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Lo sballo distrugge i giovani e la cultura del vino

novembre 16, 2012

di Antonio Carullo
Al rito del bere consapevole si contrappone sempre di più tra i giovanissimi lo sballo: litri di alcolici e superalcolici ingurgitati di un fiato e che producono un effetto devastante. Circa sei mesi fa l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) si era data come obiettivo di ridurre praticamente a zero la quota dei ragazzi fino a 15 anni che consumano alcol: Obiettivo fallito! Non sono mai stati cosi tanti i giovani attratti dall’alcol bevuto senza cognizione.
E’ un fatto preoccupante che suscita scalpore in tutta Italia: allora niente alcolici sotto i 16 anni, niente superalcolici tra i 16 e 18 anni e le sanzioni non saranno più soltanto per i baristi (come prevede la legge statale): sono previste per la prima volta in Italia, multe tra i 50 e i 500 euro anche per i ragazzi dei genitori che sgarrano.
E’ giusto sensibilizzare i ragazzi a beneficio della loro salute e dell’incolumità altrui, se poi i ragazzi non ascoltano e sbagliano e giusto che siano sanzionati anche coloro che rispondono delle loro azioni.

L’osservatorio nazionale sull’alcol dell’Istituto superiore di sanità denuncia che l’86% dei giovani beve nel fine settimana. Il 43% preferisce il vino, il 27% i superalcolici, mescolando liquori ad oltranza. I dati presentati in occasione dell’ultimo Alcohol prevention day, emerge un allarmante cambio d’abitudini tra i minorenni. Mentre diminuiscono i consumatori di solo vino o sola birra, sono sempre più diffusi i cocktail spazzatura e il binge drinking, cioè l’ubriacatura concentrata in singole occasioni con  l’assunzione di più di sei bevande contemporaneamente.

Beve per ubriacarsi il 64,8% dei ragazzi e il 34% delle ragazze, quello che loro hanno scoperto è che lo “sballo” è una botta, un colpo in testa che ti aiuta a vincere fragilità, paure, senso dei limiti, non sei più tu, ti provoca una metamorfosi.

Lo stesso pontefice Benedetto XVI ha lanciato in diverse occasioni un appello “salvate i giovani”. Bisogna che il paese cominci a capire che la più seria di tutte le questioni è quella degli adolescenti che non studiano, che non hanno un’identità, che non sono interessati al futuro, non lo percepiscono neppure, occorre rivolgere tutte le attenzioni ai loro bisogni.

In conclusione il messaggio che si vuole lanciare è a favore della cultura del buon bere, dell’approccio al vino nella giusta dose in modo da farne un compagno di viaggio per la propria creatività e non per la propria distruzione, e Giornalevinocibo lo ha già fatto a Marzo scorso con “Bere bene fa bene”, 
E’ necessario aiutare i giovani a ritrovare il senso del vino, che è quello di gustarlo ed apprezzarlo. Se pensiamo alla storia contenuta in un bicchiere di vino buttarlo giù tutto di un fiato è come avere una bella ragazza che ti vuole bene e anzichè farci l’amore prenderla a schiaffi.

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One Comment leave one →
  1. Marilyn permalink
    novembre 28, 2012 6:00 pm

    La situazione è molto, molto preoccupante. I giovani sono lo specchio della società: valori zero. Mi chiedo: dove andremo a finire?

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