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La scuola enologica di Alba, tradizione ed innovazione

dicembre 16, 2012

istituto enologico alba giornalevinocibo homedi Vincenzo Bonomo
Sono tante le eccellenze del vino del nostro paese, tante aziende leader che attraverso i loro competenti uomini creano prodotti unici. Dove nasce e si comprende questa meravigliosa arte?  L’insieme d’attività formative, di studi teorici e pratici formano i futuri enologi: tecnici e artisti di quella finissima arte che è la vinificazione. Sono sempre di più i giovani italiani che per i propri studi scelgono le più importanti scuole enologiche d’Italia, spinti dalla tradizione di famiglia, o perché credono fortemente in un nuovo percorso da intraprendere.

I tanti mestieri del mondo del vino, che alimentano la grande offerta della vitivinicoltura italiana, si fondano su conoscenze e gesti tradizionali di vendemmia e lavoro in cantina, ma vantano, oggi, contenuti professionali innovativi, dalla ricerca scientifica alla promozione turistica,  fino al web e alle tecnologie a basso impatto ambientale che richiedono notevoli capacità organizzative e gestionali e mobilitano risorse e competenze diverse e articolate.

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Tra le più belle realtà la Scuola Enologica di Alba, istituita con Regio Decreto dal re Umberto I nel 1881 negli ultimi anni l’istituto è stata ristrutturat0 ed arricchito ed oggi è un punto di riferimento per l’enologia nazionale. Comprende le sedi di Alba, Grinzane Cavour, Fossano e Verzuolo, attualmente conta più di 800 allievi.

La Scuola Enologica si trova al centro di un’azienda di circa 10 ettari con annessa cantina sperimentale nella quale si producono annualmente circa 30.000 bottiglie. Gli studenti in azienda possono sperimentare le nozioni apprese e acquisiscono direttamente in campo le competenze e le capacità tecniche specifiche. La struttura, oltre alle aule comuni, offre agli studenti delle sale destinate alle materie di specializzazione, come gli attrezzati laboratori di chimica, microbiologia, fisica e scienze.

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GiornaleVinoCibo ha incontrato il Preside dell’Istituto Umberto I, il Prof. Renato Parisio.

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Umberto I” è ad Alba, nel cuore delle Langhe dove il vino è cultura ma anche territorio. Ci racconta la storia della scuola?
“La scuola nasce nel 1881, con l’obiettivo di sollevare gli agricoltori e di portarli ad un livello sicuramente più adeguato, certamente sempre tutto proporzionato alle esigenze di quei tempi. Da allora di strada se né fatta tanta, c’è stato uno sviluppo importantissimo d’imprenditorialità ed io credo che in tutto questo la scuola ha svolto un ruolo molto importante, perché i tecnici che ha formato nel corso degli anni sono sparsi in tutto il mondo diffondendo la corretta viticoltura ed enologia.”

In Italia il mondo del vino da lavoro a circa 1,2 milioni di persone ed aumentano ogni anno i giovani che decidono di specializzarsi in questo settore, qual è il percorso per una formazione ideale?
“Il percorso sessennale tradizionale della nostra scuola a mio avviso è perfettamente rispondente alla necessità di preparare giovani pronti per essere inseriti nel mondo del lavoro. La nuova riforma ci ha un po’ penalizzato, soprattutto per due motivi, primo perché ha ridotto il numero d’anni da 6 a 5 e conseguentemente il numero di ore; in secondo luogo perché le materie più coinvolte in questo caso sono state le materie professionali, il cui numero di ore settimanali era molto alto. Non ci siamo arresi ed è stato riconosciuto anche in Gazzetta Ufficiale, quindi è stato ufficializzato, l’istituzione del sesto anno che va a completare questo percorso formativo, un sesto anno post diploma, quindi i ragazzi in quinta danno l’esame di stato, conseguono la maturità e dopo di ché si possono iscrivere al sesto anno di specializzazione che li porta al titolo di Enotecnico. Quindi è stata mantenuta la specializzazione per garantire una preparazione professionale all’altezza.”

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La scuola porta avanti diversi progetti mirati a salvaguardare le tradizioni e la ricerca. Qual è la chiave del vostro successo sul territorio?
“La chiave di questo successo è nella disponibilità degli insegnanti a portare avanti queste attività, al fatto che la scuola è molto ben inserita sul territorio, al fatto che la scuola ha stretti rapporti di collaborazione con i diversi enti che sul territorio sono presenti e tutto questo ci permette di realizzare progetti coerenti con le particolarità e specificità del territorio. Per quanto riguarda la sede di Alba abbiamo diversi progetti.

Uno è il progetto di ricerca applicata con la Sagea, che è un ente che si occupa di ricerca applicata e sperimentazione di prodotti in agricoltura ed in campo ambientale, i ragazzi partecipano in modo attivo e la Sagea mette a disposizione delle borse di studio che poi noi assegniamo ai ragazzi.

Poi c’è il progetto Vini Veri che è in collaborazione con la regione Piemonte e con un’altra azienda del territorio che consiste nella ricerca di metodi per ridurre l’impatto ambientale dei diversi trattamenti che si svolgono sulla vite.

