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Vini difficili: i 7 effetti speciali più comuni

settembre 1, 2012

di Luigi Salvo
Ho appena finito di assaggiare un terribile vino che avrei dovuto recensire, in realtà non indicandovi l’etichetta gli ho fatto già un gran bel favore, ahimé è siciliano zona Siracusa, prodotto da “i principi …di qualcosa”. Il suo incontro con il naso ed il palato ha sortito effetti negativi, sinceramente non comprendo come sia possibile vinificare l’uva in questo modo o peggio ancora cosa diamine abbiano potuto metterevi dentro. Sì, perché esistono enologi (o quasi) che trasformano i vini in vere e proprie  armi chimiche letali per i nostri sensi e produttori che li commercializzano.

Ho ripreso gli appunti dei miei assaggi da Marzo ad oggi (circa 1500 vini tra Contrade dell’Etna, anteprime varie, Vinitaly, Sicilia en Primeur, Apulia Wine Identity ed alcuni concorsi) e dando una scorsa al peggio (per fortuna non tantissimo) di ciò che ho assaggiato, eccovi i “sette effetti speciali” più comuni in vini non proprio “campioni”.

 Effetto make up smalto per unghie
Avvicini in bicchiere al naso e sei inondato da una serie d’odori mischiati ad una fortissima puzza di smalto, ti guardi intorno per capire se si sia avvicinata a te una bella e profumata fanciulla ma, niente sorprese, il tutto proviene dal bicchiere. Per completezza d’informazione il vino è scuro e cupo, assolutamente impenetrabile alla luce,iperconcentrato, potenza del rotomaceratore magari utilizzato a manetta per una settimana e più.

 Effetto saponetta vintange
Se ti capita di assaggiarlo in compagnia del produttore solitamente te lo presenta dicendoti: “ha un spiccato sentore fresco floreale”, inrealtà dal bicchiere fuoriesce un odore che è identico alle saponette per le mani che trovavamo in quei bagni anni ’70 dai lavandini rosa e dalle mattonelle a fiorellini verdi, il dramma è che dal vino viene fuori solo quello è null’altro ed il tutto ritorna in bocca.

 Effetto piumone
Avvolgente alla massima potenza, il vino “super smussato” cala che è un piacere, poca acidità, niente tannini, alcol ridotto, praticamente una bibita colorata. Prodotto da qualunque vitigno nell’immaginario collettivo è un merlottino.

Effetto ciliegione
Il vino al naso è sicuramente intenso ma, ciò che veicola il bicchiere non è un semplice sentore o una nota piena, è una vera e propria botta di ciliegione che l’enologo ha ottenuto non si sa bene come. Il vino è colore porpora e di solito non è dell’ultima vendemmia. Se ti scappa una goccia dal bicchiere e macchi la camicia altro che “biospray” non basta il candeggio.

 Effetto l’uva amaro
Già con il bicchiere ben distante dal naso la puzza è evidente, in bocca è presente lo sgradevole gusto del tannino enologico aggiunto a profusione senza cognizione. Le sue peculiarità variano in genere dal sentore d’affumicato al deciso amaricante finale che sovrasta il frutto. Masochismo puro

Effetto geppetto
E’ preceduto di solito dalla frase “ecco il nostro barricato”, un vino da uve modeste che o è stato messo in barriques (se va bene) o gli è stata veicolata in acciaio una sporta di segatura (se è ancor peggio). Al naso ed in bocca è un concentrato di legno che si è mangiato tutto il resto, il vino durerà da Natale a Santo Stefano.

Effetto crisantemo
Mentre te lo versano lo accompagnano con la frase “non è un vino facile”  Nel bicchiere c’è l’ultimo stadio di un vino che pur avendo soltanto 5/6 anni sulle spalle è decrepito. Si presenta aranciato, piatto al naso ed al gusto è privo perfino dell’odore di crisantemo che magari vorresti deporre accanto al bicchiere. Roba che se hai avuto la fortuna di assaggiare una volta nella vita lo Chateau Lafite-Rotschild 1982 in confronto era un infante.

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8 commenti leave one →
  1. loris permalink
    settembre 1, 2012 8:01 pm

    SI!! L’effetto piumone è quello che trovo sempre più spesso.

  2. settembre 1, 2012 8:44 pm

    Luigi, mi hai fatto rider a crepapelle, anche se, in verità, la situazione descritta è talmente triste, purtroppo reale, che ci sarebbe da piangere. Ti sono vicino col cuore, ma non con il palato: forza, resisti!

  3. simona faldini permalink
    settembre 2, 2012 9:16 am

    Fantastico articolo!!!!
    E’ vero ho ritrovato tutti ma tutti questi effetti speciali, adoro(si fa per dire) saponetta vintage

    • vito saponaro permalink
      settembre 2, 2012 9:33 am

      …. in abbinamento alle mattonelle 🙂

  4. Riccardo R. permalink
    settembre 2, 2012 10:04 am

    Bellissimo!!!!!!!!!!!

  5. settembre 2, 2012 10:08 am

    Resisto, resisto Maurizio!!!!

    Simona l’ultimo vino bevuto effetto saponetta vintage, non il produttore ma la tipologia?

  6. alessandro viola permalink
    settembre 16, 2012 7:02 am

    Sono un enologo produttore di vini, concordo in pieno su tutto quello che hai scritto, odio questi vini palestrati senza cervello, ci sono enologi che fanno a gara sul vino più colorato imbottito di chissà che cosa per poi accorgersi prima dell’imbottigliamento che sono imbevibile e quindi continuano ad aggiungere chissà che cosa per smussare i difetti che loro stessi hanno creato con le loro aggiunte.
    Forse non hanno capito che il vino non è un cocktail aromatico con una base di uva, ci vuole un pò di umiltà per capire che non siamo in grado di fare meglio della natura, il vino è una cosa che ingeriamo, il nostro organismo è in grado di smascherare tutti i tarocchi.

  7. patrizia di vincenz filiputti permalink
    settembre 16, 2012 9:19 am

    simpaticissimo !

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