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Vini da uve Perricone, una ricca diversità che piace

maggio 23, 2014

perricone homedi Luigi Salvo
La superficie vitata della Sicilia è caratterizzata da condizioni climatiche variegate che spaziano dalle zone ventose ed aride a livello del mare, le zone assolate ma fresche delle alte colline, fino alle gelide zone d’altitudine, tanti terroir dalle caratteristiche profondamente diverse dai quali nascono vini dalle molteplici sfaccettature.

Il Perricone chiamato anche Pignatello è uno degli antichi vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa, particolarmente diffuso nel 1800 durante il periodo pre-fillosserico, oggi è coltivato su una superficie di circa 400 ettari in diverse zone della Sicilia, in provincia di Trapani, Palermo, Agrigento ed è utilizzato prevalentemente in blend con il Nero d’Avola, sono pochi i vini che ne nascono in purezza e tutti, anche se diversi tra loro, hanno interessanti caratteristiche.

Un focus su questo vitigno organizzato dalla delegazione dall’Associazione Italiana Sommelier di Palermo ha messo in evidenza che il Perricone è in grado di esprimere interessanti note varietali rappresentando un enorme patrimonio ampelologico di biodiversità, un importante elemento di distinzione in un’enologia sempre più omologata.

Particolarmente curato in vigna e vinificato senza stravolgere le sue caratteristiche è in grado di avere futuro in un mercato che richiede sempre più vini con propria personalità.

Fattore interessante e che lo riguarda è che il Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura presieduto dal prof. Cebbia ha condotto uno studio che ha messo in luce la presenza nel Perricone di concentrazioni di resveratrolo e di piceatannolo, sostanze ad elevato effetto salutistico, decisamente superiori rispetto alla media degli altri rossi siciliani.

confronto alla cieca perricone

Quattro i vini da uve Perricone da diverse annate che sono stati messi a confronto degustandoli alla cieca da una cinquantina di sommelier.

Sachia Perricone 2012 Caruso & Minini (Tp)
Le uve provengono dl comune di Salemi due ettari esposti a sud/est a 250 metri s.l.m., la fermentazione è condotta in vasche d’acciaio per venti giorni ad un temperatura controllata di 25° C, è affinato esclusivamente in acciaio.
Un Perricone tutto frutto e tipicità, colore rubino con note porpora, la gioventù del millesimo esalta il naso di marasca e ciliegia nera, note mentolate e spezie, il palato è d’intensità esuberante tra freschi ritorni fruttati.

I Berlinghieri Perricone 2011 Di Legami (Tp)
I vigneti si trovano in contrada Berlinghieri nell’agro Trapanese su lievi colline a 350 m. s.l.m. , alla pigiadiraspatura delle uve segue la macerazione in acciaio a temperatura controllata max 26°, e affinamento per il 50% in tonneaux di rovere francese da 500 litri e per la rimanente parte in acciaio per 12 mesi.
Nel bicchiere è rubino vivo di buona trasparenza, il ventaglio olfattivo si dispiega su note di ciliegia matura, amarena, prugna e spezie dolci. L’ingresso al palato è pieno, ha tannino vivo, il frutto gioca con la mineralità che ne allunga la beva.

perricone alla cieca 2

Perric .One 2009 Castellucci Miano (Pa)
Nasce alle pendici delle Madonie ad un’altitudine di 700-900 m. s.l.m., la fermentazione è controllata con rimontaggi, affinamento in vasca in acciaio inox per tre mesi e in piccoli barili di rovere francese per 10 mesi.
Si scende in annata, colore rubino con note granate, naso di confettura di ciliegie ed amarene, piacevoli sentori di liquirizia, humus e note speziate. Sorso con evidenti note morbidezza ma, ancora piacevole.

Pietragavina Perricone 2009 Tamburello (Pa)
Il vino nasce da un vigneto di oltre trent’anni, esteso per quattro ettari su un pendio collinare acciottolato argilloso-calcareo a 200 metri d’altitudine in provincia di Palermo. Alla termomacerazione con delestages ed alla fermentazione condizionata a 26°C, segue un breve passaggio in acciaio inox ed il successivo affinamento in fusti di rovere da venti ettolitri per circa otto mesi.
E’ il Perricone che più è piaciuto dei quattro per il suo passo olfattivo caratterizzato da sfumatura floreali ed eleganti note di ciliegie e prugne, i dolci ricordi di cannella e speziatura e per la bocca avvolgente nella quale il tannino ed il bel nerbo acido si fondono ai ritorni minerali ed ai morbidi fluttuanti aromi frutto-speziati del lungo finale.

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One Comment leave one →
  1. valentina vago permalink
    maggio 23, 2014 2:59 pm

    peccato non ci fosse il Maqué di Porta del Vento

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