Nella sede di Fossanosi svolge un altro progetto di ricerca applicata al settore cerealicolo dove si sperimentano prove di concimazione, di rotazione colturale, in collaborazione con l’Università.”

Il progetto per gli studenti con il Lycée Viticole de Libourne-Montagnenella zona di St. Emilion in cosa consiste?
“Questo è in pratica uno scambio internazionale, in virtù di questo progetto alcuni dei nostri ragazzi, i primi tre mesi dell’anno scolastico, frequentano il Lycée Viticole de Libourne-Montagnee seguono le lezioni in quella struttura, dopo di che rientrano nella loro classe e proseguono il loro cammino formativo. Un esperienza molto importante per quanto riguarda l’aspetto didattico.”

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Quali attività svolgono i ragazzi nell’azienda e nella cantina sperimentale? La produzione dove viene venduta?
“Noi vogliamo assicurare ai ragazzi la filiera completa del vino, dalla produzione, alla vinificazione, alla commercializzazione. Proprio per questo motivo, la nostra piattaforma ampelografica aziendale è molto ampia e abbiamo dai vitigni autoctoni a quelli internazionali e per citarne qualcuno sono: Nebbiolo, Dolcetto, Arneis, Barbera, Chardonnay, Pinot Nero, Moscato e Freisa. Questo per poter garantire ai ragazzi la più ampia esperienza possibile. In questo bisogna aggiungere una piccola produzione di spumante metodo classico, realizzato come tutti gli altri vini, dall’impegno dei ragazzi sia in vigneto che in cantina. La scuola vende sia presso la cantina sperimentale a privati, sia attraverso un agente che piazza sul mercato i nostri prodotti.

Durante le manifestazioni come la Fiera del Tartufo e Vinum, la scuola partecipa con un suo stand e si presenta ai visitatori con i nostri vini e quest’anno per la prima volta abbiamo piazzato un piccolo numero di bottiglie in Germania. Naturalmente il ricavato è utilizzato come stabilito dalla normativa per il rinnovo delle attrezzature e delle macchine utilizzate in azienda.”

Secondo un’analisi di Coldiretti, nel corso dell’ultimo Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, sono aumentati giovani agricoltori con meno di 30 anni. Quali sono i consigli che lei darebbe ai giovani che vogliono iscriversi in questa scuola
“Su questo mi sento molto toccato, in quanto io come tradizione familiare sono di estrazione rurale, abbiamo da sempre avuto l’azienda e abbiamo sempre conferito le uve in cantina, ho sempre lavorato con le mani nella terra e principalmente nel vigneto. Ai giovani bisogna dire questo, l’istruzione non è mai troppa, principalmente l’istruzione nel settore agricolo che a mio avviso soffre di un sacco di pregiudizi. Abbiamo produzioni italiane fantastiche in tutti i settori agroalimentari e l’innovazione deve per forza passare attraverso le nuove generazioni ed è fondamentale anche nel nostro settore, come la ricerca di nuovi prodotti, di nuovi mercati e di nuove tecniche di produzione. Oggi per essere imprenditori agricoli ci vogliono competenze legislative, economiche e naturalmente tecniche che solo un istruzione tecnica può garantire.”

Nel corso della visita all’Istituto abbiamo degustato due vini prodotti dagli allievi.

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Langhe Doc Chardonnay 2011

Vigneto di proprietà della scuola, allevato a spalliera e con una produzione di circa 80 q/Ha.  Situato adiacente l’Istituto a circa 220 ms.l.m. con esposizione Est. La raccolta è effettuata nella prima decade di Settembre. Le uve sono pigiate con presse soffici ed i mosti fermentati a circa 18°C. L’affinamento prevede 80% in acciaio e 20% in barrique francese, l’imbottigliamento è effettuato ad Aprile dell’anno successivo.
Bello nel bicchiere, cristallino, giallo paglierino, dal naso molto gradevole con note di frutta tropicale, banana, ananas e acacia. All’assaggio perfetti i richiami olfattivi, spicca per freschezza e giusta sapidità.

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Barbera d’Alba Doc Vigna Conti 2010

Il Barbera nel Piemonte trova il suo terroir d’elezione, il vigneto di produzione è situato sempre all’interno dell’azienda dell’Istituto, è allevato a spalliera, con una resa di circa 80 q/Ha. La vendemmia è effettuata la prima decade di Ottobre. Fermentazione con macerazione di circa 10 gg. in acciaio. Affinamento in botte grande per 3 mesi . Dall’accattivante colore rubino, al naso è suggestivo, con note variegate di frutti rossi e speziatura. All’assaggio è secco ed avvolgente, con una vena acidula e piacevole tannicità.

Il mondo del vino continua ad attirare i ragazzi e si conferma come uno dei settori su cui investire per il futuro del Paese. Per di più, professionalmente molto preparati e attenti, i giovani che escono dagli istituti italiani sono anche i primi portatori di un messaggio positivo legato al vino, al consumo responsabile e moderato e ai suoi effetti benefici sulla salute.

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