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Grillo Taya e Nero d’Avola Kaspar dell’azienda Alliata, due autoctoni di gran livello

ottobre 4, 2012

di Luigi Salvo
Eccellere al Concorso Mondiale di Bruxelles è sicuramente garanzia di qualità. La diciannovesima edizione del più rinomato concorso enologico che si è svolta in Portogallo a Guimaraes dal 4 al 6 Maggio 2012 ha visto in gara 8400 campioni provenienti da tutti i continenti, giudicati da 59 commissioni, ognuna composta da giudici provenienti da differenti nazioni. Da tanti anni ho il piacere di rappresentare l’Italia come commissario giudice e di poter scoprire tanti nuovi vini italiani e soprattutto stranieri di gran livello.
Un giovane azienda siciliana dal nobile passato, in quest’ultima edizione, ha ottenuto la medaglia d’oro con ben due suoi vini da uve autoctone, è proprio il caso, vista questa bell’affermazione, di risentire i vini a distanza di alcuni mesi e scoprirne tutte le loro qualità.
I vini in questione provengono da due dei vitigni simbolo della Sicilia, sono dell’azienda Alliata del comprensorio trapanese il Grillo Taya ed il Nero d’Avola Kaspar.

Una giovane azienda dicevamo, spinta dall’entusiasmo di Claudia Alliata di Villafranca, che ha scelto di voler riprendere la tradizione vinicola della sua famiglia, Giuseppe Alliata Moncada che nel 1824 imbottigliò il proprio vino della Contrada Corvo con il marchio “Duca di Salaparuta”.
I terreni di coltivazione a Mazara del Vallo (Tp) sono posti ad un’altitudine fra i 100 e 250 mt slm, ampia la gamma di varietà presenti, gli autoctoni, zibibbo, insolia, catarratto, grillo, nero d’avola e perricone e gli internazionali chardonnay, viogner, syrah, merlot, e cabernet.

Taya Grillo 2011 Alliata
Il nome Taya ricorda un territorio protetto della famiglia Alliata nei cui pressi vengono coltivate le uve Grillo che compongono il vino. Le vigne si trovano su terreni di tipo misto, da argilloso con presenza di ciottoli a medio impasto. La pressatura soffice avviene con pressa a membrana, successivo illimpidimento statico dei mosti e fermentazione a temperatura controllata di 13°-15° C parte in contenitori di acciao e parte in barriques di rovere francese non tostato. Il vino matura 3 mesi di barriques in “sur lies” è affinato in bottiglia per almeno 3/4 mesi.
Nel bicchiere si presenta cristallino, splendido colore paglierino carico, ruota sulle pareti del cristallo mostrando bella consistenza. Al naso le intense sensazioni olfattive si dispiegano su note floreali di zagara, fruttate di mango ed ananas, agrumi, cera d’api, piacevolissimi soffi minerali. In bocca convince per l’equilibrio gustativo tra note morbide, acide e sapide. Centrata la chiusura lunga ed avvolgente.
Un Grillo di nuova concezione nel quale il vitigno mostra le sue potenzialità.

Kaspar  Nero d’Avola 2009 Alliata
Il nero d’Avola è allevato a cordone speronato su terreni argillosi con presenza di ciottoli a medio impasto. La fermentazione tradizionale con macerazione compresa tra i 10 e i 15 giorni ad una temperatura di 20-22° C. A fermentazione malolattica svolta, il vino matura in barriques per 10/12 mesi in legni di media tostatura a cui segue affinamento in bottiglia.
Bello il colore rosso rubino compatto, il naso è tipico del vitigno, intenso di ribes, mora e ciliegia mature, petali di rosa essiccate, ed un leggiadro sottofondo di speziatura, cioccolato e  note di vaniglia. Al sorso è ricco di freschezza, la morbidezza della struttura tannica accompagna un ritorno adeguato di sensazioni gusto-olfattive.  
Bella personalità e grande abbinabilità per una versione del vitigno principe siciliano da provare.

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4 commenti leave one →
  1. lorenzo pievi permalink
    ottobre 6, 2012 4:58 pm

    Sono molto contento che prorio due autoctoni per eccellenza il nero d’avola e il grillo che sono spesso bistrattati proprio dai produttori siciliani abbiano ottenuto un gran riconoscimento a livello mondiale.
    Non vorrei far polemica ma le guide che vanno per la maggiore conoscono l’azienda, io è la prima volta che la sento.
    complimenti all’azienda Alliata

  2. simona faldini permalink
    ottobre 6, 2012 11:00 pm

    Wooohhh!!!
    Li voglio assaggiare:

  3. giovanni t. permalink
    ottobre 7, 2012 6:56 am

    Molto interessante

  4. vitosesti permalink
    ottobre 7, 2012 8:44 am

    E poi al Nord si continua a ripetere che la Sicilia del vino a pate l’etna si è seduta , non produce nulla di nuovo. Falsissimo!!!!!
    Leggete!!!!

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