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La panella: una storia che parte da lontano

agosto 27, 2013

panelle home giornalevinocibodi Santi Buzzotta*
Sembra incredibile che siano passati più di 1.000 anni da quando è stata inventata. Furono gli Arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il 9° e l’11° secolo, già esperti gastronomi, ad iniziare a macinare i semi dei ceci per ricavarne una farina che, mescolata all’acqua e cotta sul fuoco, dava una sorta di impasto crudo e dal sapore non particolarmente gradevole.

Ma una sfoglia sottile di questo impasto, cotta e di piccole dimensioni, diede agli annali un prodotto dal sapore unico. Nella città di Palermo nasce quindi la prima “panella” dell’era moderna inventata dal popolino per potersi sfamare. Le “panelle” hanno contribuito a raccontare epoche di rara bellezza, aspetti della vita sociale irrinunciabili e grandi piaceri della vita.

Maestri “panellari” hanno sfamato ed appassionato clienti illustri: la Casa Reale, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giovanni Guttuso, uomini politici ed esponenti del “Gotha” internazionale: qualsiasi barriera sociale si abbatte e, davanti ad una “moffoletta” fragrante, siamo tutti uguali….

In passato il “panellaro” si presentava con la sua carretta sulla quale era montata una baracca di legno chiusa da tre lati. Al suo interno, un fornello e una grande casseruola colma d’olio utilizzata per la frittura, un ripiano con le “panelle” già fritte in bella mostra, un contenitore di latta per il sale. Immancabili erano le postazioni strategiche davanti ai licei storici palermitani dove, già prima dell’inizio delle lezioni, i ragazzi non disdegnavano sostituire al cornetto, con un robusto panino con le panelle…

pane-e-panelle

Oggi le “panelle” si possono gustare  associate al classico pane palermitano (la mafalda oppure la moffoletta, rigorosamente con il “cimino”, ossia semi di sesamo), e rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano.

Declinazione usata unicamente per il giorno di S. Lucia, gastronomicamente e tradizionalmente associato alle arancine, le “panelle” si riscoprono nell’insolita veste di dolce, ripiene di crema gialla, con una spolverata di zucchero a velo…. assolutamente da provare.

In via Monte Pellegrino, di fronte la Caserma Cascino, i palermitani di vecchia o di nuova generazione hanno gustato almeno una volta nella propria vita le “panelle” di Zù Totò, friggitoria ambulante da sempre e puntualmente la più frequentata dai palermitani.

A piazza Indipendenza i f.lli Testagrossa, il must delle friggitorie. A piazza Marina, angolo Corso Vittorio Emanuele, Franco “u Vastiddaro”, delizia i turisti in giro per il nostro centro storico, nonché i palermitani che, nelle sere d’estate, animano la storica piazza per un tuffo nel passato e…. un peccato di gola.

E’ una storia che continua ancora oggi, quella delle “panellerie” e continuerà nel tempo, finché ci sarà anche un solo cliente che saprà apprezzare la bontà delle “panelle” e, chiudendo gli occhi, riconoscere nel loro profumo quello di una Palermo che vive grazie alle sue immortali e struggenti tradizioni.

* Santi Buzzotta grande appassionato di vino e di cibo è il titolare dell’Agenzia di rappresentanza “Verissima wines & emotions” dedita alla valorizzazione e alla commercializzazione in Sicilia di grandi vini, spumanti, champagne, grappe e altri prodotti di eccellenza.

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4 commenti leave one →
  1. andrea saffi permalink
    agosto 27, 2013 1:25 pm

    …acquolina in bocca!!!!

  2. franco Feltri permalink
    agosto 27, 2013 1:26 pm

    Calde e croccanti mi ricordano tutto il sapore della mia vacanza in Sicilia di Luglio

  3. simona faldini permalink
    agosto 27, 2013 3:31 pm

    Deliziose mi mancano da morire qui al nord

  4. settembre 2, 2013 3:22 pm

    le panelle mi fanno ricordare la mia giovinezza in Sicilia terra meravigliosa e gente ospitale
    Ico Turra

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