Il mondo del vino guarda l’Armenia, il Concours Mondial de Bruxelles a Maggio nella capitale Yerevan
di Luigi Salvo
Un faro puntato sull’Armenia, terra dalla tradizione millenaria, che ospiterà le prestigiose sessioni dedicate ai vini Rossi e Bianchi e Spumanti del Concours Mondial de Bruxelles. Dal 21 al 23 maggio, la capitale Erevan diventa il palcoscenico dove oltre 370 esperti provenienti da quasi 50
Paesi si riuniscono per valutare migliaia di etichette da tutto il mondo, e nel contempo scopriranno tutte le sfaccettature dei vini armeni.
La scelta della presenza del Concours Mondial in Armenia è significativa, non è solo una meta emergente, ma un territorio che vanta le radici più antiche della storia del vino (basti pensare al sito archeologico della grotta di Areni-1, dove sono stati rinvenuti torchi e anfore risalenti a oltre 6.000 anni fa). Ospitare il Concours Mondial rappresenta il riconoscimento di una rinascita enologica che coniuga storia remota, biodiversità unica e tecniche di vinificazione moderne.
I vini armeni in questi anni si stanno affermando a livello internazionale, il territorio nel quale nascono è caratterizzato da altitudini elevate, suoli vulcanici e un clima continentale estremo che conferisce ai vini una personalità inconfondibile. La vera forza dell’Armenia risiede in un patrimonio di uve autoctone che offrono profili aromatici difficili da trovare altrove.
Ecco le principali uve armene:
Voskehat: Considerata la “regina delle uve bianche”, il cui nome significa significativamente “acino d’oro”. È un vitigno estremamente longevo, capace di produrre vini dal bouquet ricco e aromatico, con note che spaziano dai fiori bianchi alle albicocche, sostenute da una marcata mineralità e una vibrante acidità.
Kangoun: Un’uva bianca duttile e resistente, molto apprezzata per la sua freschezza. Spesso vinificata in purezza o in blend, regala vini profumati con sentori di mela, pesca bianca e una piacevole nota citrica.
Areni Noir (o semplicemente Areni): È la star indiscussa dei rossi armeni. Originario della regione di Vayots Dzor, produce vini eleganti, freschi e complessi, spesso paragonati a quelli della Borgogna per la finezza tannica. Presenta sentori di ciliegia selvatica, frutti rossi, spezie e, a volte, note terziarie di cuoio e tabacco se affinato.
Haghtanak: Un’uva a bacca rossa che dà vita a vini di colore rubino intenso, strutturati e ricchi, caratterizzati da profumi ricchi di mora selvatica e ciliegia.
I territori produttivi pricipali:
Vayots Dzor, è il cuore della tradizione, è probabilmente la regione più prestigiosa e conosciuta a livello internazionale. Situata ad altitudini elevate (tra i 1.000 e i 1.800 metri), offre un clima con inverni miti e giornate molto soleggiate, è qui che si trova il complesso della grotta Areni-1, considerato il sito di vinificazione più antico del mondo (risalente a circa 6.100 anni fa). È la patria del vitigno a bacca rossa Areni Noir.

Armavir è motore della produzione, situata nell’ovest del Paese, ai piedi del Monte Ararat e del Monte Aragats, è la provincia vitivinicola più vasta. Si trova a un’altitudine tra gli 800 e i 1.100 metri, caratterizzata da suoli profondi formati da morene glaciali e una grande esposizione solare.
È una regione cruciale sia per la produzione di vini bianchi (utilizzando varietà come Garan Dmak e Mskhali) che per la produzione del celebre brandy armeno.
Aragatsotn è l’eccellenza in alta quota, situata nella parte nord-occidentale, questa regione è rinomata per i suoi vigneti d’alta quota e per la qualità delle sue cantine boutique. I vigneti si trovano tra i 900 e i 1.400 metri. I suoli, di origine prevalentemente vulcanica, ricchi di basalto, tufo e calcare, conferiscono ai vini una mineralità distintiva. Oltre al versatile Voskehat (una delle varietà bianche più pregiate), qui si stanno sperimentando con successo vitigni internazionali (come Cabernet Sauvignon e Merlot) accanto a quelli autoctoni.
Ararat è la valle storica, si trova nella pianura omonima, questa regione è storicamente uno dei pilastri dell’enologia armena, con altitudini tra gli 800 e i 1.000 metri e un clima semi-desertico molto soleggiato, è una zona ideale per la coltivazione di uve che richiedono molto calore.cLa regione ospita numerose varietà autoctone tradizionali, sia a bacca bianca che rossa, ed è un punto di riferimento per l’enologia armena da millenni.
Tavush, situata nel nord-est. È una zona dal clima più fresco e verdeggiante, che offre un’esperienza vitivinicola differente, producendo vini con profili aromatici più delicati, spesso basati su varietà locali meno diffuse altrove, come il Khatoun Kharji.
L’enologia armena oggi vive una felice dualità. Da una parte, il recupero dell’uso delle anfore (Karasi), che rievoca le tecniche ancestrali e conferisce ai vini una micro-ossigenazione naturale e una complessità strutturale unica. Dall’altra, l’adozione di tecnologie di precisione in cantina, che permettono di pulire il frutto ed esaltare la tipicità varietale in contesti di pulizia estrema. I vini che emergono da questo scenario sono spesso caratterizzati da una sapidità distintiva, una freschezza sorprendente e un legame quasi “mistico” con il territorio, offrendo un’esperienza di degustazione autentica che racconta, in ogni sorso, millenni di storia.
L’arrivo del Concours Mondial de Bruxelles in Armenia è, in definitiva, un invito globale a scoprire un Paese che non sta solo tornando a fare vino, ma che sta riaffermando con orgoglio la sua posizione di protagonista assoluto nel mondo del vino contemporaneo.

Nato nel 1994 con sede fissa a Bruxelles è diventato itinerante dal 2006, ogni anno vengono valutati circa di 15.000 vini da 45 paesi al mondo, i degustatori mondiali sono selezionati tra giornalisti, enologi, agronomi, sommelier, blogger e buyers. Link per iscrizione dei vini
La degustazione si svolgeranno rigorosamente alla cieca, ogni giuria assaggiagerà circa 50 vini ogni sessione, su un tablet si utilizza la scheda di degustazione appositamente creata, simile a quella della OIV, ed attraverso un sistema statistico elaborato insieme all’Università Cattolica di Louvain, si garantisce la coerenza e la ripetibilità del giudizio dei propri degustatori.
A questo scopo è prevista la ripetizione di alcuni vini all’interno della stessa giuria, ed anche in giurie diverse, inoltre è previsto il controllo posticipato dei campioni premiati al fine di garantire la legittimità dei risultati. Infatti, una selezione dei vini medagliati verrà sottoposta ad un’analisi chimica, fisica e sensoriale in modo da comparare il campione presentato con il prodotto acquistato sul mercato.



















