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Il Primitivo ES 2010 è il più premiato dalle guide 2012, quattro chiacchiere con Gianfranco Fino

dicembre 15, 2012

es gianfranco fino giornalevinocibodi Luigi Salvo e Roberto Gatti
La consueta classifica annuale del miglior vino italiano stilata da Milano Finanza frutto dell’incrocio dei punteggi tra le cinque guide italiane più importanti: Bibenda, Gambero Rosso, Espresso, Veronelli,  e Luca Maroni, vede per il secondo anno consecutivo il Primitivo Es di Gianfranco Fino al primo posto con il punteggio di 476,5 ottenuto dalla somma dei vari voti ottenuti. Ancora un vino del Sud mette d’accordo tutti, un vino che nasce da otto ettari vitati a Primitivo su terra rossa con bassissima resa per ettaro.

Ecco quattro chiacchiere con  Gianfranco Fino:
Come è iniziata la tua avventura?
“Tutto comincia all’età di 13 anni quando sono andato a studiare enologia a Locorotondo e pur non avendo un’estrazione rurale mi sono appassionato all’agricoltura ed al mondo del vino. Ho esercitato la professione per tanti anni poi nel 2004 ho acquistato un piccolo vigneto ad alberello in agro di Manduria e così è iniziata la mia avventura da produttore.

L’Es ha un nome particolare e proviene da vecchi alberelli
Si, ho rilevato questi terreni dove vi sono alberelli che vanno dai 50 agli 80 anni, ho poi effettuato una selezione massale per poter riproporre il classico alberello pugliese  con fittezze di 12.000 piante per ettaro, un’agricoltura che abbiamo ereditato dai Greci dato che Taranto è stata una culla della civiltà ellenistica.  ES, come afferma il nome che con mia moglie Simona abbiamo voluto dargli, è passione pura, è frutto di grandissima cura in vigna ed in cantina, quando si lavora bene in campo facendo maturare correttamente le uve e contenendo le rese, il Primitivo fornisce ottimi risultati.

gianfranco fino giornalevinocibo

Quanta uva produco queste piante?
Gli alberelli dal quale deriva hanno poche gemme e donano solo quattrocento grammi di uva per pianta.  In cantina è fondamentale l’utilizzo delle basse temperature perché più alto nel futuro vino sarà il grado alcolico potenziale, più basse è necessario che siano le temperature di fermentazione.  Importante poi ossigenare il mosto per evitare problemi di riduzione e conseguente produzione di componenti solforati, o arresti fermentativi attraverso il delestage da effettuarsi due volte al giorno. 

Questi riconoscimenti unanimi al tuo vino giudicato il migliore d’Italia che sensazioni ti da?
Una gran soddisfazione personale ed una grande promozione per il vino di Puglia, spero che questo mio successo possa stimolare i giovani che hanno abbandonato le campagne ad impegnarsi, e che ne possa avvicinare di nuovi, dato che le nostre campagne sono popolate da persone che hanno superato i 65 anni, nel nostro territorio tarantino con il Primitivo si possono fare grandi cose.

Al 2° posto di questa speciale classifica il San Leonardo 2007 Tenuta San Leonardo, con 471,5 punti seguito, al n. 3, a pari merito con 470, da Barolo Cannubi Boschis 2008 Sandrone, Amarone della Valpolicella Classico 2005 Bertani, Sassicaia 2009 Tenuta San Guido e Torgiano Rosso Vigna Monticchio Riserva 2007 Lungarotti.

Seguono al n.4  Kurni 2010 Oasi degli Angeli, al n. 5  Terra di Lavoro 2010 Galardi al n. 6 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Biondi Santi, al n. 7 il Dedicato a Walter 2009 Poggio al Tesoro Allegrini, al n. 8 pari merito Do Ut Des 2010 Carpineta Fontalpino e Solaia 2009 Antinori. Al n. 9 il Montevetrano 2010 Montevetrano ed al n.10  Bolgheri Superiore Grattamacco 2009 Grattamacco, al n. 11 Poggio de’ Colli 2012 Piaggia-Mauro Vannucci, al n.12 Montepulciano d’Abruzzo Mazzamurello 2009 Torre dei Beati.

Due pari merito alle posizioni n. 13 con il Tignanello 2009 Antinori e l’Alghero Rosso Marchese di Villamarina 2007 Sella & Mosca, n. 14, il Barbaresco Asili 2009 Bruno Giacosa e il Nobile di Montepulciano Nocio dei Boscarelli 2009 di Boscarelli, n.14 il Montefalco Sagrantino 25 Anni 2008 Caprai. 

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5 commenti leave one →
  1. Loris Stroppa permalink
    dicembre 15, 2012 2:24 pm

    Grandissimo vino!

  2. francesca fierli permalink
    dicembre 15, 2012 3:25 pm

    Adesso non voglio più sentire che i migliori vini si fanno solo al Nord Italia

  3. Giorgio Lazzi permalink
    dicembre 15, 2012 5:22 pm

    Non c’è ne per nessuno , ne Brunello ne Barolo, ne Amarone, ne Sagrantino il 1° è lui il PRIMITIVO!

  4. MonicaStewens permalink
    dicembre 15, 2012 6:44 pm

    Great, great wine

  5. dicembre 16, 2012 6:44 am

    @ Giorgio Condivido largamente quanto da Lei scritto, a parte qualche eccezione, ma l’Amarone può giocarsela anche con il Primitivo. Teniamo conto però che il primitivo si ottiene in purezza, mentre l’Amarone è un blend di piu’ varietà di uve ( corvina, rondinella, molinara, corvinone, oseleta ecc. ).
    Ho annoverato i primitivi tra i miei vini preferiti in assoluto da ormai 12/15 anni, quando in Italia nessuno ancora lo scriveva a chiare lettere….!
    Grazie 🙂

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