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Olio extra vergine di oliva di Sicilia, necessario valorizzarlo

marzo 16, 2013

olio extra vergine olivadi Vincenzo Bonomo
Il titolo è certamente un’affermazione forte, ma chi conosce bene la realtà siciliana sa che pur producendosi grandissime quantità d’olio extra vergine d’oliva la parte di qualità  è ancora estremamente esigua. L’olivo, pianta tipicamente mediterranea, caratterizza il paesaggio dell’isola ed è tutt’ora elemento primario nella cultura delle popolazioni mediterranee, infatti è il condimento più utilizzato.

La pianta di Olea Europea è stata introdotta nell’isola dai Fenici, i quali nella loro migrazione iniziata nel XVI sec. a.C. verso la Grecia e le isole dell’Egeo, ne diffusero la coltivazione nell’Asia minore, in Egitto e in Libia, e da qui sicuramente in Sicilia tra il IV e l’VIII sec. a.C., come dimostrano le testimonianze di Diodoro Siculo.

Durante l’Impero Romano, l’olivo ebbe la massima diffusione in Sicilia come in tutte le terre conosciute e colonizzate nel mediterraneo. All’inizio del secolo scorso si stimavano in Sicilia circa diciassette milioni di piante coltivate su 200 mila ettari in colture promiscue e settanta mila in coltura specializzata.

In Sicilia la coltivazione dell’olivo si sviluppa ovunque con una prevalenza in collina e in montagna, le aziende specializzate per l’olivicoltura si trovano principalmente in provincia di Palermo, Trapani e Agrigento, dove si concentrano le maggiori superfici impiantate ad olivo.

Il panorama varietale siciliano si caratterizza per la predominanza di otto cultivar: Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Oglialora Messinese, Santagatese, Tonda Iblea, le quali, assieme, raggiungono l’80% di tutti gli olivi coltivati in Sicilia. A completare la piattaforma olivicola siciliana contribuiscono circa altre venti cultivar, le quali, anche se scarsamente importanti in termini di diffusione territoriale e di quantità prodotte, rivestono una considerevole importanza per la tutela della diversità biologica.

cultivar olivo siciliano

Nocellara del Belice
La varietà d’elezione negli oliveti della Valle del Belice. Sebbene utilizzata soprattutto per mensa la Nocellara del Belice è una cultivar a duplice attitudine, in particolare nelle aree in cui è maggiormente diffusa la destinazione, è come oliva da mensa, secondo il metodo di trasformazione denominato alla castelvetranese, mentre nelle altre zone è prevalentemente coltivata come cultivar da olio. È una della varietà che ha maggiormente contribuito a far conoscere gli oli siciliani di qualità fuori dalla Sicilia. La Nocellara produce oli vivaci e gradevoli all’olfatto, con le tipiche note di carciofo e pomodoro.

Cerasuola
La Cerasuola è principalmente diffusa nel versante nord-occidentale della Sicilia, nelle zone contigue delle province di Palermo e Trapani mentre ha una ristretta diffusione nell’area sud-occidentale limitatamente all’area di Sciacca in provincia di Agrigento. Le caratteristiche organolettiche dell’olio variano sui suoli e all’ambiente di coltivazione.  Gli oli presentano un fruttato medio intenso con sensazioni olfattive d’erba tagliata, cardo, carciofo e pomodoro. Al gusto ha una leggera piccantezza.

Biancolilla
La Biancolilla, il cui nome deriva dalla colorazione che assumono le drupe a maturazione (bianco e lilla), è diffusa nell’area centro-occidentale dell’isola, in particolare nelle province di Palermo e Agrigento. L’olio di Biancolilla presenta un fruttato che varia dal leggero al medio, con sensazioni gusto-olfattive simili all’olio di Nocellara del Belice. È caratteristico per la sensazione che ricorda la mandorla accompagnata talvolta dalla sensazione di carciofo e pomodoro.

Tonda Iblea
Varietà estesamente coltivata nella Sicilia sud-orientale e centrale, nelle province di Enna e Catania. La Tonda Iblea dà oli molto gradevoli. Si distingue dalle altre varietà per la netta sensazione olfattiva di pomodoro. All’olfatto ha un fruttato medio accompagnato da note di pomodoro verde e qualche volta di carciofo. Al gusto ha una leggera piccantezza.

Nocellara Etnea
Varietà di grande diffusione nella Sicilia centro-orientale, dove è coltivata, oltre che per l’estrazione dell’olio anche per il consumo diretto. La Nocellara Etnea produce oli vivaci con sensazioni di cardo, pomodoro verde, mandorla. La piccantezza è molto più evidente rispetto agli altri oli.

Solo quando un olio riesce ad inebriarci con i suoi profumi aromatici e a riempirci la bocca di sfumature che abbracciano i cibi ed esaltano le pietanze, possiamo dire che siamo di fronte ad un vero olio extra vergine d’oliva di qualità.

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One Comment leave one →
  1. giusy permalink
    aprile 8, 2013 6:39 pm

    Cosa c’è di più buon di una fetta di pane caldo condito con dell’olio buono?!?!?!……………..

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