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Vicoli e Sapori: splende Palazzolo Acreide tra barocco e cucina

agosto 7, 2017

Ampio successo per la seconda rassegna delle eccellenze gastronomiche del suggestivo borgo ibleo organizzata da nove ristoratori

di Marcello Malta
È patrimonio dell’Unesco dal 2002 con la Val di Noto. Fa parte de I borghi più belli d’Italia. È di origini greche ed è un’incantevole perla barocca incastonata sui Monti Iblei. Ha una ristorazione d’eccellenza. Ha la Salsiccia Tradizionale di suino nero tutelata come presidio da Slow Food. Stiamo parlando di Palazzolo Acreide, amabile borgo siracusano che 2600 anni fa era Akrai, colle dove tuttora è attivo un meraviglioso teatro greco.

Dopo il terremoto del 1693 i nobili innalzarono l’imponente chiesa di San Sebastiano con la sua gradinata scenografica. Qui il 10 agosto si festeggia la sciùta del santo sparando in aria delle colorate listarelle di carta in cui sono avvolti, protetti, dei chiodi.

In stile barocco la chiesa del patrono, San Paolo. Su piazzale Marconi la Villa Comunale. La Valle dell’Anapo, condensato di paesaggio, arte e cultura. All’interno Pantalica, la più grande necropoli del Mediterraneo con le sue 5 mila tombe.

Ma Palazzolo è soprattutto tradizione di enogastronomia, perpetrata oggi grazie all’encomiabile lavoro di consorzio di nove ristoratori (su un totale di 35) che in poco tempo hanno dato vita a Vicoli&Sapori, un’associazione di mutuo soccorso per la valorizzazione del paese e per la promozione della cucina locale.

Collaborazione efficace che ha portato a fare squadra chef, produttori ed associazioni locali in nome del progetto Gusto e Salute a Tavola. Per due sere, il 29 e il 30 luglio, infatti, un percorso angusto, suggestivo, ben curato minuziosamente, suddiviso per tipologia di portate che si snoda lungo le viuzze del quartiere dell’Orologio, è stato il palcoscenico degli stand dei ristoranti Lo Scrigno dei Sapori, La Corte di Eolo, La Taverna di Bacco, Al Punto Giusto, Andrea, Tancredi, Il Cinghiale, Agriturismo Giannavì, Trattoria del Gallo che hanno offerto le eccellenze locali declinate in più versioni, unitamente ai vini delle cantine Tenuta Bastonaca, Cantine Marilina, Marabino.

Eccellenze come la carne proveniente solo da allevamenti non intensivi e su cui è in atto un progetto per allungare il tempo di frollatura. Poi ricotte, formaggi, salumi, conserve, gli oli da Tonda Iblea e da Carolea. O l’azienda agricola di Salvatore Curcio che lavora il grano Bidì.

Ancora per i vicoli: tortino di patate e zafferano su vellutata di tenerume e ragusano Dop (Al Punto Giusto), trafilato di Bidì in bronzo con ragù bianco di maialino nero su fonduta di ragusano (Trattoria del Gallo), gallo ripieno (Lo Scrigno dei Sapori),

salsiccia palazzolese al limone con crostino e zucchine alla menta (Agriturismo Giannavì), stemperata di suino nero (Andrea Sapori Montani).

La manifestazione – spiega il Presidente dell’Associazione Paolo Didomenico – vuol far conoscere le potenzialità del territorio attraverso una conoscenza diretta delle aziende coscienziose, ma anche attraverso la storia e l’arte di Palazzolo”. “Palazzolo da cui noi non ci muoviamo – fa eco Andrea Alì, ristoratore – perché vogliamo che il paese sia meta strategica per il turista e non luogo di passaggio”.

Da qui la visita tra storia e cultura, tra caseifici, macellerie, allevamenti, sementifici ed oleifici per un intero weekend a beneficio di foodblogger e giornalisti, a cui va il compito di comunicare il territorio nel nome della buona volontà dei ristoratori.

E proprio da Andrea Sapori Montani riusciamo a degustare, sopra un uovo fritto di quaglia e sopra dei ravioli di funghi e ricotta da latte vaccino crudo, l’ennesima attrattiva di Palazzolo: il tartufo nero degli Iblei. Perché tartufo non è solo Alba o Norcia.

Si spazia, poi, tra la genuinità della melanzana declinata con crema e mentuccia e la caponata con prosciutto e pane;

tra gaspacho freddo e flan di ricotta con pere e spruzzata di gin; tra tartare di manzo con grano saraceno e salsa di fichi al must di Palazzolo: la salsiccia tradizionale, espressa sotto cenere o con semi di papavero e polvere di caffè.

L’appuntamento è alla terza edizione con tante novità in cantiere.

 

 

 

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