentenza a favore di Gualtiero Marchesi, il diritto d’autore di un piatto è dello chef

novembre 16, 2015

riso oro e zafferano homedalla redazione
Un piatto creato da uno chef può essere un’opera d’arte. La disputa sull’originalità di uno dei piatti italiani più famosi è stata decisa da una corte di tribunale, si tratta del Riso, Oro e Zafferano di Gualtiero Marchesi, riproposto nel ristorante di uno degli allievi del noto maestro in forma uguale come prezzo ma, non certo dal punto di vista qualitativo.
Vi riproponiamo i fatti salienti perchè tutti possano farsi un’idea dell’accaduto.

Relazione sul fatto
Giudice Relatore Avv. Anna Maria Stein
Gualtiero Marchesi, cuoco italiano di fama internazionale, ha cresciuto molti allievi, alcuni dei quali sono poi diventati famosi. Nella sua cucina sono passati molti cuochi ed assistenti che hanno potuto conoscere in dettaglio le ricette di Marchesi.

Fra i piatti più noti del Maestro c’è il Riso, Oro e Zafferano. Uno di questi cuochi, Guido Rossi, dopo un contrasto con Marchesi,  apre un proprio ristorante a Milano dove serve ai propri clienti un piatto identico a quello di Marchesi denominato Risotto Oro e Zafferano, Omaggio a Marchesi, presentandolo allo stesso modo e adottando lo stesso prezzo.

Nella ricetta originale viene utilizzato il riso Carnaroli che è adatto  per cucinare il risotto. Vi sono altri tipi di riso che hanno caratteristiche simili al Carnaroli e che possono essere utilizzati per il risotto. Il riso prepsarato da Guido rosii utilizza il tipo Basmati. Basmati è un riso di buona qualità, ma non perfettamente adatto per cucinare il risotto.

Inoltre, il riso utilizzato dal convenuto è un Basmati di bassa qualità. Alcuni chicchi sono macchiati, rotti e molto cristallini, sintomo di una lavorazione che deteriora i chicchi (anche quelli apparentemente integri). Gualtiero Marchesi si è quindi rivolto all’Autorità giudiziaria milanese per vedere tutelati i propri diritti

Riso oro e zafferano Gualtiero-Marchesi

La Consulenza Tecnica d’Ufficio
Dott.ssa Cinzia Simonelli del Centro di Ricerche dell’Ente Risi Italiano
Il Giudice istruttore ha disposto una CTU tecnica, Dott.ssa Cinzia Simonelli del Centro di Ricerche dell’Ente Risi Italiano, per chiarire  se esistano e quali siano le differenze fra il riso utilizzato da Marchesi e quello utilizzato dal convenuto, anche sotto il profilo qualitativo.

Sono state evidenziate le differenze fra i vari tipi di riso, ponendo in evidenza quali varietà siano adatte per la preparazione del risotto e ha analizzato la qualità del riso utilizzato da Guido Rossi per la preparazione del proprio piatto, concludendo che la varietà di riso utilizzata non è adatta per la preparazione del risotto e che la qualità del riso utilizzato non rispetta gli standard previsti dalle normative.


La discussione
Avv. Prof. Mario Franzosi (legale di Gualtiero Marchesi)
Avv. Cristiano Bacchini (legale di Guido Rossi)
Il piatto di Marchesi è costituto da un piatto tondo con un bordo nero dove è disposto il risotto allo zafferano; sopra il quale viene appoggiata, alla fine della preparazione, una foglia d’oro per uso alimentare. Da qui, il nome del piatto e un’immagine del medesimo che Marchesi considera distintivi.

Marchesi ha registrato il 14 dicembre 2002 il design comunitario 000005/2002 che riproduce il piatto e il risotto nella sua presentazione finale. Piatto che è stato pubblicato su diversi libri, riviste, siti di cucina e riviste culturali e d’arte. Marchesi ritiene che l’impiattamento in esame possa trovare tutela anche sotto il profilo autorale così come le modalità di presentazione e promozione del piatto sotto il profilo concorrenziale.

Assume Marchesi che l’immagine del piatto in unione con la dizione riso, oro e zafferano o anche considerato singolarmente possa essere tutelabile come marchio.

