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Tonino Guzzo: “Il Cerasuolo di Vittoria è un vino che coniuga eleganza e piacevolezza”

febbraio 19, 2017

cerasuolo-di-vittoria-bicchiere-home-giornalevinocibodi Luigi Salvo
Tonino Guzzo, con i suoi vini, è l’enologo siciliano più premiato nei concorsi enologici italiani ed internazionali, ha una lunga esperienza alle spalle,  un lavoro iniziato nel 1985 e dedicato in prevalenza alla valorizzazione dei vitigni autoctoni in un periodo nel quale tutti puntavano sugli internazionali. Agrigentino, vanta importanti collaborazioni avendo prestato la sua opera in cantine prestigiose come Settesoli e Tasca d’Almerita, mentre ora cura e segue con passione diverse realtà siciliane e venete.

La sua nuova scommessa è il Cerasuolo di Vittoria Victorya 1607 di Casa di Grazia.
Tonino Guzzo: “Quando iniziai a lavorare per Casa di Grazia era la prima volta che mi trovavo ad avere a che fare con il Cerasuolo di Vittoria. Pur conoscendolo ed avendolo studiato, visto che io amo sempre entrare in punta di piede in ogni azienda, decisi di fare un tasting di circa 30 bottiglie presenti in commercio.
Iniziai ad approfondirlo e a capire cosa si voleva realizzare.
Ho un’idea ben precisa di quello che deve essere il Cerasuolo: non è un vino banale, semplice come qualcuno possa immaginare, deve esprimere grand’eleganza e piacevolezza.
Alla domanda su cosa non deve avere un Cerasuolo, mi piace rispondere che non deve avere alcuna pesantezza. Deve essere un vino bevibile, non deve stare sullo scaffale”.

tonino-guzzo-maria-grazia-brunetti-giornalevinociboLa produttrice Maria Grazia Brunetti e Tonino Guzzo

Il Victorya 1607  nasce nel territorio di Gela, nel cuore della riserva naturalistica di Biviere, qui ci sono terreni sciolti, che vanno sul sabbioso e medio impasto, mentre nella parte più alta nei pressi del lago Biviere sono più salini, un microclima umido che ben si adatta ai due vitigni coltivati per il Cerasuolo.

“Il Nero d’Avola, dice Tonino Guzzo, in questo comprensorio viene fuori con un carattere più leggiadro non con quella tannicità che caricherebbe troppo il prodotto ed è capace di regalare al vino quel caratteristico colore rosso ciliegia. In esso poi ritroviamo i profumi della frutta a bacca rossa e quella tannicità delicata regalati dal Frappato.
Un vino che si consiglia di bere ancora giovane, ma lo si può tranquillamente conservare e bere dopo qualche anno.
Il Cerasuolo secondo me ha tutte le caratteristiche per poter diventare il vino del futuro, dobbiamo puntare su questa sfida affinché questo vino possa finalmente avere il giusto riconoscimento nel mondo e tutti possano vedere le potenzialità di questo territorio”.

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