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Moscato di Scanzo Docg la più piccola denominazione italiana

settembre 1, 2012

di Renato Rovetta
Sono molto fiero di iniziare la collaborazione con la rivista Giornalevinocibo on line diretta da Luigi Salvo, ciò mi permetterà di presentarvi alcune delle nostre eccellenze Italiane. Oggi direi di cominciare proprio con il Moscato di Scanzo o Scanzo, la più piccola DOCG italiana, una maniera per farvi conoscere un po’ la mia terra. Appena fuori la città di Bergamo sulle colline del Comune di Scanzorosciate, già dalla  metà del 1700 era coltivato il Moscato di Scanzo, è proprio su quelle colline che nell’era del mesozoico si formarono dei depositi  particolari chiamati “Sass della Luna” e grazie a questi sedimenti d’origine calcareo-marnosa, il Moscato di Scanzo gode tutt’oggi di caratteristiche uniche.

Coltivato con un’attenzione quasi maniacale,  i chicchi d’uva rossa vengono selezionati prima in vigna e poi in cantina, successivamente nel fruttaio, dove i grappoli vengono lasciati per 30 35 giorni ad  appassimento meccanico, uno tra i più moderni e attrezzati oggi in Italia, anche perché c’è da tutelare il solo vitigno autoctono riconosciuto in provincia di Bergamo, uno dei grandi vini passiti italiani,  da coccolare e amare.

Vogliamo ricordare con una nota di colore quanto il nostro Moscato fosse conosciuto come “il vino degli Zar”,  è, infatti, noto che Giacomo Quarenghi architetto bergamasco, avesse collaborato alla realizzazione della città di San Pietroburgo. Fu lui a portare in dono allo Zar il vino passito Bergamasco, il Moscato di Scanzo appunto. Non appena assaggiato, lo Zar ma soprattutto la Zarina se ne innamorò e per lungo tempo questo splendido vino non mancò mai sulle tavole imbandite degli Zar di Russia. Sempre in quel periodo conquistò addirittura quote del mercato londinese; furono proprio i londinesi a trasformarlo in delizioso passito, spinti dalla voglia di creare un nuovo sherry d’uva. Si dice che nel settecento, fosse il vino più caro al mondo, quotato alla borsa di Londra. (“Rosciate e le sue Colline” – Corrado Fumagalli ).

Di colore rosso rubino, ha profumi intensi,  dominanti quelli fruttati di confettura, piacevoli le note floreali,  per i passiti più invecchiati sentori leggermente speziati o addirittura eterei se si tratta d’annate storiche come il 2003, dove si possono percepire i profumi di sacrestia, le cere e l’incenso. Questo vino rosso passito, è prodotto su una piccola superficie di soli 31 ettari nel Comune di Scanzorosciate. I Produttori aderenti al Consorzio sono 22 che insieme producono ogni anno circa 60.000  bottiglie da mezzo litro – davvero poche se ci pensiamo – che rendono il Moscato di Scanzo ancora più prezioso e ricercato.

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita è stata attribuita  nel 2009  su proposta del produttore  Paolo Bendinelli,  Presidente per 17 anni del Consorzio di  Tutela e Corrado Fumagalli, storico sostenitore di questo vitigno; da Novembre 2012 a guidare il Consorzio è un altro Produttore, Angelica Cuni e sono proprio le sue parole a confortare gli animi dei produttori del Moscato quando hanno saputo che il nuovo direttivo continuerà a portare avanti con passione le scelte dettate dalla vecchia gestione, e quindi la clonazione dello Scanzo, per non perdere il valore di questo importante vitigno indigeno, oltre poi alla presentazione del passito in ogni sua forma anche oltre i confini regionali, augurandosi che tra qualche anno la produzione possa arrivare almeno a 100.000 bottiglie.

C’è da dire che fino a qualche tempo fa, il Moscato di Scanzo era considerato soprattutto un tipico vino da meditazione, oggi abbiamo provato ad elogiare i profumi ed il bouquet con accostamenti che esaltano abbinamenti arditi, ad esempio con i formaggi particolarmente piccanti. E’ diventata poi una consuetudine seguire con passione gli incontri che vengono proposti all’interno delle cantine, e allora il Moscato di Scanzo lo si accosta sì ai formaggi, ma anche al cioccolato e soprattutto al gelato, accoppiamenti considerati impossibili fino a qualche anno fa.
Il 4 Luglio 2011 nasce addirittura l’Associazione Amici e Produttori del Moscato Scanzorosciate, che raggruppa produttori, ristoratori, degustatori e semplici appassionati insieme per valorizzare in modo autentico il Moscato di Scanzo, e la terra bergamasca. I valori fondamentali degli associati sono la passione per il Moscato di Scanzo, e la divulgazione del verbo della degustazione dell’unico vitigno autoctono della provincia di Bergamo, in un clima amichevole e conviviale.

Crediamo di avervi dato ottimi motivi e buoni  consigli, per fare una visita in Cantina, nel caso siate di passaggio a Scanzorosciate  in provincia di Bergamo, oppure chiamatemi per organizzare le vostre degustazioni, e con sapiente esperienza vi accompagnerò alla scoperta di quel  nettare sublime chiamato Moscato Di Scanzo. E come sempre … In Alto i Calici !!!

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