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Prima Volta 2020, il Perricone Frizzante Rosato Ancestrale di Todaro

giugno 1, 2021

di Luigi Salvo
Nasce Prima Volta. Prima perché primo ancestrale di produzione dell’azienda siciliana Todaro di San Giuseppe Jato (Pa). Una sorta di incipit verso una nuova era agricola, una forma di inno ad una nuova concezione pulita e sana di viticoltura, che nel prossimo futuro dovrà essere per tutti imprescindibile regola

senza eccezione per poter viaggiare a lungo sui binari della piena sostenibilità ambientale.

Ma – perché no – anche un vino da associare ad una ricorrenza temporale o ad un evento personale che sancisce in toto la nostra prima volta in cui l’abbiamo compiuto.«Questo Perricone nasce dalla voglia di sperimentare – dice Giuseppe Todaro. Siamo un’azienda bio da anni ormai e rifuggiamo l’idea del chimico applicata in vigna, ma col “Prima Volta” vogliamo dare un segnale, in primis a noi stessi, cercando di essere il meno possibile invasivi sui nostri vini, attraverso un percorso naturale. Il concetto di coniugarlo come ancestrale frizzante, infine, nasce perché non volevamo fare il solito spumante, ma un rosato dal nostro vitigno più rappresentativo del territorio, il Perricone, con un leggero pétillant, da qui l’idea della breve fermentazione in bottiglia».

«Il Perricone – continua Giuseppe Todaroda sempre fa parte della nostra azienda e ci rappresenta sia nella sfumatura di grande vino importante, com’è ormai da anni il nostro “Feotto” rosso (di cui una parte è raccolto in lieve surmaturazione in pianta e la cui intera massa matura in barriques per ben 24 mesi), sia in quella delicata, gioviale, fruibile che abbia piacevolezza immediata afferita dalle tonalità giovani dell’uva, vinificata con brevissima macerazione sulle bucce, e che sia elemento di piacevole e divertente condivisione istantanea grazie alla sua freschezza e alla sua “accattivante” simpatia dovuta alla schiettezza della sua effervescenza naturale.

Il vigneto di Perricone è in Contrada Feotto ed è lo stesso da cui nasce il “Feotto” rosso. Ma mentre quest’ultimo rimane per il 40% coi suoi grappoli in pianta ben oltre la sua ordinaria maturazione tecnologica per l’ottenimento di un particolare grado di appassimento, le uve destinate al “Prima Volta” subiscono una vendemmia leggermente anticipata, così da ottenere una quantità di acidità maggiore, utile ai fini del rosato ancestrale frizzante nascituro. Segue raccolta manuale in cassette, immediata diraspapigiatura e un brevissimo contatto di 3 ore appena con le bucce per ottenere questo delicato rosa tenue che ricorda la cipria e il rosa antico.

La fermentazione è svolta nei silos d’acciaio solo attraverso i lieviti indigeni dell’uva. Pertanto nessuna inoculazione di lieviti selezionati. Durante le prime fasi di fermentazione, una parte del mosto viene estratto e congelato in fusti, mentre la restante massa continua il suo naturale processo anaerobico.

Al termine della fermentazione alcolica seguono un paio di travasi con setacci dal calibro grosso per effettuare una generica pulizia. Se di intervento umano “forzato” vogliamo parlare, è qui che dobbiamo farlo. Solo ed esclusivamente in questo punto. È solo con questi due travasi che viene “scardinato” – si fa per dire, ovviamente – il molto spesso standardizzante e spersonalizzante concetto di integralismo biologico. Poca roba senza dubbio. Il consumatore, sia che sia generalista, beginner o intenditore appassionato, avrà, così, la garanzia di non rimanere eventualmente interdetto di fronte una colorazione troppo torbida o lattiginosa, che magari sarebbe oggetto di largo apprezzamento solo da parte di una nicchia di fruitori enologici avanguardisti.

In ultimo interviene quel mosto che nel frattempo era stato congelato. Si aggiunge alla massa ottenuta in precedenza e la fermentazione alcolica ha, così, un nuovo start. A questo punto Prima Volta viene imbottigliato con il tappo di sughero, un birondellato specifico per vini frizzanti. All’interno della stessa bottiglia le residue parti di lieviti svolgeranno il loro naturale compito di erodere gli zuccheri, anch’essi residui nel mosto, con la loro azione enzimatica, trasformandosi in ulteriore etanolo (che raggiungerà, così, alla fine, il 12% di titolo alcolometrico) ed anidride carbonica, che questa volta rimarrà intrappolata, per effetto adsorbimento, col vino dentro la bottiglia, dando luogo ad un allegro pétillant da appena 1,8 atmosfere e solamente ad un impercettibile – e desiderato – intorpidimento della limpidezza.

Prima Volta Perricone Frizzante Ancestrale 2020
Nel bicchiere si mostra velato, dal bel colore rosa cipria, sprigiona note olfattive fresche di lavanda e lievito, fruttate di fragola, lampone e pesca bianca. Al sorso la leggera bollicina esalta la freschezza fruttata, di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, chiude con appagante persistenza aromatica intensa. Vino facile da bere, ha poliedriche caratteristiche di abbinamento, ideale con il pesce crudo, con antipasti come caprese e bruschetta di pomodoro, si esalta con primi a base di crostacei e a base di verdure, con i ricci e i secondi di pesce. Perfetto con pizze, focacce e sfincione rosso alla palermitana.

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