Assume la parte convenuta che il design registrato non è valido e che il piatto in sé, non sia comunque tutelabile sotto il profilo del diritto d’autore e che il marchio in esame non sia valido in quanto descrittivo.

riso oro e zafferano


La decisione del Collegio
Dott.ssa Marina Tavassi – Presidente della Sezione Imprese del Tribunale di Milano,
Dott. Roberto Magnaghi – Direttore dell’Ente Risi Italiano,
Avv. Anna Maria Stein
Il Collegio riunito in questa sede della Dott.ssa Maina Tavassi, come Presidente, e dei Giudici Dott. Roberto Magnaghi e Anna Maria Stein, ha cosi deliberato:

La Corte ha ritenuto innanzitutto che al piatto del Maestro Gualtiero Marchesi denominato riso, oro e zafferano possa essere riconosciuta la validità della registrazione come marchio di forma non trattandosi di una forma imposta dalla natura del prodotto, non trattandosi di una forma che dà valore sostanziale al prodotto stesso e non essendo certo una forma necessaria ad ottenere un risultato tecnico.

Oltre ad essere tutelabile come marchio di forma, il prodotto è altresì tutelabile in forza della capacità distintiva che ha acquistato come è stato dimostrato dai testi assunti nel corso del procedimento, anche dalle dichiarazioni rese dai consumatori medi, e si deve anche dare atto che si tratta di un prodotto molto pubblicizzato su libri, su riviste in Italia, in Europa e in tutto il mondo e anche nel mondo più allargato non solo in quello riservato agli addetti alla ristorazione e della cucina.

Il piatto del Maestro Marchesi è parso alla Corte degno di essere protetto anche con la tutela del diritto d’autore ai sensi dell’art.2 n.10 della Legge sul diritto d’autore e questo, perché è dotato di creatività e di valore artistico.

Si ritiene di attribuire il cumulo delle tutele in questo caso, perché il prodotto della creazione del Maestro Marchesi lo merita. Inoltre, la fattispecie esaminata dalla Corte individua sicuramente una responsabilità per la contraffazione da parte del cuoco Guido Rossi con il suo piatto Risotto oro e zafferano, Omaggio a Marchesi.

Questo comportamento oltre ad essere in concorrenza con i diritti nelle articolazioni che ho sinora indicato è anche responsabile per atti di concorrenza sleale, per imitazione servile, per fattispecie

denigratoria, ma anche per la violazione dei principi della correttezza professionale e ciò perché imputa ad un prodotto la cui italianità è assolutamente riconosciuta in tutto il mondo anche il vizio di essere conformato con un prodotto che non ha nazionalità del nostro paese.

Inoltre, sussiste la violazione di legge e la possibilità di configurare la concorrenza sleale nel apporto di concorrenza fra le parti in causa, la violazione di legge si configura per la violazione

della legge n. 325 del 1958 che disciplina il commercio interno del riso, posto che il riso utilizzato per il prodotto in contraffazione ha una percentuale di rottura maggiore al 5% consentito dalla legge ed ha un contenuto di grani rotti in una percentuale maggiore a quella consentita dalla legge.

sentenza riso oro zafferanno

La Corte ha quindi ritenuto che posto che si potrebbe delineare una frode in commercio o altro reato di competenza del Giudice penale sia opportuno e anzi necessario rimettere gli atti alla Procura della Repubblica e quindi in conclusione la Corte accerta e dichiara:

1) La validità della registrazione come marchio di forma e come disegno registrato del piatto riso, oro e zafferano del Maestro Gualtiero Marchesi;

2) Accerta e dichiara la tutelabilità come opera del diritto d’autore del piatto stesso;

3) Accerta e dichiara che nell’offrire nel proprio ristorante il piatto Risotto Oro e Zafferano, Omaggio a Marchesi Guido Rossi si è reso responsabile di contraffazione e nello specifico della violazione del marchio di forma, della violazione del disegno registrato, della violazione del diritto d’autore, di atti di concorrenza sleale sotto il profilo della imitazione servile, della appropriazione di pregi, del rischio di denigrazione del prodotto di parte attrice, di violazione di legge comunque di comportamenti contrari alla correttezza professionale;

4) La Corte quindi inibisce con effetto immeditato l’offerta in pubblico, la commercializzazione e la pubblicizzazione in qualsiasi forma da parte di Guido Rossi del piatto qui sanzionato ponendo a carico dello stesso la penale di Euro 100,00 per ogni violazione e di Euro 2.000,00 per ogni giorno di ritardo nel conformarsi a questi ordini;

5) Dispone inoltre, sempre a spese di parte convenuta, la pubblicazione sulla rivista “La Cucina Italiana”, sul sito dell’Ente Nazionale Risi e sul sito del ristorante e/o sul sito dello chef Guido Rossi dell’intestazione e del dispositivo della presente sentenza, per una volta sulla rivista e per trenta giorni sui siti sopra indicati;

6) Condanna inoltre Guido Rossi al risarcimento dei danni in favore di Gualtiero Marchesi, da liquidarsi in separato giudizio, non avendo avuto la Corte alcuna indicazione sotto questo profilo, e nello stesso tempo, in conclusione, rimette gli atti alla Procura della Repubblica per l’accertamento di eventuali fatti reati.

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