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Emozioni ad alta quota, 10 grandi vini altoatesini da Sylvaner, Kerner e Lagrain

febbraio 15, 2013

vini alto adige capsuladi Luigi Salvo e Antonio Carullo
I vini altoatesini hanno un fascino tutto loro, nel bicchiere trasmettono la loro unicità, sono legati da una matrice comune ma esprimono tutte le loro singole differenti peculiarità provenendo da un territorio bellissimo da vedere e da scoprire passo dopo passo.
Il fascino sottile dell’Alto Adige si esprime attraverso un’armonia di contrasti che riescono a fondersi ottimamente, il  clima alpino e mediterraneo, le culture italiana e tedesca, e pur essendo una delle zone viticole meno estese d’Italia ha pregevoli  e variegate sfaccettature, i vigneti si estendono dai versanti che costeggiano l’Isarco e l’Adige fino alle piane più soleggiate e mediterranee della Bassa Atesina, a ridosso del Trentino.

Il totale dela superficie coltivata a vite di circa 5.000 ettari, comprende una ventina di vitigni ad altitudine compresa fra i 200 ed i 900 m.s.l.m. che danno vita a vini di terroir, vinificati in cantine medie o piccole da un cospicuo numero di vignaioli che con grande passione e con abilità artigianale e tecnologie innovative riescono a  tirare fuori il meglio.

luigi salvo e nino aiello

Quando con il collega Nino Aiello, giornalista del Gambero Rosso e sommelier Ais, ho organizzato il pregevole tasting per la delegazione di Palermo dell’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con l’ufficio export Alto Adige della Camera di Commercio di Bolzano (EOS), abbiamo scelto i vitigni dei 10 vini da proporre in degustazione orientandoci su due bianchi di nicchia in grado di mettere a fuoco proprio differenti caratteristiche il Sylvaner ed il Kerner ed un grande vitigno autoctono altoatesino a bacca rossa: il Lagrein.

I primi tre bianchi assaggiati sono originari della Valle Isarco, è la zona vinicola più a Nord dell’Alto Adige ed ha una superficie di 250 ettari nei quali vi sono prevalentemente coltivati vitigni a bacca bianca, mentre fino al 1950 circa i rossi costituivano quasi l’80% della produzione. Le vigne godono del favore di ripide posizioni sui versanti meridionali il cui terreno, grazie ad una miscela di sabbia, ghiaia e clausite ha effetti positivi sulla qualità dell’uva, che affrontando condizioni dure, notti fresche ed a volte fredde, giornate che da tiepide possono diventare anche molto calde con una buona ventilazione, creano lo stile unico dei vini.

sala tasting delegazone ais palermo vini alto adige

Il Sylvaner si pensa che possa essere originario della media valle del Reno, o proveniente della Stiria (Austria). Alcuni studiosi hanno recentemente ipotizzato, sulla base della decodificazione del suo Dna, che quest’uva sia il frutto di un incrocio tra il Traminer e un vitigno chiamato Bianco austriaco. Diffuso in Germania è coltivato anche in Alsazia, in Austria, nel Vallese e nell’Europa Orientale. In Italia è stato introdotto intorno al 1900 ed è presente soprattutto in Alto Adige nella Valle Isarco. predilige i  terreni disgregati e ghiaiosi che conferiscono al vino la sua ineguagliabile eleganza che, sebbene richiami gli omonimi d’oltralpe, riflette pur sempre inconfondibile tipicità altoatesina. Superficie di produzione: 67 ha (1,3% della superficie vitata in Alto Adige)
Ecco i vini da Sylvaner:

Abbazia di Novacella A.A. Valle Isarco Sylvaner Praepositus 2011 Paglierino luminoso, all’olfatto mostra una struttura decisa, percezioni minerali si fondono alla fragranza e all’aromaticità della mela golden, pesca bianca, e lime. Registro minerale anche alla beva, aggrumata persistenza ed un finale di mandorla verde.

sylvaner alto adige giornalevinocibo

Taschlethof A.A. valle Isarco Sylvaner Lahner 2011 Colore paglierino di grande vivacità e brillantezza, naso territoriale, la mineralità dell’olfatto sottolinea percezioni di mela renetta, erba falciata, gesso, talco, roccia calda. La bocca è scalpitante e affilata per acidità e mineralità. Il frutto rimane croccante e aggrumato ad esaltare la persistenza.

Pacherhof A.A. Valle Isarco Sylvaner Alte Reben 2011 Paglierino con tonalità quasi oro. Il naso effonde percezioni quali, mela smith, muschio e mughetto, susina e fiori di montagna. Sentori puliti e riconoscibili. Il sorso è generoso ed energico, freschezza aggrumata ad esaltare questo Sylvaner. Da bere ora, ma con qualche anno sulle spalle potrebbe rivelarsi eccezionale.

Il Kerner è ottenuto incrociando Schiava e Riesling, prende il nome dal poeta svevo Justinus Kerner. La vite del Kerner è presente dal 1929, resiste bene al gelo si coltiva soprattutto alle quote più alte, fino a 600 m. della Valle Isarco e della Val Venosta. Superficie di produzione 59 ha (1,14% della superficie vitata in Alto Adige).

