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Top 100 Wine Spectator 2020, tra i primi 10 ci sono due italiani

dicembre 12, 2020

di Luigi Salvo
La più influente classifica di vini al mondo, la “Top 100 Wines of 2020 Wine Spectator”, che fa aumentare vertiginosamente il valore economico e commerciale dei vini scelti, quest’anno vede trionfare un vino spagnolo e tra i primi dieci ci sono due italiani. Ecco il  podio dei tre migliori vini al mondo, il n.1 è spagnolo della Rioja, il Bodegas Marqués de Murrieta Rioja

Castillo Ygay Gran Reserva Especial 2010, al n.2 il californiano di Sonoma Aubert Vigneto Pinot Noir Sonoma Coast UV 2018, il n. 3 è italiano il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 San Filippo, al n.4 della  classifica il californiano Mayacamas Cabernet Sauvignon Monte Veeder 2016, al n. 5 lo Châteauneuf-du-Pape Les Trois Sources 2016 di Domaine de la Vieille Julienne, la posizione n. 6 è occupata dal bianco californiano Chardonnay Russian River Valley Vine Hill Vineyard 2017 di Kistler, al n.7 il secondo vino italiano il Barolo 2016 di Massolino.
Alla posizione n. 8,l’argentino Chacayes Los Chacayes 2015 di Bodega Piedra Negra, al n.9 il Pinot Noir Ribbon Ridge The Beaux Frères Vineyard 2018 di Beaux Frères, dall’Oregon, al n.10 il Brut Champagne La Grande Année 2012 di Bollinger.

Il Brunello di Montalcino torna sul podio della classifica mondiale con il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 San Filippo. Roberto Giannelli, agente immobiliare di Firenze, ha acquistato San Filippo nel 2003, diventa bio dal 2013, oggi conta 22 ettari tra bosco, oliveto e 10 ettari vitati di questi 5,5 producono Brunello e 2,5 Rosso di Montalcino.

L’azienda produce 15.000 bottiglie di Rosso di Montalcino e 25-27.000 di Brunello annata, Riserva 3.000 bottiglie. Il cru premiato è il Brunello di Montalcino Le Lucère, che proviene “da vigneti che godono di un’esposizione all’interno di un anfiteatro boschivo, in un terreno sedimentoso, sabbioso e con zone di galestro”.

Ecco le note degustative, del team di Wine Spectator, di questo assoluto campione:
Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 San Filippo, aromi effusivi di ribes nero, mirtillo, violetta e ferro caratterizzano questo rosso espressivo. Morbido e armonico, con una solida spina dorsale di tannini raffinati e integrati. Mostra una lunghezza e una complessità incredibili. Stato ottimale di consumo dal 2023 al 2043.

Il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci: “Siamo felici di questo riconoscimento perché darà una mano importante a tutta la denominazione e ci complimentiamo con un’azienda, la San Filippo, che come nella nostra migliore tradizione persegue da tempo la qualità totale. Ma siamo anche particolarmente orgogliosi della nostra annata 2015 che ci ha permesso di limitare i danni in questo tragico anno. È un prodotto – ha aggiunto – che stupisce per una qualità media forse senza precedenti, ma che dovrà condividere la scena con la 2016, annata considerata straordinaria ancora prima di essere messa in commercio”.

Altro italiano al settimo posto il piemontese Barolo 2016 di Massolino, un flusso di puro e succoso frutto di ciliegia è il cuore di questo rosso, insieme a note minerali, tabacco ed erbe selvatiche. Sodo e avvolto, con una matrice di tannini fitti e raffinati, tutti gli elementi sono nelle giuste proporzioni, questo richiede solo tempo.

 

 

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