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Lo Chateau d’Yquem 2012 non si produrrà, ci consoliamo con il 2011

febbraio 1, 2013

chateau d'yquem giornalevinocibo homedi Luigi Salvo
Il Sauternes Chateau d’Yquem, chiamato l’oro liquido, è certamente uno tra i vini più famosi al mondo, dona sempre grandi emozioni qualunque sia l’annata nel bicchiere. Proprio partendo da questa certezza, poichè la vendemmia 2012 non è stata giudicata all’altezza, la storica cantina di Sauternes non produrrà il sublime Château d’Yquem, il vino che si otterrebbe non rispetterebbe gli standard organolettici per essere classificato Premier Grand Cru Classé, da qui la decisione di saltare l’annata di produzione.

Questo non accadeva da venti anni, esattamente dall’annata 1992, dal 1900 ad oggi questa importante decisione era già stata presa altre dieci volte, certamente la colpa della mancata vinificazione è del clima, cosa particolare è il fatto che le ultime annate ad non essere andate in bottiglia sono state la ‘52, ’72 e ’92, e adesso il 2012, una ricorrenza davvero curiosa.

chateau d'yquem 2011 giornalevinocibo.com

Colui che ha affermato “Yquem è la morte che si trasforma in oro, il direttore dello Chateau Pierre Lurton, ecco che cosa ha detto in merito all’importante scelta di non produrre l’annata 2012: “Un marchio come il nostro deve essere capace di dire no ad un’annata, per la nostra immagine, per restare all’altezza della nostra storia dobbiamo rinunciare a queste centomila bottiglie, che vogliono dire 25 milioni di euro di fatturato”.

La produzione 2012 è stata utilizzata per produrre il vino secco lo Y d’Yquem un Bordeaux Appellation Superieur Contrôllée, la cui fama non è certo uguale a quella del Sauternes, comunque fin ora nelle ventitrè annate prodotte ha raggiunto un bel livello d’eccellenza.

chateau d' yquem 2 giornalevinocibo

In occasione della mia visita ad un amico alla base militare USA di Sigonella ho avuto modo di degustare il Sauternes 2011, ultima annata di questo nobile vino prodotto nel Graves, a sud-ovest di Bordeaux, da uve Semilion attaccate da botritis cinerea. La muffa nobile attacca gli acini, provocando un appassimento sulla pianta, insieme ad una serie di trasformazioni chimico-fisiche che contribuiscono a determinare l’aroma ed il sapore di questo straordinario vino dolce.
Sauternes Chateau d’Yquem 2011
Giovane, giovanissimo, nel bicchiere scende consistente, con una veste oro brillante dai riflessi verdolini. Il naso è intenso ed avvolgente, ricco di fiori bianchi, albicocca, scorza di limone, arancia candita, dattero, quindi le spezie, soprattutto zafferano, foglie di tabacco In bocca si ritrova tutto il naso ed inoltre miele, grandisima freschezza che dona equilibrio alla dolcezza del vino. Persistenza aromatica intensa degna di Yquem. 
Lo abbiamo assaggiato in abbinamento con il roquefort, formaggio erborinato francese, in un connubio perfetto che ripeteremo presto, dobbiamo consolarci, d’altronde, per l’annunciata mancanza dell’annata 2012.

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6 commenti leave one →
  1. simona faldini permalink
    febbraio 1, 2013 9:30 am

    Eleganza, sobrietà, sensazione infinita. Chateau d’yquem

  2. luca artentieri permalink
    febbraio 1, 2013 10:03 am

    …può essere un’etichetta tanto bella al di là di ciò che cìè dentro!!!!!

  3. francesca andretti permalink
    febbraio 1, 2013 10:42 am

    Semplicemente sublime, mio marito me lo ha regalato un paio di volte, mi emoziona stapparlo e condividerlo con le persone più care.
    Vorrei che tutti comprendessero come il vino possa unire dare emozione e goia

    • Luigi Salvo permalink*
      febbraio 1, 2013 10:53 am

      Francesca non ho il piacere di conoscerla, le sue parole sono la migliore pubblicità per il vino di qualità.

  4. Rosario Argento permalink
    febbraio 1, 2013 10:46 am

    Questo vino è così strepitoso mai ai bevuto ma mi fido di lei.

  5. alessandro vietti permalink
    febbraio 1, 2013 11:50 am

    Ci vuole il giusto coraggio a non mettere in commercio un vino rinunciando a tanti soldi quante cantine in Italia lo farebbero?

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