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La proposta di modifica del disciplinare del Chianti non piace al Chianti Classico

novembre 12, 2019

di Luigi Salvo
Fa discutere a muso duro la scelta del Consorzio del vino Chianti di propone la modifica del disciplinare di produzione con la nascita del Chianti Gran Selezione, il top della qualità dei vini Chianti, per l’iter d’approvazione da parte della Regione Toscana, del ministero dell’Agricoltura e della Commissione europea si prevede un tempo stimato di circa due anni.
Il Chianti Gran Selezione avrà una gradazione alcolica minima di 13 gradi e un invecchiamento di almeno 30 mesi.

L’idea è sicuramente azzardata e rischia di creare confusione tra i consumatori, dato che cinque anni fa il Consorzio del Vino Chianti Classico aveva con orgoglio presentato la Gran selezione del Chianti Classico come una scelta innovativa e unica.

Nettala la presa di posizione del Consorzio del Chianti Classico in una nota inviata alla stampa:
“La scelta del Consorzio Vino Chianti relativa all’annunciato progetto di modifiche al disciplinare di produzione, ci trova nettamente contrari ma soprattutto increduli perché volto ad una strategia di gestione a nostro parere non costruttiva e assolutamente priva di idee innovative ed originali di cui invece c’è sempre grande necessità.
Preme ricordare che la Gran Selezione, presente sul mercato dal 2014, è unicamente una tipologia di Chianti Classico, ideata dal lavoro esclusivo del Consorzio Vino Chianti Classico.

Siamo profondamente rammaricati che le scelte proposte del Consorzio Chianti siano tutte rivolte soltanto a riproporre strategie di valorizzazione già messe in campo dal vino Chianti Classico: la Gran Selezione, peraltro con caratteristiche identiche a quelle della Gran Selezione Chianti Classico, come il grado alcolico, i tempi di invecchiamento e il divieto di uso del fiasco, e la certificazione obbligatoria per le transazioni di sfuso”.

Il presidente del Consorzio del Chianti Classico Giovanni Manetti: “Faremo netta opposizione alla proposta di Chianti Gran Selezione in tutte le sedi istituzionali, abbiamo subito un attacco frontale, che rischia di mettere a repentaglio il percorso di collaborazione da tempo avviato dal comparto  viticolo toscano, fortemente sostenuto ed incentivato anche dalla Regione, che ci ha visti fino ad oggi protagonisti partecipi e attivi.”

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