Dal 1995, la Val Venosta, annoverata tra le valli alpine più asciutte, è una meravigliosa area d’origine protetta, sui terreni poveri e sabbiosi, composti da scisto e gneis disgregati, lungo i ripidi e caldi pendii di Monte Sole, crescono eccellenti vitigni indicati per vini alpini filigranati. Riesling, Pinot Bianco particolarmente fruttati, anche la Schiava e il Pinot Nero presentano sfumature peculiari, importante l’intensità e la mineralità del Kerner e del Sauvignon.
I vini dal vitigno Kerner:

sylvaner e kerner alto adige

Meran A.A. Kerner Graf Von Meran 2011 Bella vivacità ed intensità paglierina, naso di buon impatto, con agrumi e leggera speziatura, poi fiori di campo e mandorla. Bocca ricca, piena, di bell’espansione, con grande equilibrio e piacevolezza sapida nel finale.

Cantina Produttori A. A. Valle Isarco Kerner Aristos 2011 Paglierino vivo,olfatto nitido e delineato. Kiwi, salvia, pompelmo rosa e scintillante mineralità territoriale. La bocca è scattante, agile, nello stesso tempo avvolgente nella trama fruttata. Ammaliante per facilità di beva, ma di grande carattere.

Köfererhof

Kofererhof A.A. Valle Isarco Kerner 2011 Un Kerner di riferimento per l’Alto Adige. Paglierino con bagliori di lucentezza verdognoli. Olfatto piacevole, e sferzante. Da subito denota freschezza di sentori di erba appena falciata, asparago bianco, basilico, mentuccia e note salmastre. In bocca ha vitalità, freschezza gustativa portata da una spalla acidità che non tende mai a flettere. Il finale ha coerenti ritorni gusto-olfattivi.

Il Lagrein è una varietà d’uva autoctona dell’Alto Adige dalla quale si ottengono oltre il rosso (Lagrein Dunkel), anche il Rosè (Lagrein Kretzer). Nel 2004 è stata stabilita la parentela tra il Lagrein con il Teroldego ed il Marzemino, inoltre, una variante di Lagrein, il Durezza, avrebbe affinità con il vitigno francese Syrah. Il terreno ottimale è un sedimento ghiaioso e argilloso, è coltivato soprattutto nelle zone della Conca di Bolzano, in Bassa Atesina, in Oltradige e nella Valle dell’Adige, su una superficie di circa 385 ettari.
I vini da Lagrain degustati:

alto adige giornalevinocibo

Egger Ramer A.A. Lagrein Gries Kristan 2011 Rubino intenso e cupo con vivacità porporina sul bordo del bicchiere Al naso pot-pourri di fiori, frutta, quali violetta, mora, ciliegia, cannella, e cacao. Gusto caldo e cremoso, energico e rotondo, con sapidità e freschezza nell’allungo.

Kurtatsch Cortaccia A.A. Lagrein Frauenrigl 2010 Vivo rubino, un Lagrein disegnato da confettura di amarena, cardamomo, tabacco e un aroma di fiori in chiusura. Voce alcolica netta, modulata da tannini non ancora integrati perfettamente alla massa. Il finale è succulento con note di mineralità.

vini alto adige tappi giornalevinocibo

Muri Gries A.A. Lagrein Riserva Abtei 2009 Splendido rubino scuro e cupo nella parte centrale del bicchiere con note porporine sull’orlo Naso di more e mirtilli in confettura, cassis, cioccolato fondente, sbuffi balsamici portati dal muschio e dal ribes nero. Il naso molto concentrato esalta in pieno il concetto di Lagrein. La gustativa è ricca di un frutto polposo e succulento, il tannino è pregevole e ricamato in una struttura di buona complessità.

Cantina di Bolzano A.A. Lagrein Riserva Taber 2006 Un inchiostro impenetrabile. Dall’olfatto generoso e ben espresso, confettura di frutti di bosco, cacao in polvere, lenticchie lessate, punta di matita, china, fiori appassiti e un variegato bouquet balsamico/speziato. All’assaggio svela una struttura cremosa, tannini fitti, ma d’ottima fattura, è un sensuale eco di frutti di rovo, balsamicità e mineralità. Finale di pulizia, ottima espressione di Lagrein.

Un tasting veramente molto interessante che ha totalmente coinvolto i cinquanta sommelier ed appassionati presenti, facendoli viaggiare sul filo delle emozioni ad alta quota.

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5 commenti leave one →
  1. Maurizio permalink
    febbraio 15, 2013 3:01 pm

    Fantastica serata!!!

  2. Lorenzo Tosti permalink
    febbraio 15, 2013 4:50 pm

    Degustazione particolarmìente intrigante, kerner e sylvaner non per tutti, da comprendere ed apprezzare.
    Ottime etichette, ne conosco parecchie ma i prezzi?

  3. Simona Faldini permalink
    febbraio 15, 2013 6:23 pm

    ………voglio trasferirmi a Palermo!!!!!!
    Che degustazione,ì… calma calma, conosco bene tra i sylvaner il Pacherhof e tra i kerner il Kofererhof…poi il Taber è un must!!!!

  4. Francesco Di Stefano permalink
    febbraio 15, 2013 7:00 pm

    Ok vini sicuramente molto piacevoli e particolari, il clima e le escursioni termiche fanno la loro parte, vorrei obiettare che è molto più facile fare questi bianchi in quei territori che fare vini freschi da noi a Marsala concordi Luigi ?

  5. Luigi Salvo permalink*
    febbraio 15, 2013 7:16 pm

    Si certo Francesco concordo, ma questi vini obiettivamente hanno caratteristiche davvero piacevoli e di grande pregio.

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