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Chiude la ristorazione Usa, preoccupazione per il vino made in Italy

marzo 17, 2020

di Luigi Salvo
Il diffondersi del Coronavirus negli Usa ha portato alla chiusura dei ristoranti in ben 19 Stati americani che come in Italia hanno scelto di difendersi chiudendo i luoghi di aggregazione. Nella ristorazione americana i principali prodotti di eccellenza sono made in Italy ed il principe dei vini italiani, il Brunello di Montalcino, ha nel mercato americano il suo export di riferimento.

I produttori toscani con in testa il Consorzio del Brunello di Montalcino sono preoccupati per l’evolversi della situazione, basti pensare che nei ristoranti della sola città di New York vi solo 2000 referenze di Brunello di Montalcino

Fabrizio Bindocci presidente del Consorzio: “Siamo vicini agli amici statunitensi e consapevoli che la ripartenza ci vedrà in prima fila accanto a loro, alle giuste misure prese per contrastare l’emergenza da Coronavirus fa da contraltare una innegabile preoccupazione dei nostri produttori in chiave di mercato.
Nel giro di pochi giorni si è infatti fermato il nostro maggiore canale di vendita, quello dell’horeca nei 2 principali mercati mondiali: Usa e Italia infatti rappresentano in media il 60% delle vendite globali di Brunello.

Secondo una recente indagine di Nomisma Wine Monitor su un campione di wine list di 350 ristoranti, nella sola città di New York il 30% delle referenze di vino rosso presenti in carta parla italiano e di queste 1/3 sono toscani, con circa 2mila referenze che arrivano direttamente da Montalcino, a un prezzo medio di 382 dollari. Ora serve attendere e il nostro vino lo sa fare e osservare le regole, in attesa che la nostra annata 2015 possa riprendere quella corsa che prima dello stop si stava rivelando molto promettente, in particolare oltreoceano”.

Negli Usa quasi la metà dei consumi di vino italiano a valore passa dall’on-trade, per un equivalente di circa 800 milioni di euro. In generale la crescita import dei vini rossi italiani è stata del 20% negli ultimi 5 anni.

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