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giugno 10, 2017

di Luigi Salvo
Chi lo ha detto che anche i più importanti territori del vino con la più grande tradizione non si debbano adeguare alle nuove esigenze di mercato? Anche la più prestigiosa denominazione spagnola cambia, la Rioja inserisce nel suo disciplinare i cru ed anche la produzione di spumanti bianchi e rosé. La rivoluzione è stata approvata dal Consejo Regulador della Doc, che riconosce così i “viñedos singulares”, resta invece nel disciplinare la differenziazione nelle quattro categorie, Rioja-Joven, Crianza, Reserva e Gran Reserva, affiancate dalle menzioni geografiche.

Grande novità sono, appunto, i “viñedos singulares” che tendono, proprio come oggi il mercato richiede, di definire ancor di più l’areale produttivo. Entreranno in questa categoria solo i vigneti con più di 35 anni e con resa inferiore del 20% al resto della denominazioe, la raccolta delle uve dovrà essere manuale e di grande qualità che sarà valutata da parte del Consejo Regulador.

La Rioja apre anche al metodo classico o tradizionale, questa scelta è davvero rivoluzionaria, sarà possibile utilizzare tutte le varietà coltivate nella Regione, ed il periodo di affinamento sui lieviti sarà minimo di 15 mesi e 36 per l’alto di gamma di produzione.

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