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Nero d’Avola imbottigliato fuori dalla Sicilia venduto a prezzi da Cru

luglio 23, 2012

di Luigi Salvo
Siamo alle solite!, ancora mazzate per il Nero d’Avola di qualità e per i produttori che s’impegnano per dare un’identità a questo vitigno e mettere il loro meglio in bottiglia al giusto prezzo. Non avrei voluto certo scrivere questo pezzo, ma è d’obbligo farlo. Mi sono recato a Praga, città affascinante e bellissima, ed entrato in un’enoteca del centro della città, dopo aver osservato tantissime etichette di varie parti del mondo, mi sposto nel reparto italiano e strabuzzo gli occhi, due vini su tutti sono messi in bell’evidenza da comprare perché eccellenti, un Barbaresco ed un Nero d’Avola.

L’etichetta di Nero d’Avola a prima vista non la conosco, non è un buon segno. Non si tratta della solita bottiglia di Nero d’Avola venduta a pochi euro, i due vini sono posti accanto, osservo i cartellini con il prezzo 449 corone ceche poco meno di 20 euro e mi domando: di chi caspita è sto’ Nero d’Avola 2007 senza indicazione di produttore sul fronte etichetta a tale cifra?. Afferro la bottiglia la giro lentamente è leggo Casa Girelli Trento Italia, fantastico!! Passano gli anni e continua a non cambiare nulla anzi è ancora peggio, come in questo caso il prezzo è equiparato a livello dei grandi Nero d’Avola che più apprezzo, ma del prodotto in questione vi risparmio le note organolettiche del mio assaggio.

A Gennaio del 2008 per denunciare la presenza di tanti Nero d’Avola imbottigliati e commercializzati da aziende non siciliane in giro per il mondo, a dire il vero a prezzi minimi, avevo scritto su Wine Reality:
“Quando una quindicina d’anni fa, iniziai a descrivere ed ad elogiare l’antico vitigno Nero d’Avola ed i vini di rango che ne derivavano, “u Calabrisi” chiamato così in dialetto, era ben lontano “dall’esplodere come fenomeno” ed era un vino apprezzato non da molti al di fuori dei confini regionali. Qualche anno dopo, nella Guida ai Migliori Vini di Sicilia che pubblicai nel 1999, ne menzionai otto in purezza e quarantacinque in blend, oggi la situazione è completamente cambiata, sono oltre cinquecento le aziende che imbottigliano Nero d’Avola, vengono prodotti, tra monovarietali e blend oltre un migliaio d’etichette, e sono tanti purtroppo, i vini che riportando la dicitura Nero d’Avola “come specchietto per le allodole”,sono imbottigliati fuori dalla Sicilia.
La globalizzazione che è ormai entrata nel mondo del vino, ha portato inevitabilmente ad un’omologazione delle produzioni, con una riduzione delle tipicità, questo fenomeno colpisce anche il Nero D’Avola, a causa della crescita esponenziale della produzione imbottigliata. I vini di nuova concezione, (tranne rari casi, Feudo Montoni, Gulfi, Marabino, Morgante, Donnafugata e pochi altri) ricordano sempre meno i loro padri, il grande Duca Enrico del 1987 ed i primi Rosso del Conte, e sempre più quelli d’altre zone vinicole, sia per una scelta che porta ad un uso eccessivo del legno, o per un’iperconcentrazione che non dà né finezza né eleganza, vini che spesso esportati, diffondono nel mondo la terra d’origine, ma che in realtà esprimono ben poco delle loro vere radici.
Purtroppo c’è anche di più, trovandomi al Nord Italia o all’estero spesso mi capita di trovare bottiglie di Nero D’Avola con etichette mai viste, dai nomi spudoratamente “sicilianizzanti”, all’interno delle quali l’uva del nobile vitigno probabilmente non vi entrata neanche per 1%, per non parlare delle descrizioni organolettiche frutto dell’assaggio di questi prodotti, in vero spesso al limite della potabilità. Diciamolo francamente, per il bene della produzione siciliana, la presenza di questi vini non è più assolutamente tollerabile.”

Quasi cinque anni dopo non è cambiato nulla, anzi adesso siamo a prezzi da Cru.

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5 commenti leave one →
  1. Carlo b. permalink
    luglio 23, 2012 3:21 pm

    Non ho parole, noi sociliani non tuteliamo le nostre tradizioni

  2. antonio permalink
    luglio 26, 2012 2:31 pm

    Come si fà a far vendere ancora questa casa Girelli???? In un periodo di ipercontrolli ed in cui sono i Siciliani sono guardati a vista, come mai la famosa casa Girelli imbottiglia Nero d’Avola???? la controllano???, la filiera viene controllata????

  3. Gerardo Rossano permalink
    luglio 26, 2012 9:32 pm

    A Praga bevono solo Birra…… , ma siamo sicuri che questo signore a Praga è un enotecario? Non mi stancherò mai di diffondere la cultura di saper leggere l’etichetta dei vini e delle bollicine. Un enotecario in Italia non acquisterebbe mai un Prosecco Valdobbiatene imbottigliato in Sardegna…

  4. luigisalvo permalink*
    luglio 27, 2012 7:32 am

    Lo acquisterebbe, lo acquisterebbe credimi…ma non lo producono!!!!!

  5. luglio 30, 2012 5:26 pm

    purtroppo i commercianti sono disposti ad acquistare anche acqua colorata, importante che sia a prezzi ridicoli in modo da incassare almeno 4/5 di quanto spendono. A Londra, durante il London International Wine Fair, ho avuto un incontro con i buyers di Tesco. Durante l’incontro mi hanno chiesto del famoso Vermentino di Sicilia, che loro considerano un vitigno autoctono siciliano. A nulla sono valse le mie parole, cercando di convincere i buyers che il Vermentino è un vitigno autoctono sardo, che comunque viene prodotta anche in Sicilia seppur in piccole quantità.

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