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Giornata contro lo spreco alimentare, al ristorante “A’ nica” di Palermo i vini di Barraco da vitigni reliquia

settembre 30, 2020
di Luigi Salvo
Lo scorso 29 settembre si celebrata la “Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari”, introdotta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre. Per l’occasione il ristorante “A’nìca”, in via Alloro 135 a Palermo, ha proposto un interessante menù reinventato, rendendo protagonisti gli ingredienti di recupero per una cena sfiziosa.

Pane raffermo con pomodoro e acciuga, frittata di pasta, rascatura di farina di ceci, pasta all’anciova, polpette di pesce con pesto di erbette e sugo: queste le idee dello chef Luca Barnini che ha preparato un menu completo, dagli antipasti al dolce, utilizzando ingredienti di riciclo.
“La mia è una cucina del territorio con una interpretazione contemporanea, anche oggi la filosofia è la stessa, nonostante gli ingredienti siano leggermente differenti. Con questa nuova proposta vogliamo dare il nostro contributo a una sana educazione alimentare, non limitandoci alla giornata di oggi”.
Le polpette di pesce su pesto di erbette rimaste e sugo del giorno prima
Si stima che il 14% del cibo nel mondo vada perso dal momento del raccolto alla vendita al dettaglio e probabilmente se ne spreca molto di più in un secondo momento. Una cena anticrisi, dunque, che si inserisce nell’ampio progetto che da anni porta avanti il ristorante “Anica”.
L’aperitivo della serata si è svolto nell’antistante Giardino dei Giusti: “La nostra è una cucina senza eccessi che non ammette sprechi – dicono Annika Pettersson e Giulio Scaduto, i due proprietari – Il nostro obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sullo scandalo degli sprechi alimentari, creando un momento di convivialità che veda al centro cibo buono, salutare ed espressione del nostro territorio”.
Perfetta la scelta dei vini per il tema della serata, il menu è stato abbinato a due vini da vitigni reliquia, uve quasi estinte, recuperate negli ultimi 15 anni da alcuni produttori, con il supporto della Regione Siciliana, per valorizzare l’identità vitivinicola locale e la biodiversità siciliana.
Insieme a Nino Barraco, vignaiolo marsalese, abbiamo avuto il piacere di degustare due vini da lui prodotti in sole duecento bottiglie, uno da uva a bacca bianca catanese e l’altro da uva Orisi a bacca rossa, frutto dell’incrocio di sangiovese e montonico bianco.
Il Catanese Bianco 2019 non filtrato è opaco, dall’olfatto molto particolare con note di fiori selvatici, pompelmo, note salmastre e iodate. Bocca sinuosa e profonda, un vino che ha radici contadine.
L’Orisi 2019 è invece limpido dal colore rosso rubino scarico, se il naso non è troppo espresso, all’assaggio è affascinante e beverino con caratteristiche da vino rosato, dal tannino smussato, è fresco e piacevole
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