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Orizzontale di Vin Santo del Chianti Classico: storia di lunghe tradizioni

aprile 18, 2013

vin santo del chianti classico homedi Antonio Carullo              speciale da vinitaly 2013
Ha poco senso consumare il vino come qualsiasi altra bevanda di massa, nella quale si perde ogni legame con l’origine della sua essenza. La storia di un territorio può proprio darci tante utili informazioni e il Vin Santo è uno dei vini che forse esprime meglio di altri la tradizione, gli usi, il territorio, gli uomini che lo producono, un nome famoso nell’enologia italiana, un prodotto che ha radici ed origini lontane da sempre.
Per centinaia d’anni la parola Vin Santo ha identificato subito la classica bevanda fatta con l’uva appassita, creata con tecniche empiriche tramandate da padre a figlio come una preziosa eredità.

Tradizionalmente il Vin Santo veniva prodotto facendo appassire su stuoie i migliori grappoli. Quando la percentuale zuccherina raggiungeva tassi soddisfacenti (30%-40%), le uve veniva spremute ed il mosto trasferito in caratelli di legno di capacità compresa tra i 15 e i 50 litri, da cui era stato appena tolto il Vin Santo della produzione precedente.
La feccia della passata produzione era responsabile della buona riuscita del Vin Santo, tanto che veniva chiamata “madre”.

uva passa vin santo

I caratelli venivano sigillati ed il Vin Santo fatto invecchiare da tre anni a cinque. Nella produzione moderna si tende ad utilizzare esclusivamente contenitori in legno nuovo o relativamente nuovo di circa 300 litri di capienza, con l’inoculo di lieviti selezionati ad innescare la fermentazione.
Moltissimi produttori aggiungono una minima percentuale di madre per ricreare lo spettro dei sentori tradizionali. Per ottenere 1 chilogrammo d’uva appassita da Vin Santo occorrono almeno 3 chilogrammi di uva fresca, le più adatte e le più utilizzate nel Chianti Classico sono la Malvasia e il Trebbiano Toscano, più scuro e ottenuto da uve Sangiovese il cosiddetto Occhio di Pernice.

Ecco i Vin Santi Del Chianti Classico degustati dal Giornalevinocibo

 vin santo del chianti giornalevinocibo

Vin Santo Del Chianti Classico Badia a Coltibuono 2006 Sgargiante la veste ambrata. Al naso regala sospiri intensi e giocati sulla finezza dell’albicocca disidratata, arancia candita, e miele su un letto iodato ed etereo. Dolce ma non stucchevole grazie alla fresca ed ampia acidità, il finale è contemplato da ritorni smaltati-fruttati.

Vin Santo Del Chianti Classico Vignole 2005 Località Panzano in Chianti ottenuto con uve Trebbiano e Malvasia Toscana. Brillante tonalità ambra. Note di frutta caramellata, fichi disidratati accompagnano fragranze smaltate e boisè. Assaggio dolce e ricco, intervallato da sbuffi sapidi, chiude coerente e pulito con un sensuale finale di caramella d’orzo.

Vin Santo Del Chianti Classico Malaspina 2006 Limpido oro antico dai riflessi ramati. Olfatto intenso nei profumi di cera d’api, frutta secca, miele e un finale ingentilito da sbuffi di fiori di camomilla. Avvolgente e morbido al palato, giustamente dolce e non stucchevole. Bottiglia molto interessante e unica nel packaging.

Vin Santo Del Chianti Classico Castello di Querceto 2006 Colore ambra. Profuma di rosmarino e note smaltate, terziari in evoluzione che non cessano mai per intensità. In bocca c’è corrispondenza gusto/olfatto, stessa traccia perentoria e un finale di mineralità iodata.

Vin Santo Del Chianti Classico Lamole Di Lamole2007 Colore di densa consistenza. Al naso presenta una proposta di albicocca, pasta di mandorla, poi confettura di fichi e datteri. Denso e cremoso in bocca, appagante per dolcezza ma non cessante per finezza e componente acido sapida, un Vin Santo che riesce ad esaltare la tipicità.

Vin Santo Del Chianti Classico Castello Della Panaretta 2005 Brillante la veste Ambrata. Dolce ed etereo all’olfatto. Chiare le note olfattive di albicocca, mango secco, caramella d’orzo e note smaltate. Fine l’impatto olfattivo, delicatamente dolce e sapido regala una lunga persistenza di nocciola tostata.

Vin Santo Del Chianti Classico Rocca Di Castagnoli 2006 Sensazioni di miele, albicocca disidratata, il tutto foderato da note smaltate. La bocca è dolce è morbida in avvio, bilanciato da forte carica fresca, chiude etereo con note di agrumi canditi.

