Al Concours Mondial de Bruxelles 2026 sul tetto del mondo uno spumante e due bianchi siciliani
di Luigi Salvo
L’edizione 2026 del Concours Mondial de Bruxelles, svoltasi a Yerevan in Armenia, ha visto l’enologia dell’isola brillare sul tetto del mondo con tre vini nelle tipologie di grande tendenza, spumanti e bianchi, vini assolutamente da provare. Tra migliaia di campioni internazionali analizzati alla cieca dai degustatori di ogni nazionalità,
la Sicilia ha strappato il massimo riconoscimento possibile, la prestigiosa Gran Gold Medal, assegnata solo a una strettissima élite di vini che rasentano la perfezione con un punteggio medio di almeno 94/100
A guidare questa spedizione trionfale sono tre etichette capaci di ridefinire la percezione delle bollicine e dei bianchi dell’isola: vini che conosco molto bene e che apprezzo, lo spumante Metodo Classico di Feudo Disisa (eletto addirittura Vino Rivelazione Italia), l’iconico Kikè di Cantine Fina e l’elegante Bianco di San Lorenzo di Cantine De Gregorio.

Il re delle bollicine: “René” Metodo Classico 60 mesi – Feudo Disisa (Vino Rivelazione)
Il Metodo Classico 60 mesi sui lieviti di Feudo Disisa “René” è stato incoronato nella sezione spumanti come Vino Rivelazione per l’Italia.Un grande traguardo che premia la lungimiranza e il rigore produttivo della cantina di Grisì (Monreale). Cinque anni di affinamento sui lieviti cesellano un perlage finissimo e un profilo sensoriale di complessità, teso tra la sferzante freschezza e una l’adeguata profondità evolutiva.
L’intensità aromatica: Kikè 2025 – Cantine Fina
Sulle colline di Marsala, il blend del Kikè di Cantine Fina unisce l’aromaticità territoriale del Traminer Aromatico con un tocco di Sauvignon Blanc, riesce a coniugare una freschezza vibrante e una sapidità marina tipica del terroir trapanese, ricco di rutta esotica e fiori d’arancio, la dimostrazione di come la Sicilia sappia valorizzare i vitigni d’impronta mitteleuropea sotto il sole del Mediterraneo.
L’eleganza sartoriale: il Bianco di San Lorenzo 2025 – Cantine De Gregorio
Il Bianco di San Lorenzo di Cantine De Gregorio (Sciacca), un’altra straordinaria Gran Medaglia d’Oro che incarna l’essenza della viticoltura d’avanguardia della costa agrigentina. Dall’unione dell’Inzolia e dell’Incrocio Manzoni, spazia dalla pesca, all’ananas ed albicocca, ha un’acidità croccante e una profonda mineralità che richiama la vicinanza del mare. Un’etichetta che racconta alla perfezione il microclima unico di Sciacca, dove la terra dialoga costantemente con le brezze marine.

La consacrazione del Grillo
Il verdetto del Concours Mondial de Bruxelles 2026 a Yerevan ha emesso una sentenza definitiva: il Grillo non è più solo il vitigno della tradizione, ma una delle uve bianche più eclettiche, eleganti e competitive del mondo.
A dimostrarlo sono tre straordinarie Medaglie d’Oro assegnate ad altrettante interpretazioni magistrali di questo vitigno: il Grillo d’Altura 2025 di Tenute Lombardo, lo Zahara Grillo Riserva 2024 di Casa Grazia e il Grillo Riserva Collezione di Famiglia 2024 di Funaro.
Tre vini profondamente diversi che tracciano una nuova via per l’enologia siciliana, dimostrando come il Grillo sappia dominare l’altitudine, sfidare il tempo attraverso la menzione “Riserva”.
Il Grillo legge i diversi microclimi della Sicilia come una macchina fotografica e non ha paura dello scorrere del tempo.
Il futuro dei bianchi siciliani è oggi più splendente che mai.



















