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Successo del primo educational del Comitato Grandi Cru d’Italia al vino italiano per professionisti cinesi

agosto 20, 2015

cinesi educational grand cru homedalla redazione
Nelle cantine più prestigiose d’Italia, in questi giorni, un gruppo di professionisti cinesi partecipano al primo corso organico per imparare i segreti del vino italiano. Il progetto promosso e organizzato dal Comitato Grandi Cru d’Italia (i 100 migliori produttori della penisola), grazie al sostegno di Padiglione Italia EXPO 2015 e ICE – Italian Trade Agency. Il progetto mira a formare professionisti cinesi che a loro volta diventino formatori di altri professionisti in patria.

Per far conquistare al vino italiano il più importante mercato del mondo, dove l’Italia ha oggi una quota solo del 7% contro il 50% della Francia, sono essenziali la formazione e la divulgazione delle caratteristiche che il vino italiano ha: unico al mondo per rapporto prezzo qualità e ricchezza di varietà.

Sul mercato cinese l’Italia viene dopo non solo a Francia ma anche Cile, Spagna, Australia, mentre nel resto del mondo i vini italiani sono primi, come in Usa, oppure secondi, sempre in testa a testa con la Francia: con questo progetto dei Grandi Cru, aperto anche ad altre entità vinicole italiane, si pongono nuove basi per poter spiegare che le tante varietà italiane, finora ostiche per i professionisti e per i consumatori cinesi, sono una ricchezza così come è ricco e variegato il cibo cinese, così da influire sul lungo periodo, contrastando la tendenza negativa.

Molto importante a questo scopo è la collaborazione avviata con i Comitati Provinciali creati dal governo cinese in ogni area del paese, per accompagnare l’aumento esponenziale di fruizione del vino con programmi di educazione a favore di operatori di settore, per evitare che la continua crescita avvenga in maniera sconsiderata.

cinesi educational grand cru

La selezione dei candidati per questo progetto è stata condotta dal Comitato insieme ai responsabili provinciali di questi enti, sotto la guida del Comitato Provinciale del Guangdong, ed ha portato alla creazione di una delegazione di 30 professionisti, educatori, sommelier, importatori e giornalisti, tutti con ampia esperienza e un background solido nel mondo del vino internazionale, con un’età media di 35 anni, in maggioranza donne e con una buona conoscenza della lingua inglese.

La durata del programma è di un mese: per tre settimane i professionisti cinesi hanno seguito e seguiranno le lezioni di docenti e formatori dell’Università degli Studi di Milano e di AIS – Associazione Italiana Sommelier, mentre i fine settimana e l’ultima di corso sono dedicati a esperienze sul campo, presso le aziende socie del Comitato Grandi Cru. In prima linea per il supporto all’incoming dei professionisti cinesi sono le Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana.

cinesi educational grand cru 2

Il progetto ha visto la partecipazione attiva delle aziende socie del Comitato: Abbazia di Novacella, Agricole Vallone, Allegrini, Altesino, Antinori, Argiolas, Barone Ricasoli, Bellavista, Bertani, Boscarelli, Braida, Ca’ del Bosco, Cantine del Notaio, Castello Banfi, Castello del Terriccio, Castello di Querceto, Cavallotto, Col d’Orcia, Collavini, Conti Zecca, Cusumano, Domini Castellare di Castellina, Donnafugata, Duca di Salaparuta, Fèlsina, Ferrari, Feudi di San Gregorio, Garofoli, Grattamacco, I Balzini, Il Pollenza, Leone de Castris, Livio Felluga, Marco Felluga, Maculan, Marchesi de’ Frescobaldi, Marchesi di Barolo, Marchesi di Grésy, Ornellaia, Orsolani, Pala, Planeta, Poderi Colla, Rivera, San Felice, Scacciadiavoli, Scubla, Sergio Mottura, Tedeschi, Tenimenti Conti Borghini Baldovinetti, Tenute dei Vallarino, Tenute Guicciardini Strozzi, Terredora, Tramin, Umani Ronchi, Valle dell’Acate, Vicchiomaggio, Villa Sandi, Vistorta, Zenato, Zonin – Castello d’Albola.

Il primo corso terminerà a fine agosto e sarà seguito da altri nei prossimi mesi in modo da creare in Cina un nucleo di formatori che faccia fare un salto alla conoscenza e alla notorietà del vino in Italia, sfatando in primo luogo il convincimento che il vino sia nato in Francia, mentre vi è arrivato solo con Giulio Cesare nel 40 dopo Cristo, cioè secoli dopo lo sviluppo nella Magna Grecia e nell’Etruria.

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