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Gli scenari del settore della ristorazione dopo il Coronavirus

aprile 6, 2020

di Luigi Salvo
La diffusione del Coronavius in questo primo mese di misure restrittive ha cambiato le nostre abitudini, ha inevitabilmente ridotto drasticamente i contatti sociali ed ha fatto scoprire, su larga scala, le conversazioni video online come unico mezzo per poter sentire vicini amici e parenti.

Il settore della ristorazione è certamente uno dei più colpiti dall’emergenza pandemia, i vari locali,da Nord a Sud, sono stati chiusi sin da subito ed alla ripresa della vita di relazione con il mondo esterno saranno gli ultimi ad avere il via libera, seppur con le dovute limitazioni: addio ai grandi tavoli sociali, riduzione del numero  dei posti a sedere per garantire le distanze tra i commensali, rivisitazione della manipolazione dei cibi con maggiore cura e maggiori precauzioni.

Tra i grandi cambiamenti si modificherà anche la preparazione dei piatti, si tornerà ad una cucina più semplice che proponga prodotti dei rispettivi comprensori, diminuirà drasticamente il numero delle persone che andranno a pranzo ed a cena fuori, un mutamento che produrrà una rigida selezione tra i ristoratori, tutti gli improvvisati che si sono lanciati in questo settore negli ultimi anni probabilmente chiuderanno.

Avranno vita più facile i ristoratori che hanno un buon posizionamento con la clientela del luogo, chi invece lavora con i turisti o con i clienti businnes soffrirà parecchio, il turismo riprenderà lentamente e lo smart working, scoperto da tutti, nel prossimo futuro limiterà i viaggi.
Saranno pochi i ristoranti che alla ripresa non sentiranno la crisi, molti dovranno organizzarsi con il delivery, ovvero la consegna a domicilio di particolari specialità.

La ristorazione è un comparto importante dell’economia italiana produce una cinquantina di miliardi di fatturato, la sua attività sostiene tante aziende della filiera agroalimentari e del settore vinicolo, e crea un grande appeal dal punto di vista turistico.
Il governo nazionale dovrà prendere necessari provvedimenti per rilanciare il settore, tre quelli più auspicabili: indennizzare le imprese per i mesi di chiusura, sospendere o consentire dilazioni per imposte e contributi, consentire l’accesso al credito senza interessi.

Inutile nascondersi dietro un dito, essendo realisti il ritorno alla normalità per la ristorazione sarà un periodo lungo almeno due anni!!!

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