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Gli uomini del vino, Stefano Caruso e l’identità degli autoctoni siciliani

maggio 13, 2015

stefano caruso giornalevinocibodi Marialina Bommarito
Interessante l’incontro “Vigneto Sicilia” organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Palermo presso l’nh hotel, ospite della serata Stefano Caruso, presidente della Caruso & Minini che ha raccontato insieme con Luigi Salvo i propri vini alla numerosa platea di sommelier ed enoappassionati .

I centoventi ettari di vigneti denominati Giummarella e Cutaia si estendono sulle colline tra Marsala, Salemi e Mazara del Vallo, appartengono alla famiglia Caruso da tre generazioni, sono coltivati con passione e dedizione.
Fu l’intuizione di Antonio, il bisnonno di Stefano a riconoscere i potenziali di quel territorio coltivato sin d’allora a seminativo. Siamo alla fine dell’800, quando la Sicilia inizia a risollevarsi da quella terribile invasione filloserica che devastò gran parte della viticoltura europea.

Con duro lavoro e tenacia furono piantati i primi vigneti delle varietà autoctone tradizionali: Catarratto, Grecanico, Inzolia e Perricone, che dopo alcuni anni diedero i primi risultati. In seguito furono acquistati altri ettari dove furono impiantati altri vitigni quali il Grillo, lo Zibibbo, lo Chardonnay, il Nero d’Avola ed il Syrah. I risultati furono strepitosi e le uve vennero richieste da varie aziende vinicole sia in Italia che all’estero, prima fra le quali la storica Cantina Pellegrino.

Le terre scelte risultarono naturalmente elette alla produzione d’uve d’alta qualità dovuto alla tipologia del terreno dal suolo franco-sabbioso-argilloso, dotato sia di macro che micro elementi.

ais palermo tasting giornalevinocibo

Altri elementi determinanti per la qualità delle uve sono l’altitudine delle colline (dai 180 – 400 m s.l.m.) e la distanza del mare che contribuisce a quel microclima che esalta le caratteristiche delle uve. Stefano Caruso subentrando alla gestione dell’azienda, decide di realizzare il sogno condiviso con il padre Nino: produrre e firmare con il proprio nome un vino dalle proprie uve.

Stefano Caruso si presenta alla serata con cinque vini selezionati dalle sei linee di prodotti dell’azienda: due bianchi, due rossi e dulcis in fundo, un Grillo vendemmia tardiva.

Sulla scelta di questi vini in particolare, Stefano Caruso risponde: “Questi sono i vini che prediligo anche se, in realtà, amo tutti i miei vini. Questa passione è innata in me in quanto sin da piccolo ho vissuto in azienda seguendo mio padre e mio nonno. A parte gli insegnamenti tramandati, mi è stata trasmessa la passione per la campagna, per i miei vigneti e per il lavoro che condivido con quelli che mi stanno accanto. Non bisogna scordare che tutto viene fatto da uomini e quando si lavora con passione e dedizione, i risultati non possono che essere positivi”.

Viene servito il primo vino in modo che la presentazione possa continuare degustando e piacevolmente sorseggiando.

grecanico caruso & minini giornalevinocibo tasting

Terre di Giumara Grecanico 2014
“Ho scelto il grecanico in quanto varietà meno famosa dell’insolia ma molto interessante per la sua sapidità e mineralità”, continua Stefano, “la nostra filosofia è di mantenere le caratteristiche originali del vitigno, preservandone l’identità.  Bisogna prendere ogni varietà per quello che è, non è la perfezione che conta nel vino ma la sua particolarità”.

Nel bicchiere il vino si presenta di un vivace giallo paglierino, il naso viene subito colpito da aromi intensi, si distinguiamo l’acacia, la ginestra, il biancospino. In bocca il vino esprime gran freschezza e piacevolezza, un’interessante presenza sapida che favorisce abbinamenti particolari. La piacevolezza olfattiva supera la persistenza in bocca “e questo” ci spiega Stefano “è la particolarità del grecanico”.

