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L’etilestere dell’acido caffeico rende il Verdicchio di gran longevità

marzo 2, 2013

verdicchio giornalevinocibodi Roberto Gatti
Sono anni che conosciamo la longevità del Verdicchio del Castelli di Jesi ed anche di quello di Matelica, non è una novità affermare che il Verdicchio è uno dei migliori vini bianchi italiani, sono oltre 10 anni che lo scrivo ed ormai sembra che se ne siano accorti in molti (per fortuna), anche per la sua gran versatilità e non da ultimo la sua capacità d’invecchiamento alla quale contribuisce una sostanza che è anche contenuta nel caffè denominata: etilcaffeato o petilcaifeato, infatti, questa sostanza lo conserva e lo rende un gran vino da meditazione dopo 10/15 anni.

Studi recenti portati a termine dai Prof. Natale Giuseppe Frega, Emanuele Boselli e Deborah Pacetti, del Dipartimento di Scienza delgi alimenti, Università Politecnica delle Marche- Ancona- hanno scoperto ed individuato che “ l’etilestere dell’acido caffeico è uno dei piu’ importanti composti fenolici del vino bianco, in particolare della cultivar Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il cromatogramma dei composti fenolici a basso peso molecolare del Verdicchio mostra che questo vino ( al pari dei vini rossi ndr) è ricco di acido caffeico e dei suoi derivati.

Ho conservato alcune bottiglie di Verdicchio di Jesi per molti anni nella mia cantina, proprio per seguirne l’evoluzione, qualche giorno fa mi sono deciso di passare alla verifica del bicchiere. L’azienda agricola Accadia è di proprietà di Angelo e Maria Accadia dal 1979, si estende su una superficie di 9 ettari, dei quali 5 vitati (1 a Rosso Piceno e 4 a Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico) e 4 a noceto, oliveto e seminativi. In azienda collabora l’enologo Roberto Potentini.

verdicchio cantorì 2

Verdicchio Superiore Cantorì 2001
All’apertura qualche problema al tappo che si è sgretolato, devo utilizzare un levatappi a lame, appositamente studiato per bottiglie di una certa età.
Colore: giallo intenso, quasi dorato.
Olfatto: naso di buona intensità, appena aperto leggermente maderizzato, ma poi questo sentore se ne va via, per lasciare il posto con opportuna ossigenazione a note complesse e terziarie di mandorla tostata, frutta matura a pasta gialla, evolve continuamente nel bicchiere, manifestando note sempre più eleganti.
Gusto/Olfatto: in bocca il sorso è denso, succoso, complesso, di bella bevibilità, giustamente caldo, ritornano le note intercettate al naso
Un vino che dopo 11 anni si è mantenuto in buona forma, diventando più complesso ed intrigante, con l’acidità in fase calante.
Un vino molto buono che ancora una volta ci ha dimostrato come il Verdicchio sia buono nei primi anni di vita e possa anche sfidare il tempo, a livello dei migliori vini mondiali !
Complimenti ad Angelo e Maria per l’attenzione, la passione e serietà che mettono da tanti anni nel loro lavoro.

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One Comment leave one →
  1. giusy permalink
    marzo 7, 2013 10:16 am

    intrigante, ………..con voi sto imparando tante cose

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