Vin santo Del Chianti Classico Castello di Brolio 2006 Colore ramato intenso. Disegno olfattivo elegante ed affascinante, tracce di albicocca in confettura miele di corbezzolo china e fichi secchi. Ricamo gustativo caratterizzato da dolcezza fruttata, calibrato per freschezza perfetta la rispondenza gusto olfattiva.

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Vin Santo Del Chianti Classico S. Nicolò Castellare Di Castellina 2005Color ambra cristallino, esordisce con frutta in confettura, poi dattero, nocino, agrumi canditi e un soffio smaltato. Dolce, ben sostenuto dalla freschezza che dona equilibrio. Appagante il finale per persistenza aromatica intensa.

Vin Santo Del Chianti Classico Castello Di Verrazzano 2004 Affascinante l’incipit olfattivo, un Vin Santo non dai profumi esplosivi ma guidato dalla finezza della mela cotogna, sbuffi resinosi e iodati nel fondo del bicchiere. In bocca regala dolcezza di frutto e persistenza guidata da un finale caldo morbido.

Vin Santo Del Chianti Classico Castello Di Volpaia 2007 Splendete il colore ambrato, opulenti profumi smaltati si intrecciano e si arricchiscono di spezie, albicocca e dattero, caramello e mineralità. L’assaggio è dolce e di spessore gustativo, sapidità e dolcezza conducono la gustativa, e il finale è caratterizzato da dolcezza di zucchero caramellato.

Vin Santo Del Chianti Classico Rocca Di Montegrossi  2004 Un Vin Santo di rara finezza quello firmato da Rocca Di Montegrossi, naso tridimensionale e profondo per qualità e intensità, albicocca e fichi secchi, nocciole tostate, lampi boisè e mineralità olfattiva. In bocca è cremoso, avvolgente , dai ritorni gusto-olfattivi. Caratterizza il finale una persistenza lunga e ricca di materia.

Vin Santo Del Chianti Classico Fontodi 2004 Cremoso già alla vista e rivestito da un colore ambrato . Di rara finezza olfattiva, per niente stucchevole per dolcezza fruttata, o terziarietà d’evoluzione. Profumi di fichi albicocca, pere in confettura, qualche spezia  e sussurri smaltati in divenire. Davvero elegante. In bocca un nettare denso eppure guizzante, scorre compatto, ripercorrendo ininterrottamente quanto percepito all’olfatto.

Vin Santo Del Chianti Classico La Chimera Castello Di Monsanto 1995 Color ambra molto scuro di densa consistenza. Il naso è caratterizzato da confettura di fichi, torrone, nocciole pampepato e mineralità. In Bocca è ricco di estratto, incessante per progressione gustativa, si susseguono ritorni gustativi di nocino e confettura di datteri e fichi. Un finale da contare in minuti.

Vin Santo Del Chianti Classico Villa Calcinaia 2005 Molto luminoso nel colore ambra alla vista. Registro olfattivo diretto, fine ed elegante, scorza d’arancia, cannella, cannella, albicocca, fiori secchi e dattero, mai pacione e stucchevole. In bocca è disarmante per facilità di beva, ma mai tentato dalla banalità. Fresco ed appagante il finale.

Vin Santo Del chianti Classico Poggio Bonelli 2006Colore giallo Ambrato e ricco di lucentezza. Profumi intensi, fruttati di albicocca, pasta di mandorle e scorza di cedro candita.  Carezzevole dolcezza bel bilanciata dalla dote sapida, finale sublimato dai ritorni di frutta candita.

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4 commenti leave one →
  1. piero cattani permalink
    aprile 19, 2013 5:25 am

    Complimenti ai produttori ma anche a lei che li ha messi sotto i rifettori.

  2. maggio 11, 2013 11:00 am

    Grazie Antonio, pèr il Vinsanto non si fa ancora abbastanza.. questa è una bella pagina!!

  3. Antonio Carullo permalink
    maggio 13, 2013 4:45 pm

    Grazie per la bella pagina, il Vin Santo è un grandissimo prodotto che lega l’uomo il territorio e la tradizione centenaria. Da valorizzare!

  4. emilio da firenze permalink
    settembre 4, 2013 9:45 pm

    Complimenti per la bella rassegna dei Vin Santo del Chianti Classico, che esprimono fra l’altro una grande variabilità di caratteristiche; elemento che potrebbe sembrare un fattore
    non positivo, ma probabilmente è proprio il punto di forza su cui puntare per questo
    nobilissimo prodotto.

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