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Il Camporeale Day 2014 mette in mostra vini e cibi davvero di ottimo livello

ottobre 18, 2014

camporeale day homedi Luigi Salvo
Camporeale Day, che si è svolto l’11 ed 12 Ottobre 2014, è stata una due giorni di gran qualità dedicata al vino, al cibo e all’artigianato del comprensorio. Un evento davvero ben riuscito che ha coniugato il piacere della convivialità con importanti momenti tecnici d’approfondimento, i workshop dedicati in particolare adalcuni prodotti alimentarid  alle degustazioni guidate dei vini da vitigni autoctoni.
L’evento di promozione delle risorse enogastronomiche ed artigianali del territorio camporealese organizzato dalla ProLoco Camporeale, con in testa il presidente Benedetto Alessandro, ha avuto il patrocinio del Comune di Camporeale, dell’Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

camporeale day alessandro

Davvero curato il villaggio espositivo dove è stato possibile degustare e acquistare tutti i vini delle otto aziende vinicole intervenute e i prodotti agroalimentari,  si sono svolte visite guidate alle cantine di Camporeale, tra le attrazioni anche una mostra di moto e auto d’epoca e spettacoli di musica dal vivo.

Nel corso della manifestazione sono stati affollatissimi i vari workshop, quelli aventi come tema il cibo hanno messo in evidenza la bontà dei salumi Amato e della tradizionale ricetta del “Bruciuluni”.

camporeale day il cibo

La cittadina di Camporeale, conosciuta come la città del vino e del legno, centro agricolo, appartenente alla provincia di Palermo, è ubicato a 440 m. sul livello del mare ed è abbracciato dalle colline Cozzo di Cipolla, Cresta di S.Cosimo e Spezzapignatte che difendono l’abitato dai venti più freddi.

Il comprensorio di Camporeale è fatto di verdi colline fertili adatte da sempre alla coltivazione della vite, in queste zone allignano sia storici viigni autoctoni che donano vini di diversa proposizione tutti di gran valore qualitativo, sia vitigni internazionali la cui espressione varietale risulta unica.

camporeale day i bianchi

Due i workshop sui vini più significativi del territorio camporealese: davvero interessante il focus sul vitigno Catarratto con i vini 2013 delle aziende Rapitalà, Feudo Montagnola, Alessandr0 di Caporeale, Porta del Vento e Valdibella. Il rilancio del Catarratto in termini di qualità mi fa particolarmente piacere, i viticoltori isolani lo hanno sempre preferito  per le sue due semplici doti, la facilità di coltivazione e maturazione.
Oggi le esigenze di mercato hanno portato a fare una selezione naturale tra i produttori di questo vitigno che investono in qualità, dopo la corsa a produrre vini da vitigni internazionali per i godibili aromi ed il facile gusto che queste uve donano.

I risultati del tasting del Catarratto hanno evidenziato un gran crescita qualitativà nel bicchiere, frutto di un lavoro davvero importante. E’ certamente più difficile la produzione di vini di livello da questo vitigno ricco di caratteristiche particolari che però hanno difficoltà ad emergere con sistemi di conduzione agronomica poco attenti e metodi di cantina approssimativi.

workshop i binachi camporeale day

La batteria dei Grillo 2013 di Terre di Gratia, Fattorie Azolino, Rapitalà, Salier de la Tour, Alessandro di Caporeale e ValdiBella ha confermato il grande appeal di questo vitigno. Applicando una ricerca in vigna ed in cantina e possibile proporre vini nuovi che donino nel bicchiere piacevolezza, senza stravolgere le caratteristiche primarie dei vitigni.
Da qualche anno questi nuovi interessanti scenari vedono il vitigno autoctono Grillo tra i principali protagonisti di una nuova filosofia produttiva.

camporeale day tasting guidati luigi salvo

Due vini Inzolia 2013 di Candido e Salier de la Tour, ben fatti e beverini, hanno indrottodotto la batteria dei Nero d’Avola.
In questi ultimi quindici anni c’è stata la tendenza a produrre Nero d’Avola che ricordano sempre meno i loro padri originari e sempre più vini di altre zone blasonate, vuoi per un indiscriminato uso del legno, vuoi per un’iperconcentrazione che è andata a scapito dell’eleganza, vuoi per un’internazionalizzazione che ha portato matrimoni di interesse tra il Nero d’Avola ed gli internazionali Cabernet, Merlot, Syrah.

nero d'avola camporeale day bottiglie2

Abbiamo assaggiato solo Nero d’Avola in purezza, tutti prodotti nel territorio di Camporeale, ho apprezzato profumi avvolgenti di frutta rossa e di frutta nera, che fanno da contrasto a note di liquirizia e sentori salini, una tannicità importante mitigata dal garbo della vinificazione e dalla stoffa del vitigno.

Il Nero d’Avola vitigno principe siciliano croce e delizia, si è mostrato di bell’espressione con varie sfaccettature:
vinificato in bianco nel vino Diletto Fattorie Azzolino, di ammaliante floreale fruttato a bacca rossa con ritorni speziati nei vini di, Candido ’13, Campo Reale Rapitalà ’13, Feudo Montagnola ’12 e Donnatà Alessandro di Camporeale ’12, leggermente con frutta più scura, più complesso ed evoluto nei vini di Ishac Porta del Vento ’12, Salier de la Tour ’12, Don Sasà Terre di Gratia ’11 e Notturno Fattorie Azzolino ’11.

nero d'avola camporeale day

I vignaioli delle aziende vitivinicole del comune di Camporeale negli ultimi quindici anni attraverso un grande impegno in vigna ed in cantina hanno alzato il livello qualitativo dei prodotti, ponendo il distretto comunale sotto i riflettori dei più importanti media di settore, a pieno titolo quale distretto produttivo siciliano di gran qualità.

 

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2 commenti leave one →
  1. ottobre 18, 2014 2:38 pm

    Eh si caro Luigi, condivido il tuo punto di vista su Camporeale.
    Negli ultimi due anni ho toccato con mano le grandi potenzialita del terroir di questo paese. Grandi terreni, i quali in totale assenza di irrigazione, donano alle uve ed ai mosti grandi aromi ed acidità fantastiche ! Secondo il mio punto di vista è qui che si può fare il miglior Catarratto siciliano . Ancora più importanti sono le enormi potenzialità che presentano le uve Nero D’Avola e Perricone; grandissime uve alle quali è necessario associare la ricerca e la giusta tecnologia in cantina. In tutta franchezza sostengo che queste colline non hanno nulla da invidiare ad altre rinomate zone viticole italiane.
    Sebastiano Polinas

  2. Alessandra Basso permalink
    ottobre 19, 2014 6:34 am

    Complimenti ai produttori di Camporeale cibi e vini ottimi

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