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L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna”

novembre 5, 2016

salvo-foti-giornalevinocibodi Roberto Gatti
Scrivere di Salvo Foti è sempre difficile, lo incontrai la prima volta molti anni fa a Palermo, dopo una sua relazione sulla vitivinicoltura etnea lo avvicinai e fu “ amore a prima vista “, nel senso professionale del termine. Salvo Foti è una persona molto preparata nel suo lavoro, che ama profondamente la sua terra, l’Etna, la “ sua muntagna “, profondamente legato ai ricordi dell’infanzia, alle tradizioni, alla sapienza antica del nonno.

Salvo Foti è nato praticamente in mezzo al vino, oltre 50 anni fa fa ogni famiglia contadina produceva un poco di vino ad uso famigliare, anche nelle mie zone del Delta del Po ogni famiglia aveva pochi filari di vigna dai quali ricavava vino per il proprio consumo.

Chi di noi oggi supera i 50 anni, molto probabilmente avrà partecipato almeno una volta alla pigiatura con i piedi, in campagna non c’erano le pigiatrici automatiche ed in pochissimi se le potevano permettere per produrre pochi hl di vino, ovvio, che il vino che ne usciva era “ naturale “, ma ai primi caldi si trasformava in aceto. Era un’altra epoca ed era un altro mondo.

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La famiglia Foti oggi sta ristrutturando un vecchio baglio etneo, ha riportato in essere l’antico palmento, una nuova cantina ecc., ed il giovane figlio Simone , ancora studente, pian piano sta entrando a piccoli passi in azienda.

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti:“I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze. Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio.
Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo. Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’.

Ci vuole tempo. Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare. E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni.
È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

In pochi minuti Salvo Foti sa mettere a proprio agio i visitatori, trasmettendo all’interlocutore il suo vero amore per queste terre e questi vigneti, credo di non sbagliare scrivendo di lui come uno dei piu’ grandi conoscitori del territorio del vulcano.

Durante un ottimo pranzo, fatto di cose semplici, genuine e piatti tipici del luogo, proprio come piace a me (in molte cose mi ritrovo con il modo di pensare e di concepire la vita di Salvo),ho avuto l’opportunità di degustare i suoi vini

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Vinudilice 2015
Cerasuolo chiaro, tenue, daò naso delicato, misurato, fine ed elegante, in bocca si apre bene, godibile, giocato sulla finezza ed elegante, un vino “ femminile “ e non muscoloso, con una bella beva invitante. Ottimo.

I Vigneri 2015
Ottenuto da uve di nerello mascalese e piccole percentuali di cappuccio, si preseta nel bicchiere color rubino chiaro ; naso integro, impeccabile e complesso, tra leggera speziatura e piccoli frutti rossi ; caldo nel centro bocca, tannini in fase di integrazione, ma di grana fine ; acidità calibrata, lungo nel finale. Ottimo.

Chi vuole conoscere il vero Etna, la tradizione etnea, i veri vini etnei deve passare da qui.
Grazie Salvo Foti per questa bella esperienza!

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