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Il mondo del vino in lutto per la scomparsa di Vittorio Frescobaldi

agosto 27, 2026

di Luigi Salvo
Vittorio Frescobaldi è stato una figura simbolo dell’enologia italiana e grande patriarca della storica famiglia fiorentina legata alla viticoltura da oltre sette secoli. Nato a Firenze il 30 novembre 1928 e laureatosi in Agraria nel 1953, il Marchese Vittorio rappresentava la trentunesima generazione della storica famiglia

Frescobaldi, nominato Cavaliere del Lavoro nel 1977 come “agricoltore appassionato”, era il padre di Lamberto Frescobaldi, attuale presidente dell’Unione Italiana Vini (UIV).

Alla guida dell’azienda di famiglia insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo, Vittorio Frescobaldi è stato l’artefice di una stagione di straordinario rilancio e modernizzazione per il vino toscano e nazionale, sapendo coniugare la tradizione ultracentenaria con una forte spinta all’internazionalizzazione e alla valorizzazione dei singoli territori.

Sotto la sua guida, la maison Frescobaldi ha saputo cogliere i grandi cambiamenti del settore, puntando sull’eccellenza e sull’unicità dei terroir toscani. Una visione ad ampio raggio dimostrata anche da investimenti strategici che hanno fatto la storia della viticoltura regionale, come lo sbarco a Montalcino nel 1989 con la tenuta di CastelGiocondo, momento decisivo per la crescita internazionale della denominazione del Brunello e lo storico legame con il territorio di Montepulciano. Negli ultimi anni, dopo aver gettato le basi per l’affermazione globale del marchio, aveva affidato la conduzione aziendale al figlio Lamberto, rimanendo fino all’ultimo un punto di riferimento autorevole e carismatico.

CastelGiocondo a Montalcino

Tra i primi in Italia a cogliere la centralità dei mercati esteri e il valore del racconto del territorio, Vittorio Frescobaldi è stato protagonista di storiche operazioni enologiche: La partnership con Mondavi (1995): Dalla collaborazione con il colosso americano nacque a Montalcino la Tenuta Luce, simbolo dell’unione tra tradizione toscana e visione internazionale.

L’operazione Ornellaia (2002-2005), la joint venture portò nel 2002 all’acquisto della celebre Tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri. Nel 2005 la proprietà è passata interamente sotto il controllo della famiglia Frescobaldi, che ha poi sviluppato i percorsi distinti per le iconiche etichette Ornellaia e Masseto.

La notizia della scomparsa ha suscitato profonda commozione in tutto il comparto vitivinicolo e nelle istituzioni italiane.
Il Governo: Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha ricordato come l’Italia perda «una figura che ha contribuito a portare in alto il nome della nostra agricoltura e della nostra arte vitivinicola nel mondo. Ha saputo coniugare la tradizione a una visione del futuro senza mai dimenticare il profondo legame con la propria terra. Il suo esempio continuerà a ispirare le future generazioni».

Unione Italiana Vini (UIV): Il Consiglio nazionale, la Giunta, il segretario generale Paolo Castelletti e tutto lo staff si sono stretti attorno al presidente Lamberto Frescobaldi, sottolineando come Vittorio abbia «contribuito in maniera significativa all’affermazione e alla crescita dell’enologia toscana, accompagnandone l’evoluzione e rafforzandone il prestigio sui mercati internazionali».

Veronafiere

Veronafiere e Vinitaly: Il presidente Federico Bricolo ne ha ricordato il profilo di «gentiluomo e protagonista del vino italiano, presente a Vinitaly fin dalla prima edizione, alla quale ha dato un impulso decisivo».

Consorzio Brunello di Montalcino: Il presidente Giacomo Bartolommei e il Consorzio hanno espresso il proprio cordoglio ricordando la sua «visione imprenditoriale e il contributo fondamentale in una fase decisiva per lo sviluppo della denominazione».

Consorzio Vino Chianti: Il presidente Giovanni Busi ha definito il marchese «un protagonista assoluto di una stagione decisiva per la crescita e il riconoscimento della nostra viticoltura, capace di rappresentare la tradizione guardando sempre al futuro».

Consorzio Vino Nobile di Montepulciano: Il Consiglio e i soci hanno espresso il proprio affetto alla famiglia ricordandolo come «un autentico ambasciatore della cultura vitivinicola italiana, capace di coniugare rispetto per la storia e apertura verso il futuro, valorizzando una delle aree più prestigiose della regione».

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