Santi Buzzotta titolare dell’azienda Verissima Wines & Emotions, ribadisce che, “Il termine grande vino è un concetto soggettivo che si esprime a tavola. Questo Grecanico si presta all’aperitivo, ma non soltanto, ben si abbina a vari piatti”.

Isula Catarratto 2014
“Il nome del vino si riferisce ad un oasi in quanto è utilizzato per questo vino, il miglior catarratto che il territorio possa produrre. Questa varietà è stata mortificata negli anni da tecniche colturali errate e da molte aziende è stato perfino estirpato. Io, che ho sempre navigato controcorrente, ho recuperato il catarratto ottenendone risultati strepitosi”, spiega Stefano. “La fermentazione e parte dell’affinamento di questo vino avviene in tonneaux costruiti con doghe alternate di acacia e di rovere in modo di ottenere un vino fine ed elegante.”

Siamo dinnanzi alla presentazione in anteprima di un catarratto di collina, l’annata è stata messa in commercio da pochissimo. Il vino è giallo limpido e sprigiona da subito sentori freschi, leggiadri con note agrumate. In bocca riprende la freschezza arricchita di sapidità e buona persistenza.

nero d'avola e perricone caruso & minini giornalevinocibo

Sachia Perricone 2014
Il perricone o pignatello, anticamente chiamato catarrattu russu, è un vitigno coltivato particolarmente nella Sicilia occidentale. Da vitigno poco apprezzato è divenuto, grazie a tecniche culturali migliorate, un vitigno di nicchia che produce vini con caratteristiche diverse nelle varie zone.  Altro elemento interessante di questo vitigno emerge da uno studio condotto dal Consorzio di ricerca. E’ stato scoperto nel perricone una percentuale di resveratrolo e di piceatannolo, due elementi salutistici contenuti nel vino, più elevata rispetto agli altri vini rossi prodotti in Sicilia.

Il vino sin dalla mescita nel bicchiere esprime gran vivacità. Il colore rosso rubino denota la giovinezza del vino confermato dai profumi freschi di frutta rossa e note speziate ancora in maturazione. Al gusto il vino è piacevolmente fresco con tannini in evoluzione. Notiamo che dal primo sorso al secondo, il vino si esprime in modo diverso suscitando piacevoli emozioni.

Cuttaja Nero d’ Avola Riserva 2012
L’originalità dei vini Caruso & Minini inizia dal nome. Le uve per questo vino vengono prodotte nella Vigna Cuttaia così nominata per la presenza di numerosi sassi rotondi chiamati per l’appunto, cuti.
Il vino presenta un ricco bouquet aromatico che spazia dal floreale al fruttato con profumi d’amarena, more, marasca, ribes e prugna. Vi sono note d’erbe aromatiche, cacao, un’ottima struttura e lunga persistenza. Questo vino esprime la piacevolezza di un Nero d’Avola che sicuramente continuerà a deliziare il palato per parecchi anni a venire.

vini caruso & minini giornalevinocibo

Tagòs Grillo Vendemmia Tardiva
Come chiusura di serata Stefano Caruso ci presenta una raffinatezza che entusiasma tutti, un vino da vendemmia tardiva, zona di produzione Vigna Giummarella  a 390 m s.l.m. Si apre un dibattito tra coloro che lo definiscono un vino da dessert da sorseggiare con la squisita pasticceria siciliana e quelli che suggeriscono l’abbinamento alla gastronomia varia, composta non soltanto da formaggi erborinati.

Il vino è limpido di un giallo solare con riflessi dorati. Profumi avvolgenti floreali e fruttati, miele, note di cannella. Il vino ha una bella consistenza ed una morbidezza setosa che avvolge il palato ed un gusto che persiste con un lungo finale.

I vini dell’azienda Caruso e Minini hanno conquistato, negli ultimi anni, alti riconoscimenti nei più importanti concorsi enologici.

 

 

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